Varese

Spaventa Filippi, al Castello si respira l’atmosfera del “Corrierino”

Da sinistra, il conservatore Cassinelli, l'assessore Longhini, Silvia Spaventa Filippi e la figlia Anna Maria, brava musicista

Da sinistra, il conservatore Cassinelli, l’assessore Longhini, Silvia Spaventa Filippi e la figlia Anna Maria, brava musicista

Sarà aperta fino al 3 marzo, al primo piano del Castello di Masnago, la piccola esposizione “Spaventa Filippi: una famiglia di artisti dal Corriere dei Piccoli alla Biennale di Venezia”, a cura del Comune di Varese. Al centro della rassegna due artisti, un padre e uno dei suoi tre figli: Silvio Spaventa Filippi e il figlio Leo Spaventa Filippi, più poliedrico ed eclettico il primo, più coerente e tradizionalista il secondo. Davvero originale il vernissage, con la giovane Anna Maria Colonna Preti, nipote di Leonardo e pronipote di Silvio, che ha eseguito al violoncello, insieme ad Elisabetta Soresina, due tempi di una Sonata di Vivali per violoncello e basso continuo. Presente all’inaugurazione anche Silvia Spaventa Filippi, figlia di Leo e madre della giovane Anna Maria.

Una proposta dei Civici Musei che punta a valorizzare opere e artisti facenti parte della Collezione permanente (due tele di Leo sono di proprietà del museo). E a illustrare vita e opere di artisti con legami e radici nel nostro territorio.

Pittore serio e apprezzato Leo Spaventa Filippi è presente a Masnago con ritratti e nature morte. Come ricorda la figlia in apertura di cataloghino, a metà anni Sessanta si trasferisce a Varese, prima operando in via Del Cairo e poi in via Speroni, dove si spense. Un pittore certamente consapevole delle tendenze europee, con la capacità di fotografare interni come il bel quadro che propone un’anziana donna intenta alla lettura. Forse appaiono un po’ esagerati certi riferimenti, fatti in sede di inaugurazione, a correnti come il divisionismo o a maestri come Cezanne, ma certamente ci troviamo di fronte ad un artista di pregio.

Figlio di un protagonista della nostra cultura nazional-popolare come Silvio, che fu direttore di una mitica testata come il Corriere dei Piccoli, vera e propria scuola di formazione per le giovani generazioni dei primi decenni del Novecento. Una vera chicca è costituita da un’illustrazione di Carlo Bisi, pittore amato dalla borghesia lombarda, anche lui ottimo ritrattista, che mostra i personaggi della celebre testata, a partire dalla sua creatura, il mitico “Sor Pampurio”, all’inseguimento di Slvio, che scappa in moto. Un piccolo mondo, quello del Corrierino, che appare all’improvviso e che ci strappa un sorriso di nostalgia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16 dicembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi