Varese

Varese città delle antenne. 3 nuovi progetti più l’antenna sul Castello

antenna4Non solo città dei parcheggi nei parchi, ma Varese  si conferma anche città delle antenne. Nonostante l’ingombrante presenza, a Varese, di 63 stazioni radio base, che sorgono in 40 luoghi diversi all’interno dei confini comunali, stanno per abbattersi sulla città altre 3 nuove antenne. E’ la novità uscita, ieri sera, alla riunione della Consulta sul’elettrosmog, che si è tenuta in Comune. Una notizia che ha visto assessore alla partita, Stefano Clerici, il presidente Andrea Porrini, consiglieri comunali, funzionari e rappresentanti dei comitati, prendere in esame le nuove installazioni che renderann0 la città ancora più satura di antenne. Nel caso dei tre nuovi progetti, parliam0 di strutture decisamenmte invasive, di forte impatto visivo e di dubbia utilità.

La prima antenna, un enorme palo di 30 metri, sorgerà al Consorzio agrario di viale Borri 392, un’area privata. Una richiesta di installazione era già stata presentata, tre anni fa, da Telecom, ma questo gestore si era ritirato e oggi, dopo tre anni, appunto, la richiesta è avanzata nuovamente da Vodafone. Interessante sottolineare, come è stato ricordato alla Consulta, che sulla vecchia antenna aveva espresso parere negativo la vecchia, rimpianta Commissione Paesaggio. La seconda nuova antenna sarà, invece, targata Wind, gestore presente con un suo rappresentante alla riunione di ieri sera. Questa seconda antenna, addirittura di 36 metri, sorgerà su un’area comunale nei pressi dell’Iper, accanto a via Ecologia. Una richiesta fatta dal gestore per coprire una zona in cui non è ancora garantito il segnale. Infine, la terza antenna, quella che, delle tre nuove, è la più controversa: sorgerà nel quartiere di Sant’Ambrogio, una chicca nella città di Varese. Ancora Vodafone ha chiesto di installare un palo di 32 metri in via dei Mulini Grassi, su un terreno di propretà comunale, praticamente nel parcheggio del cimitero. Sull’opportunità o meno di questa nuova installazione è intervenuto Paolo Bulgheroni, Ufficio di igiene dell’Asl di Varese, per rimarcare una certa contrarietà. “Il cimitero ha una valenza sociale – ha detto – e dunque va tutelato adeguatamente”.

Non è mancato un finale sulla famosa antenna “mascherata” da merlo, che sarà piazzata sulla torre del Castello di Masnago. Una questione che è stata sollevata dal consigliere di “Varese & Luisa”, Luciano Ronca, che ha ricordato come quel progetto fosse uscito sulla stampa all’indomani di una riunione della Consulta, in cui nulla era stato detto. Un progetto che fu all’origine di uno dei tanti contrasti all’interno della giunta Fontana, tra glia ssessori Clerici e Longhini. Assessore Clerici e funzionari, ieri sera, si sono affrettati a dire che nessun progetto è stato, fino ad ora, presentato ufficialmente. Tuttavia, qualora fosse presentato, dovrebbe passare al vaglio della Soprintendenza e poi dal Consiglio comunale. Si è scoperto ieri che questa antenna-fantasma posta sulla torre del Castello era un’alternativa ad un super-palo dsi 36 metri che doveva sorgere nei pressi dell’oratorio. E’ bene che Masnago vigili attentamente.

 

20 dicembre 2012
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2 commenti a “Varese città delle antenne. 3 nuovi progetti più l’antenna sul Castello

  1. Daniele Zanzi il 20 dicembre 2012, ore 13:08

    Per dovere di cronaca sottolineo che la Commissione che ho avuto l’ onore di presiedere aveva bocciato senza ma e senza se anche l’ installazione dell’ invasiva antenna a Sant’ Ambrogio come quella alla fine di Viale Borri. Sull’ antenna al Castello diMasnago e’ meglio stendere un pietoso velo. Penso che da qui in avanti vedremo di tutto e di piu’.

  2. ombretta diaferia il 20 dicembre 2012, ore 23:41

    Gentile Signor Zanzi,

    sono decenni che ne vediamo di tutto e di più…
    Addirittura ora ci ritornano davanti agli occhi i nomi della tangentopoli varesina.

    E’ dal dicembre del 2006 che l’elettrosmog occupa gli spazi più insani dei miei studi (solitamente di notte!).
    Ed è dalla prima consulta (organo consultivo o meglio tramite per la comunicazione istituzionale) che si chiede di operare correttamente sotto il principio di precauzione.

    lo scorso anno anche l’OMS ha messo i puntini sulle i, oltre a poter reperire facilmente gli atti di cause vinte da chi subisce le “conseguenze” dell’inquinamento elettromagnetico.

    Chiesi lo scorso anno ai due candidati sindaco la loro posizione a riguardo: ovviamente nessuno si premurò di proferir parola.

    Lo richiedo a lei, visto che appartiene alla lista “Varese&Luisa” che sosteneva il candidato Oprandi.

    Non solo perché ieri sera erano assenti proprio i rappresentanti del comitato di Belforte, di Borri e di Sant’Ambrogio. E che quindi ogni domanda da me posta per capire e riferire godeva della risposta “ma noi vogliamo sentire i cittadini residenti”.

    E nuovamente ieri sera davanti alla prospettiva di ulteriori tre antenne (64 le già esistenti) la risposta era la medesima di Federiconi: Varese è orograficamente difficoltosa e dobbiamo servirla bene.

    Infatti, le antenne verranno istallate in aree verdi a bassa densità abitativa.

    Ma le antenne servono per la connessione dati e mi parlano anche di ragazzini che ne hanno assolutamente bisogno (quelli che “cercano” il wi-fi altrui? gli stessi minorenni “schiavi” dei telefonini del sondaggio che nel 2011 gridò ” l’uso tra gli 11-17enni è cresciuto, tra il 2000 ed il 2008, dal 55,6% al 92% (83,6% nel 2005), con un trend ancor più marcato per i più piccoli (dal 35,2% al 83,7% tra i ragazzi di età compresa tra 11-14 anni”).

    L’elettrosmog è un problema affrontato in tutto il mondo con raziocino secondo il principio di precauzione.

    A Varese non si informa, si cerca di pararsi dietro la nota definizione “opera di urbanizzazione primaria” ed il regolamento viene anche interpretato ad hoc (vedi danari degli affitti degli operatori investiti in parcheggi sventolati come riqualificazione ambientale).

    Sul territorio del comune di Varese sono attualmente presenti 137 impianti per la radio telecomunicazione (38 impianti radio, 45 impianti televisivi, 44 impianti dei gestori di telefonia mobile e 10 microcelle).

    Cosa ne pensa chi, come lei, conosce l’importanza che anche gli alberi ricoprono nella difesa da tale inquinamento?

    Abbiamo ancora bisogno di ulteriori onde elettromagnetiche in circolo?

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