Varese

A Varese arriva Albertini, candidato dei ciellini, ma non del Pdl

Da sinistra Raffaele Cattaneo e Gabriele Albertini

Da sinistra Raffaele Cattaneo e Gabriele Albertini

Presente a Varese Gabriele Albertini, uno dei candidati che corrono per la poltrona più alta del Pirellone. Una presenza legata alla presentazione del volume di Roberto Gelmini “L’onestà al potere” presso il Teatro Santuccio di via Sacco, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Lombardia Europa alla quale partecipa un pubblico piuttosto ridotto. Candidato di centrodestra, certo, ma non del Pdl, che ancora non si è deciso, nella nostra regione, se appoggiarlo, se optare per il candidato leghista Roberto Maroni o, forse, per qualcun altro ancora.

Nessun dubbio, invece, sul fatto che l’ex sindaco di Milano e attuale deputato europeo sia sostenuto dai ciellini del Pdl: lo ha detto esplicitamente, alla Cena di Natale, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e oggi Albertini è stato accompagnato nell’incursione varesina dall’ex assessore formigoniano, il varesino Raffaele Cattaneo. Un’investitura in piena regola.

Se il Pdl ha il dubbio se appoggiare Albertini o la Lega, nessun dubbio, da parte del candidato al Pirellone, sull’alleanza con il Carroccio. “Sarebbe un rapporto contronatura, come ha detto lo stesso Maroni rispetto ad una possibile alleanza con il Pdl”. Scherza l’ex sindaco di Milano: “Non sono un sodomita né attivo, né passivo, mentre Maroni, con il suo cognome, evoca  situazioni corrusche”. Poi aggiunge: “Il nostro programma elettorale è composto di cinque punti irrinunciabili e, tranne il primo punto che riguarda la macroregione del Nord, e che la Lega può condividere, si tratta di un documento insottoscrivibile dai leghisti”. Nessuna alleanza con la Lega, né attuale né futura: “è il partito più anti-europeo presente nel Parlamento europeo”. E, dulcis in fundo, “Maroni ha fatto cadere la giunta regionale prima del tempo”. Per non parlare del fatto che “Maroni arriva da Avanguardia operaia e Salvini era del Centro sociale Leoncavallo”. Se al momento non c’è alcuna candidatura ufficiale da parte del Pdl, Albertini si rassegna ad incassare l’appoggio di Udc, Fli, movimento di Montezemolo. Un errore, poi, avere fatto cadere il governo Monti. “Monti è stato un chirurgo di emergenza, non penso che tutto il Pdl sia stato favorevole a questa scelta”.

Inevitabile porre ad Albertini una domanda sulle indagini della Procura che hanno colpito 40 consiglieri regionali del centrodestra in Regione Lombardia. Eccepisce, Albertini, sul fatto che “si parla di cifre ingenti che vengono rimborsate sulla base di autocertificazioni  e non verificando la destinazione d’uso”. Un sistema privo di quel rigore che invece sovrintende alle procedure di Bruxelles, dove il deputato viene rimborsato per una cena di lavoro dopo che ha presentato gli scontrini, ha elencato i partecipanti alla cena, ha dichiarato i temi trattati tra un piatto e l’altro. In Regione, insomma, ci sarebbero un po’ troppa superficialità e un’eccessiva tolleranza.

 

 

 

15 dicembre 2012
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