Varese

Ritorna l’emergenza-profughi, con il 31 dicembre in mezzo alla strada

Anche a Varese rit0rna l’emergenza-profughi. L’allarme lo aveva lanciato per primo, qualche giorno fa, l’assessore a Famiglia e Persona, Enrico Angelini. “Allo scadere dell’anno i ragazzi che si trovano alloggiati all’Hotel Plaza si troveranno in grande difficoltà”. Una quarantina di ragazzi profughi dalla Libia a rischio: con il 31 dicembre, infatti, si esauriscono i fondi messi a disposizione dal Ministero degli Interni e dunque per i ragazzi ospitati a Masnago c’è il rischio che vengano abbandonati a loro stessi. Lo stesso Angelini sottolineava la condizione di questi profughi, dato che per quelli ospitati in realtà non profit la situazione poteva apparire migliore.

Che fare dunque? “Credo che la cosa migliore – diceva Angelini qualche giorno fa – sarà quella di lavorare in sinergia, in particolare con la Caritas di Varese. Magari sottio la cabina di regia assicurata dal Prefetto”.

Ora l’emergenza è davvero conclamata, al punto che il sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, scrive al Prefetto di Milano: “Le confermo che l’approssimarsi del 31 dicembre 2012, quale termine dei finanziamenti previsti per sostenere le strutture pubbliche e private che stanno ospitando oltre 2400 profughi in Lombardia, sta generando grandi preoccupazioni sia tra gli amministratori sia nelle comunità”.

“I Comuni che ormai non hanno più nessuna risorsa disponibile per far fronte adeguatamente al welfare locale – continua Fontana – non possono assolutamente sopperire a questo ulteriore intervento che, comunque, riteniamo sia di esclusivo carattere nazionale. Abbandonare a se stessi, senza un ricovero e senza pasti, un numero elevato di migranti ritengo che oltre ad essere moralmente inaccettabile, faccia facilmente prevedere una realtà in cui la sicurezza e l’ordine pubblico saranno posti a serio rischio”. Conclude Fontana: “Pertanto con la presente Anci Lombardia Le chiede un Suo autorevole quanto urgente intervento presso il Ministero degli Interni al fine di trovare una soluzione al problema”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 dicembre 2012
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