Lettere

Monti resterà “super partes”

Tutti si domandano  e chiedono a questo punto se Monti si candiderà o meno alle prossime elezioni. Glielo stanno chiedendo con insistenza e preoccupazione le cancellerie europee atterrite all’idea di un ritorno dello “Spettro dell’Italia” (Der Spiegel), del “Ritorno del bunga-bunga” (Bild); ma glielo chiedono anche i centristi di Casini, Fini e Montezemolo

che spinti dall’accelerazione della crisi e delle elezioni, stanno premendo sul Professore perché si candidi.

Nonostante però le varie pressioni, Chiesa compresa, Monti stesso esita e non scioglie, in questa fase convulsa, la riserva di un suo possibile ingresso diretto in politica; e a tutti pare abbia chiesto qualche giorno di ulteriore riflessione, perché? Perché la situazione è ancora fluida e per certi aspetti dagli esiti incerti: troppe sono le variabili politico-finanziarie interne ed internazionali in gioco, che debbono ancora venire in chiaro.

Ma io penso che, al di là di quello che potrà accadere, Monti non si candiderà per le ragioni che andrò dicendo. Una sua “discesa” nell’agone politico in prima persona lo porterebbe a schierarsi, suo malgrado, in competizione con le forze progressiste, che pure lo hanno appoggiato lealmente.

Ma soprattutto si troverebbe a dover difendere l’operato del suo governo dal populismo di Grillo e da quello di Berlusconi, esponendosi agli insulti e al fango velenoso della stampa in malafede ed asservita del centro-destra. Bersani ha consigliato Monti di tenersi alla larga dalle elezioni dicendo che “è meglio se resta fuori”, in quanto un suo ingresso diretto in politica vanificherebbe quel ruolo di risorsa super partes della Nazione, cui tanta cura ed attenzione ha dedicato il Presidente Napolitano sin dalla nomina a senatore a vita del Professore.

Questa è la vera ragione; e non perché Bersani teme di perdere i suoi voti come qualcuno va dicendo. I sondaggi dicono che il Monti-bis è inviso alla quasi totalità dell’elettorato del centro-sinistra, che ha votato alle primarie per Bersani-premier alle prossime elezioni; ma anche perché sa che l’operato del governo dei “tecnici” è visto come il fumo agli occhi dalla maggioranza degli elettori duri e puri del centro-destra, dagli elettori del Movimento 5 stelle, per non parlare poi di quelli della sinistra radicale. Quale risultato elettorale si avrebbe quindi in questa convulsa  situazione politica?

Monti, capeggiando una lista centrista, rastrellerebbe i voti tra gli incerti e i delusi, arrivando a conseguire, stando ai sondaggi, il 15 -16% di suffragi; ma questo esito, oltre a non dargli la forza necessaria per reclamare il premierato per un Monti-bis, potrebbe compromettere con il “porcellum” una vittoria certa delle forze progressiste di centro-sinistra al Senato; ed è quello cui mirano Berlusconi e la Lega. Un tale risultato non favorirebbe la riedizione di un Monti–bis, per il quale lavorano i centristi, sperando nel sostegno del Pd, né una probabile nomina dell’attuale Premier a Presidente della Repubblica, cui pensano tanti sinceri democratici.

Bersani è conosciuto come politico leale che ha una parola sola. Quando dice che all’indomani della sua vittoria elettorale si incontrerà con Monti, lo farà: e lo farà per proporgli, come pare, o un superministro dell’economia o la Presidenza della Repubblica.

Con l’apporto autorevole e competente di Monti, vera risorsa del nostro Paese, l’Italia riuscirà a rassicurare le cancellerie europee, gli USA e i mercati. Monti tutto questo lo sa perfettamente; quindi non ha nessun interesse ad inimicarsi il Pd che, secondo tutti i sondaggi, è attualmente la forza maggioritaria del Paese e che lealmente lo ha appoggiato e sostenuto anche quando non avrebbe dovuto farlo. Che farà Monti allora ? Penso che non scenderà per ciò in lizza, ma si limiterà al massimo a dare il suo benestare all’utilizzo del suo nome nella lista per l’Italia dei centristi.

Ma non rimarrà  neutrale: ritengo che, immediatamente dopo le sue dimissioni irrevocabili, approfitterà della campagna elettorale per togliersi all’inizio qualche sassolino, poi man mano che la sfida si farà più dura, i sassolini diverranno via, via ciottoli e sampietrini che verranno lanciati fortemente contro il centrodestra. Berlusconi alzerà i toni dello scontro, cercando di rianimare la guerra tra berlusconiani ed antiberlusconiani, ma il centrosinistra non dovrà stare più a questo gioco perverso, la realtà è mutata, siamo lontani anni luce dal pifferaio magico, che incantava le masse e gli elettori questa volta vigileranno e non si faranno ingannare un’ennesima volta dal “ritorno della mummia”, come ha ben titolato il giornale francese Liberation.

Romolo Vitelli

12 dicembre 2012
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