Varese

Daniele Zanzi: il mio libro è un atto d’amore per Varese

Daniele Zanzi con il suo libro

Non nasconde la sua soddisfazione, l’agronomo Daniele Zanzi, rasserenato dopo qualche recente amarezza. Soddisfazione per la riuscita “tre giorni” dedicata ai Monumentali, i grandi alberi secolari, vero patrimonio della città giardino che ne conta 150. Un convegno al quale hanno partecipato alcuni tra i massimi esperti internazionali e che ha portato il magazine “green” del Corriere della Sera a dedicargli la copertina del numero uscito venerdì scorso. E così l’agronomo Daniele Zanzi, “licenziato” dal Comune per quanto riguarda la Commissione Paesaggio, si trova ad essere incoronato a livello nazionale e non solo. Nemo propheta… Sorride Zanzi e dice, con parole semplici: “Il convegno ha espresso la passione per l’ambiente, un fronte che apre spazi per i giovani e che guarda al futuro”.

Dopo il grande convegno, il grande libro. Un volume che, come lo definisce l’autore, “è un grande atto d’amore per Varese, la mia città”. Il volume ha per titolo “Alberi & Varese“, con un sottotitolo più che esplicito: “Lo stretto legame che unisce una città ai suoi alberi” (Quirici Editore). I testi del volume sono dello stesso Zanzi, mentre le immagini, quattrocento, sono firmate dal fotografo varesino Carlo Meazza. Il volume sarà presentato oggi pomeriggio 1 dicembre, alle ore 17, presso il Salone Estense a Varese.

Un volume che è nato, come racconta Zanzi, per ribadire la natura “green” di Varese. “Noi varesini siamo abituati a vivere in una città con una quantità di verde alla quale non facciamo più caso. E’ come se i cittadini fossero attori della vita quotidiana e gli alberi ne costituissero la scenografia. E questo soprattutto grazie al verde privato”. Continua Zanzi: “Tra Varese e i suoi alberi c’è un legame atavico, c’è una tradizione, che un radicamento nella storia: ci sono alberi messi a dimora da garibaldini, che giunti dai loro viaggi per il mondo misero a dimora piante esotiche”. Un grande patrimonio che il libro documenta sia pure in maniera avvincente e non retorica. “Varese è una città di alberi con le case nel mezzo”,  sorride l’agronomo.

Una città che trova nel verde privato la sua vera forza, “e anche un bene di tutti”, dice Zanzi. Sono 25 i parchi tutelati a Varese, e di questi soltanto 6 sono pubblici (300 mila metri quadrati), mentre i parchi privati hanno un’estensione dieci volte superiore (3 milioni di metri quadrati). Con un 70% di piante che sono sempreverdi. “Una grande e preziosa ricchezza, che mi ha spinto a scrivere questo libro, che è dedicato alla mia città e ai suoi abitanti”. Un mondo che spesso viene sottovalutato dai politici: “la politica – dice Zanzi – è interessata ad altre cose, incapace di volare alto, non interessata a guardare al futuro. Ma con una grande voglia di inaugurare ponti come quello sbagliato della Rasa o giardinetti pubblici”. Per Zanzi è necessario dare peso alle competenze e non all’appartenenza a questo o quel partito. E ricorda amministratori locali che si fanno rimpiangere di fronte al vuoto attuale: Zanzi, Ossola, Oldrini.

E quanto al mancato Pgt? L’agronomo varesino pensa che il nuovo Pgt  punti alle volumetrie a scapito del verde. “Finiremo per avere una città con tanti scatoloni di cemento con attorno niente”. Un documento che non coglie altre cose: la bellezza, l’utilità per la nostra salute, la radici del verde nella nostra storia. Una riflessione amara che Zanzi affida al cronista. Per oggi guarda con soddisfazione al suo libro, una testimonianza di come si possa guardare al verde e ad una città che del verde deve fare la vera anima del suo sviluppo. Parola dell’agronomo Daniele Zanzi.

 

1 dicembre 2012
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2 commenti a “Daniele Zanzi: il mio libro è un atto d’amore per Varese

  1. ester il 1 dicembre 2012, ore 15:21

    Eppure i veri politici,quelli che lavorano x il bene collettivo,dovrebbero volare alto,guardare al futuro,e nel futuro c’é il verde,gli alberi,inscindibili dal nostro essere uomini.AnnaBiasoli

  2. ombretta diaferia il 1 dicembre 2012, ore 17:22

    i politici guardano alle poltrone alias allo stipendio.
    zanzi, invece, ha costruito un’impresa tra gli alberi.
    ha fatto un percorso lavorativo seguendo la sua natura.
    i politici proiettano una natura creata dal percorso imposto dal danaro.

    a lui va il mio sincero verde augurio per la creatura in carta.
    da editore, prima che da essere umano inabile alla vita in assenza di polmoni e radici.

    (forse perché sarò assente giustificata)

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