Milano

I ribelli della torre al binario 21 nella pellicola di Fantoni Minnella

Un episodio di lotta dei lavoratori che ha attirato l’attenzione di un’opinione pubblica e di una comunicazione spesso distratti o indifferenti. La lunga lotta dei lavoratori ex Wagon Lits si è svolta in cima e ai piedi della torre al binario 24 della Stazione Centrale di Milano, in un momento in cui la crisi ha alzato il tiro eliminando posti di lavoro quotidianamente, ripetutamente, inesorabilmente, anche in Lombardia, nel profondo Nord. Una mobilitazione sindacale che ha ricevuto un riconoscimento ufficiale in occasione, qualche giorno fa, della cerimonia per la consegna degli Ambrogini d’oro a Palazzo Marino.

Un episodio di resistenza rispetto alla negazione del diritto al lavoro che è stato raccontato da un lungometraggio del regista Maurizio Fantoni Minnella, dal titolo “Ribelli della torre faro binario 21″, documentario che sarà proposto, il 16 dicembre alle ore 21, presso La Scighera a Milano (via Candiani 131). Un documentario prodotto da FreeZone che non si esaurisce nella pura cronaca, ma che punta a raccontare la lotta dei licenziati all’interno del più ampio scenario di un luogo non-luogo come la Centrale e di una metropoli come quella milanese. Paura e rabbia della torre non scalfiscono l’abitudinaria quotidianità di stazione e metropoli, luoghi estraniei al cuore della lotta. La macchina da presa, con infiniti campi lunghi che caratterizzano il documentarismo di Fantoni Minnella, registra la vita nuda della città attorno alla stazione, palazzi, vie, volti degli immigrati, luci nelle case. Una cornice che poi si restringe sul presidio dei lavoratori.

Voci e volti, solidarietà e preoccupazioni, il film di Fantoni Minnella, dopo avere fotografato i lavoratori in cima alla torre e registrato le loro voci, si concentra sul presidio ai piedi della torre. Colleghi, sindacalisti, militanti, il presidio tiene viva la mobilitazione e ne diventa un megafono massmediale, a beneficio degli organi di informazione che hanno seguito la lotta. Con interviste ai colleghi a terra il regista offre allo spettatore il clima della lotta. Con le immagini delle iniziative di appoggio che si svolgono aio piedi della torre il regista rimarca la condivisione degli obiettivi. Ma, come sempre nelle pellicole del regista varesino, sono le immagini a dominare il lungometraggio.

Immagini prese dal vivo tra l’inverno del 2011 e la primavera successiva, e che vengono rafforzate da spezzoni di alcuni frammenti di cinema, dal documentario sull’immigrazione di Franco Piavoli e alle nitide immagini da boom economico di Carlo Lizzani (da “La vita agra”). Immagini che, al di là della capacità di fare memoria dello storico rapporto tra il lavoro e la stazione ferroviaria milanese, hanno tutto il sapore di un omaggio del regista al grande cinema italiano di impegno civile, del quale il regista varesino mostra di avvertire, con un pizzico di nostalgia, l’irreversibile assenza.

9 dicembre 2012
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