Varese

A Varese Corlazzoli, maestro di campagna che insegna a protestare

Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Promossa dall’Anpi della Provincia di Varese in collaborazione con il Coordinamento docenti di Varese e Provincia,  si è svolta ieri pomeriggio, presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, la presentazione del libro di Alex Corlazzoli, “La scuola che resiste. Storia di un maestro di provincia”, pubblicato da Chiarelettere, un’opera che in presa diretta fotografa il mondo della scuola, sempre più bistrattato e Cenerentola dei bilanci nazionali.

Ad introdurre l’incontro, il presidente dell’Anpi provinciale di Varese, Angelo Chiesa, che ha sottolineato come la scuola della protesta resiste “a chi vuole tornare indietro”. Moderato dell’incontro il professore Enzo Laforgia, docente al Cairoli di Varese, che ha ricordato come il fatto che la scuola “resista” non è un fatto normale, cioè non è normale che, come si racconta nel libro, a Pianengo (provincia di Cremona) i ragazzi siano costretti a fare un mercatino con i loro giocattoli per raccogliere le risorse e acquistare materiale informatico. Una situazione di sfacelo, in cui l’autore del libro protesta armato della Costituzione e di don Milani, e non si rassegna allo stato della scuola italiana di oggi.

“E’ il momento di alzare la voce e la testa”, esordisce Corlazzoli rivolgendosi ai tanti insegnanti presenti in Aula Magna. Si definisce “un maestrino di campagna”, ma non esita a servirsi degli strumenti tecnologici più avanzati, lui che è anche uno dei blogger del “Fatto quotidiano”, per sostenere le sue idee e diffonderle. E’ il caso della sua partecipazione al “Concorsone” della scuola, quello bandito dal ministero, al quale Corlazzoli ha partecipato, ma che non ha passato. “Ho scritto una lettera ai miei allievi di quinta, per dire che il loro maestro era stato bocciato”. Una lettera che, pubblicata on line, è stata linkata da 54 mila persone, twittata da 450 persone e ha ricevuto oltre 1700 commenti.

L’insegnante precario lancia un messaggio chiaro: “Non ci sto a farci derubare della centralità dei bambini”. D’accordo con Adele Corradi, una delle maestre che lavoravano con don Milani, il prete di Barbiana che Corlazzoli definisce uno dei suoi maestri, che lavorava “nell’interesse dei ragazzi”. Corlazzoli parla di una scuola che sta “dalla parte dei bambini, aperta a tutti”. Una scuola in cui lui insegna la libertà come responsabilità, la protesta come momento importante della vita. Divertente la lettera che il maestro ha ricevuto dai suoi allievi circa il divieto di scambiarsi figurine negli intervalli: una lettera di protesta civile e ben scritta, di cui Corlazzoli è soddisfatto.

Nella scuola non deve mancare neppure la memoria, come radici di un Paese che rischia di perdere il senso del proprio passato. “Leggo in classe i nomi dei morti ammazzati dalla criminalità organizzata e porto in classe i partigiani. La memoria deve tornare ad essere protagonista della scuola”.

19 dicembre 2012
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Un commento a “A Varese Corlazzoli, maestro di campagna che insegna a protestare

  1. Angela Ipata Marchetti il 30 dicembre 2012, ore 22:49

    La lettera di Corlazzoli ha ricevuto oltre 1700 commenti. In verità ne ha ricevuti di più. Il fatto è che Corlazzoli omette di informare, come onestà intellettuale vorrebbe, che in realtà i commenti l’anno stroncata.
    Perchè possiate averne una idea, eccone uno :

    Questo individuo andrebbe fermato ( Va fermato!), non per il test che non ha superato e che comunque ha evidenziato le sue immense lacune, ma per quello che intende come metodo e programmi formativi utili alla crescita culturale degli allievi che, a questo punto, irresponsabilmente gli sono stati affidati.
    E’ irritante la sua ottusa testardaggine da nell’avversare qualsiasi attività che richieda l’applicazione del pensiero Logico.

    Lei vorrebbe trasformare i bambini in sottoprodotti della sua personalità che è già di per se stessa un sottoprodotto dell’ottusità,  dell’Ideologia e della presunzione.
    IL Bambino ha bisogno di chi gli Insegni a Ragionare, in modo che diventi un Cittadino che sappia responsabilmente scegliere, non di qualcuno che lo Ideologizzi.

    Eccone un altro:

    “Più rileggo l’articolo e più mi convinco che il Ministro dovrebbe fare a meno dei “preziosi servigi alla Scuola” che questo illustre articolista si illude di dare”

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