Lettere

I nostri cani e l’igiene

Scrivo questa lettera perché  sono  veramente stanca di soffrire  a causa della sofferenza che viene imposta al  mio cane, che io sono costretta
a imporre al mio cane a causa dei tanti assurdi divieti imposti dalle  nostre amministrazioni comunali.
Ora ho letto un articolo di giornale che   commentava una sentenza contro le proprietarie di un cane in cui il cane  sembra che venisse  accusato di deiezioni  pericolose  perché  qualche volta sporcava  e le padrone  evidentemente non pulivano: anche i giudici non si rendono conto che  é  importante non giudicare solo il fatto in sè se rientra o meno nella  fattispecie incriminata, ma le intenzioni di  chi compie il cosiddetto reato e le conseguenze; questo modo di considerare le cose  che conseguenze  avrà su quell’animale? di fargli fare la merda quando lo ordinano i  vicini?
Se quella sentenza giudica in questo modo, ma io non l’ho  letta  e non conosco tutti i risvolti della situazione, potrebbe essere di per sé illecita perché crea un danno ingiustificato, provoca  maltrattamento di persone e animali, va contro il principio del neminem laedere, di non recare danno  a nessuno che sta alla base del nostro diritto civile e penale.
Qui nasce il gravissimo problema  di come difenderci in modo  immediato e non costoso e doloroso dagli errori dei giudici e dagli errori delle  amministrazioni pubbliche che  non si preoccupano certo di rispettare quel  principio ed altri principi che sono espressi chiaramente nella nostra
carta costituzionale.
La questione dell’igiene non ha ragion d’essere se ci  preoccupiamo di pulire dove il cane sporca, le zampe del cane che entra in un  bar non sporcano più delle scarpe delle persone, e un cane ben educato non  sporca nei negozi né nei  bar, una norma di tutela dell’igiene potrebbe valere solo nei luoghi dove si preparano i cibi, non dove si somministrano.
Se poi  esiste qualche cane e padrone maleducato, questo non giustifica  che tutti  debbano essere puniti. Inoltre non ci vuol molto a pulire con uno dei tanti  prodotti che garantiscono l’igiene. Tutti questi divieti in molti altri paesi stranieri non esistono.
Rivolgo un appello alla sig. Brambilla ex ministro del  turismo perché le associazioni  animaliste denuncino in tutti i tribunali  italiani tutte quelle norme che con la scusa dell’igiene creano sofferenza e  maltrattamento a padroni e animali.
Laura Pasquali

14 dicembre 2012
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