Varese

Cittadinanza a bambini stranieri, le associazioni scrivono ai Comuni

 

Il Coordinamento Migrante di Varese

Un atto simbolico, senza effetti pratici, ma certamente un modo per affermare un diritto ed esprimere apertura nei confronti degli stranieri. Il Coordinamento Migrante di Varese, che raccoglie una serie di sigle di associazioni, sindacati e movimenti, ha proposto con una lettera a più di ottanta Comuni della nostra provincia, di approvare una delibera che riconosca la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori stranieri o qui residenti da tempo e che abbiano frequentato le scuole dell’obbligo. Un po’ come è già accaduto in Comuni come Crotone e Catanzaro.

Il Coordinamento varesino, in occasione della iniziativa anti-razzista “Mettiti in giallo”, aveva lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare raccogliendo a sostegno  90 mila firme, come ricorda Alessandra Pessina. Ora l’iniziativa viene rilanciata con il coinvolgimento degli Enti locali. Obiettivo: introdurre lo “ius soli” anche da noi, con la possibilità di togliere dal limbo dei diritti quei ragazzi che, nati qui e parlando benissimo l’italiano, frequentando le nostre scuole e condividendo anche la nostra cultura, devono attendere il diciottesimo anno d’età per chiedere la cittadinanza italiana. Una innovazione che ad un leghista fa venire l’orticaria.

Il grande tema delle seconde generazioni, che anche dal punto di vista quantitativo, come rimarca Oriella Riccardi della segreteria provinciale della Cgil di Varese, appaiono significative. Il 18,4% dei nati in Italia è straniero, con un incremento (tra 2010 e 2011) del 28,7%, e che per il 58,6% nasce in un’area tra la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Lazio. Un quarto sono in Lombardia e in provincia di Varese i bambini nati da stranieri sono 1351. Una realtà significativa già oggi, che il Coordinamento Migrante vuole portare alla luce e a cui intende dare riconoscimento. Continua la Riccardi: “L’aumento delle nascite conferma un progressivo radicamento, prodotto da interi nuclei famigliari che vengono a risiedere qui. Un fatto confermato anche dal dato che l’età dei parti di native e straniere aumenta, mentre il numero di bambini diminuisce, un segno inequivocabile che si stanno assumendo i nostri valori caratteristici”.

Si tratta dunque, attraverso una serie di iniziative come questa, di spingere il governo italiano a predisporre una legge e ad approvarla. Un esito a cui gli enti locali possono dare un contributo importante. Come dice Sergio Moia, della segreteria provinciale della Cisl di Varese, “il nostro è un invito ai Comuni a prendere atto di questa realtà. Confortati anche dal fatto che in tutti i sondaggi che vengono realizzati sul riconoscimento della cittadinanza ai bambini stranieri vedono un tasso di risposte afferamative molto alto, almeno attorno al 70%”.  Moia ricorda anche che tra le prime proposte della Carta del centrosinistra questa è una delle prime proposte per un futuro governo.

 

6 dicembre 2012
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