Varese

All’Apollonio le prediche di don Andrea Gallo “prete da marciapiede”

Don Andrea Gallo sul palco del Teatro Apollonio

Si presenta come “prete da marciapiede”, don Andrea Gallo, che ieri sera al Teatro Apollonio di Varese ha proposto lo spettacolo “Io non taccio-Le prediche di Girolamo Savonarola”, e per più di due ore filate ha indossato i panni del frate domenicano che fu condannato al rogo nel Quattrocento. Il sacerdote genovese ha sviluppato sul palco un fitto dialogo con il predicatore, un colloquio che ha consentito a don Gallo continue sterzate sull’attualità e numerosi riferimenti alla sua avventura umana. Un bello spettacolo portato a Varese dall’associazione “Un’altra storia”.

Davanti ad un teatro non affollatissimo, ma con un pubblico attento e partecipe, l’animatore della comunità genovese di San Benedetto del Porto ha letto le prediche del frate condannato per eresia. Testi dai toni accesi, ridondanti di simboli e metafore, che il bravo drammaturgo Stefano Massini ha rielaborato e resi più comprensibili per il pubblico di oggi. A fare da contrappunto alle parole del sacerdote genovese i C-Project, Valentino Corvino (viola e live electronics) e Stefano Albarello (voce soptranista e liuto). Prediche che alzavano il tiro su grandi temi ancora oggi attualissimi: il potere tirannico, la guerra, la Chiesa più attenta al potere che ai valori spirituali. Una lunga cavalcata che don Gallo, prete ultraottantenne, affronta muovendosi sul palco, alzandosi e sedendosi di continuo, cambiando tonalità per sottolineare i passaggi più significativi delle parole del frate del Quattrocento.

Don Gallo si colloca nel solco di quei preti profetici che lui stesso ricorda sul palco, con un pizzico di nostalgia: don Lorenzo Milani, don Tonino Bello, padre David Maria Turoldo. La Chiesa del sacerdote genovese è essenziale, evangelica, lontana dalle pratiche di potere e dalle speculazioni finanziarie. Don Gallo è un fan del “bene comune”, sempre dalla parte degli ultimi, dei tanti che bussano alla porta della sua comunità, ultimo approdo nella disperazione. Come don Gallo dice a chiusura dello spettacolo, tre i suoi punti di riferimento: il Vangelo, la Costituzione repubblicana e Faber, sì l’amico cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Il prete al termine dello spettacolo fa un brindisi a tutti presenti e con i suoi musicisti apre la bandiera multicolore della pace.

 

 

13 dicembre 2012
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