Economia

Patto tra Univa e sindacati per il rilancio dell’occupazione

 

La firma dell’intesa all’Univa

Un protocollo d’intesa basato su due punti, quello siglato oggi, presso la sede dell’Unione industriali di Varese, dal Presidente dell’Unione, Giovanni Brugnoli, e dai segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Franco Stasi, Carmela Tascone e Antonio Albrizio.

L’intesa riguarda l’impostazione di nuove politiche attive per il ricollocamento delle persone nel mercato occupazionale e l’ideazione di una rete di progetti che agevolino i lavoratori e le lavoratrici nella conciliazione lavoro e famiglia. nell’intesa anche un accordo sperimentale sull’apprendistato di alta formazione a vantaggio dell’inserimento nel mondo del lavoro degli studenti universitari. Sarà portata avanti da imprenditori e sindacati congiuntamente la richiesta alla Regione Lombardia e al Governo di stanziare le risorse necessarie per coprire le domande di cassa integrazione in deroga per il 2013.   

L’intesa tra Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil si muove su due direttrici: da una parte il sostegno alla ripresa del mercato del lavoro, sia dal punto di vista di agevolare l’incontro tra domanda e offerta, sia dal punto di vista delle politiche attive; dall’altra l’attenzione alla necessità delle persone di conciliare lavoro e famiglia.

Di fronte a una crisi che sta mettendo a dura prova la tenuta occupazionale della provincia di Varese, industriali e sindacati hanno condiviso la necessità di impostare nuove iniziative in grado di far riprendere il mercato del lavoro, assecondandone le esigenze. Ciò attraverso una concertazione nell’azione di orientamento degli operatori del territorio dediti all’incontro tra domanda e offerta di lavoro e alla formazione dei lavoratori e dei disoccupati da ricollocare. Con questo protocollo d’intesa le parti sociali, in pratica, si impegnano alla costituzione di un tavolo tecnico che reperisca e condivida tutte le informazioni in grado di fotografare l’evolversi delle richieste che provengono dal mercato di lavoro in termini di figure professionali. Un primo passo per poi intervenire sia a supporto degli enti di formazione che operano sul territorio, sia nei vari accordi aziendali, per attivare corsi di aggiornamento più mirati sulle esigenze locali e agevolare così la ricollocazione interna alle imprese ed esterna per quei lavoratori che hanno perso il proprio impiego.

Centrale, per raggiungere l’obiettivo, sarà anche l’azione di sensibilizzazione rivolta alle imprese di accedere alle opportunità offerte dal fondo interprofessionale Fondimpresa, costituito a livello nazionale da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e che, anche a livello varesino, mette a disposizione risorse per la formazione dei lavoratori coinvolti in periodi di sospensione del rapporto di lavoro, ad esempio con il ricorso alla cassa integrazione.

Sul fronte della conciliazione tra contesto familiare e orari di lavoro, invece, l’attenzione delle parti sociali è rivolta a quei servizi di welfare integrato che possono facilitare gli impegni quotidiani dei genitori-lavoratori, senza incidere sui costi aziendali. Con un duplice vantaggio: da una parte il miglioramento del clima all’interno delle imprese, da cui dipende anche la produttività e la competitività delle stesse; dall’altra la crescita del benessere, non solo economico, dei lavoratori con un impatto anche sulla coesione sociale del territorio. Nel concreto verrà costituito un tavolo tecnico che studierà i casi di maggior successo di welfare aziendale, sia in provincia, sia a livello nazionale. Un primo passaggio a cui seguirà un’azione rivolta a mettere a fattor comune le informazioni raccolte e diffondere le best practice individuate anche tra le imprese varesine attraverso accordi aziendali.

Allo stesso tempo verrà portata avanti una mappatura in provincia di tutta l’offerta di servizi legati alla cura dei figli (baby sitting, ludoteche, baby parking, centri estivi, servizi di trasporto) e degli anziani non autosufficienti (centri diurni, servizi di assistenza domiciliare). Un primo passo, quello della fotografia degli operatori locali del terzo settore, a cui seguirà lo studio di possibili convenzioni da mettere in atto sia a livello territoriale, sia a livello di reti aziendali e di singole imprese per permettere ai lavoratori di accedere a questi servizi a prezzi vantaggiosi.

L’apprendistato di alta formazione è una delle quattro fattispecie di apprendistato previste dalla normativa sul lavoro e può essere abbinato all’attività lavorativa se è legato al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore o di titoli di studio universitari e dell’alta formazione compresi i dottorati di ricerca. L’accordo sottoscritto dall’Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil interviene sulla regolamentazione di tale tipologia non normata dalla contrattazione collettiva nazionale predisponendo la regolamentazione dei profili professionali ai quali poter applicare questo tipo di rapporto di lavoro, la durata e l’inquadramento. L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro degli studenti universitari del territorio, massimizzando il più possibile il vantaggio di avere in provincia due importanti poli universitari. Nello specifico la durata del contratto di apprendistato sarà di 36 mesi per il conseguimento della laurea triennale, di 24 mesi per la laurea magistrale, di 30 mesi per i master di primo e secondo livello, di 48 mesi per il conseguimento del dottorato di ricerca.

Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil dichiarano tutta la loro preoccupazione per l’insufficiente stanziamento di risorse a finanziamento della cassa in deroga in Lombardia per l’anno 2013. Risorse che attualmente non coprono neppure il 50% del fabbisogno effettivo emerso dalle imprese. Problema ancor più aggravato dagli alti livelli di disoccupazione e dal nutrito numero di esodati del territorio.  Proprio per evitare l’inasprimento delle conseguenze sociali della crisi in atto le parti sociali varesine, a sostegno dei rispettivi livelli regionali, chiedono unitariamente che vengano liberate ulteriori risorse per finanziare in maniera congrua la cassa in deroga per il prossimo anno. Ciò anche pensando ad una redistribuzione delle risorse nazionali nelle varie regioni che tenga conto del numero di imprese manifatturiere presenti nei vari territori.

 

4 dicembre 2012
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Un commento a “Patto tra Univa e sindacati per il rilancio dell’occupazione

  1. protassio virtussio il 5 dicembre 2012, ore 08:39

    Lodevole iniziativa in cui brilla, per l’assenza, la politica.
    Non è una sorpresa

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