Varese

Varese, anche i Legnanesi parlano delle primarie del Pd

Un momento dello spettacolo al Teatro Apollonio

La Teresa gira tra le mani un fazzoletto, che da un lato è a fiorellini e dall’altro è tutto rosso. In scena un ufficio dove ci sono le donne del cortile che lavorano in un call-center dal nome che è tutto un programma, “Una risposta per tutti”. Le addette ai telefoni, capeggiate dalla Mabilia, sono stanche dei bassi salari e vogliono scendere in sciopero. Allora fa il suo ingresso un sindacalista con il pugno chiuso. La Teresa gli fa cenno di abbassarlo: “Stanno facendo le primarie, non hanno ancora vinto”, dice la Teresa e così l’attualità politica entra in scena all’improvviso.

Un frammento dell’ultimo spettacolo dei Legnanesi, “Lasciate che i pendolari vengano a me”, un copione di Felice Musazzi rielaborato da Antonio Provasio, capocomico e protagonista nei panni della Teresa. All’Apollonio la compagnia ha quasi sempre fatto il tutto esaurito, anche ieri sera, quando Provasio & Co ha portato in scena, per la terza replica, lo spettacolo, e annunciando altre due rappresentazioni in cartellone a Varese (il 4 e il 5 maggio). Accanto a Provasio gli altri due protagonisti dell’olimpo musazziano: Enrico Dalceri, nei panni di una strepitosa Mabilia, figlia stagionata della Teresa, e Giovanni Campisi, sempre più bravo, che impersona il Giovanni, consorte della Teresa.

Ma a fare come sempre la parte del leone Antonio Provasio-Teresa. Sorprendente la naturalezza con cui calca le scene, la sua straordinaria capacità di lavorare a braccio, improvvisando non appena un’incertezza appaia nelle parole del Giovanni o una reazione del pubblico gli arrivi all’orecchio. Nello spettacolo che nel pomeriggio di oggi, alle 17, all’Apollonio, sarà proposto per l’ultima replica, i dialoghi e le scene da rivista alla Wanda Osiris sono equilibrati, lo stesso terzetto controlla di più i tempi, non sforando fino all’una di notte, come capitava spesso in passato. Le risate sono continue, gli applausi a scena aperta una colonna sonora dello spettacolo.

La storia della famiglia Colombo che scopre, in giardino, l’acqua miracolosa, che ne viene espropriata dal Comune di Legnano, che si mette a lavorare fino a quando non viene licenziata per lasciare posto ai cinesi, in realtà è un’esile trama che guida i personaggi in scena. Ma ciò che conta davvero è la performance delle tre maschere principali, che come nella Commedia dell’Arte mixano disinvoltamente la saggezza popolare e la malizia, l’esclamazione infastidita sui “progressi” del presente e il racconto nostalgico del tempo che fu. Il tutto arricchito con stacchi, che sono le sontuose coreografie con ineffabili boy. E, al termine, non poteva mancare una più volte ripetuta passerella, come ai vecchi tempi. Ringraziamenti ad alcune personalità sedute in platea: a Massimo Ferrario, direttore di Rai 5, e all’attore Yor Milano. Presente in sala anche la signora Daniela Bramati con il figlio.

2 dicembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi