Varese

Fontana a Mirabelli: A2A non si tocca, è una risorsa importante

Il sindaco Attilio Fontana

Il sindaco Attilio Fontana

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, risponde all’interrogazione del capogruppo Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, che chiedeva chiarimenti, dopo una puntata della trasmissione “Report” di Milena Gabanelli, sugli investimenti esteri di A2A e le possibili ripercussioni sulle azioni possedute da Palazzo Estense:

Egregio Consigliere,

mi stupisco della sua insistenza e pervicacia nell’introdurre di continuo questioni afferenti A2A, ora addirittura su politiche industriali a livello internazionale. Evidentemente non deve avere altri argomenti di interesse locale su cui interrogare l’Amministrazione Comunale.

Premetto e le ricordo come l’aggregazione della nostra “piccola” Aspem con il colosso A2A SpA, controllato dai Comuni di Milano e Brescia con partecipazione maggioritaria ed egualitaria pari complessivamente al 55%, venne deliberato dal nostro Consiglio Comunale a larghissima maggioranza (37 favorevoli su 38 votanti) compreso il suo voto e quello dell’intero gruppo consiliare del PD nel maggio 2008 e la chiusura definitiva dell’operazione aggregativa avvenne, appunto, nel gennaio 2009.

Evidentemente, egregio consigliere, ha le idee confuse se non è in grado di cogliere che il Comune di Varese, nell’operazione di concambio azioni, ha acquisito una partecipazione di A2A, pari a circa lo 0,7% dell’intero capitale e, che con tale partecipazione, le scelte di politica industriale su A2A non erano certamente preventivamente conoscibili e condizionabili.

A ciò aggiungo che, a quel tempo, il Comune di Varese non aveva rappresentanti né nel consiglio di sorveglianza né nel consiglio di gestione di A2A SpA; solo recentemente, grazie ad un mio accordo con il Sindaco del Comune di Bergamo, è stato possibile eleggere un rappresentante comune, che certo potrà meglio rappresentare anche le istanze delle rispettive Città.

Tornando alla sua domanda sulla vicenda Montenegro, se intende soddisfarla, chieda direttamente all’autore della trasmissione televisiva, ovvero attivi una denuncia alle competenti autorità; francamente tali polemiche televisive mi lasciano indifferente e, mi creda, non è certamente tale vicenda cha ha potuto condizionare l’andamento economico-finanziario di A2A stessa in questi anni, ma semmai le problematiche legate all’indebitamento ed al futuro degli affidamenti in essere.

Infine, per quando riguarda i valori azionari, spero che a lei non sia sfuggito che dal 2008 ad oggi, le patrimonializzazioni delle principali società  quotate in borsa ed i conseguenti valori azionari, sia a livello mondiale che europeo e naturalmente nazionale, hanno subito, per effetto della crisi economica mondiale un vero e proprio tracollo, spesso non corrispondente all’effettivo valore economico delle società stesse ed anche A2A, e conseguentemente i comuni soci, hanno visto ridursi il valore delle azioni detenute.

Sappia, in ogni caso, che non è intenzione della mia Amministrazione cedere quote di tali azioni in tale contesto negativo se non necessitato dalle norme, peraltro assurde del Patto di Stabilità, sempre aspramente contestato e combattuto dal sottoscritto anche in qualità di Presidente di Anci Lombardia.

A tale proposito la rinvio alla recente dichiarazione dello stesso Assessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci fortemente critico a riguardo (La Repubblica, Affari e Finanza, 10/12/2012).

Ho la convinzione che A2A costituisca una risorsa nazionale ed internazionale per il Paese, sia in campo industriale che dei know-how sui servizi erogati. Tale mia convinzione è suffragata anche a livello governativo come ho avuto modo di riscontrare in recenti colloqui ministeriali.

Confido che nel medio periodo A2A possa recuperare buona parte del suo valore di mercato anche alla luce del nuovo piano industriale 2013-2015 recentemente presentatomi oltre che dall’intervento legislativo introdotto per le società quotate e loro controllate esercenti servizi pubblici locali dal decreto-Sviluppo 2.0.

Distinti saluti,

Attilio Fontana

17 dicembre 2012
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3 commenti a “Fontana a Mirabelli: A2A non si tocca, è una risorsa importante

  1. ester il 17 dicembre 2012, ore 15:20

    Io naturalmente non sono in grado di rispondere, da sola e senza documentazione,al sindaco Fontana il quale,oltre ad essere un avvocato, ha tutto un apparato alle spalle e lo farà chi deve e può farlo.Voglio solo ricordare al sindaco che quelle che lui definisce polemiche televisive che lo lasciano indifferente,sono servizi giornalistici molto ben documentati e preparati che,invece, interessano tanti cittadini,sgomenti e impotenti di fronte agli intrecci perversi di troppi settori politico-finanziari della nostra società.AnnaBiasoli

  2. protassio virtussio il 17 dicembre 2012, ore 17:47

    Concordo con Fontana. Tracollo è la parola giusta. Patrimonio dei varesini prima di cessione = € 47.000,000,00 Patrimonio dei varesini DOPO la cessione € 9.000.000,00 –
    Quasi 40 milioni volatilizzati.
    Ovvio non vendere ora, sarebbe come chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati.
    Chi doveva vigilare sul patrmonio dei cittadini?
    Mentre le azioni “crollavano”, mentre A2A investiva in Montenegro sperando nella pioggia e si alleava con tipi alquanto loschi (almeno stando a Report), a Varese si dormiva della grossa.
    Ma si può sapere CHI a voluto cedere ASPEM, società sana e fonte di cospiqui utili per il comune di Varese?

  3. ezio il 18 dicembre 2012, ore 08:55

    cara Ester, l’apparato di Fontana è lo stesso che ha fatto un regolamento sui rifiuti urbani che non rispetta il DPR158/99 (il metodo normalizzato che deve essere impiegato per elaborare le tariffe)…col risultato che ed esempio le industrie pagano il doppio del massimo sia per il coefficiente fisso della tariffa sia per il coefficiente variabile….non è detto che l’apparato abbia sempre ragione…

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