Varese

Galli: nessuna privatizzazione dell’acqua dietro l’angolo

Da sinistra, Galli e Marsico

Nessuna privatizzazione dietro l’angolo, nessun passo indietro rispetto ad una gestione pubblica dell’acqua. Il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, affiancato dal vicepresidente Luca Marsico, pensa di mettere il punto ad una serie di polemiche e di sospetti che hanno trovato spazio sui media. “La pubblicità dell’acqua – esordisce il presidente leghista - è sempre stata una battaglia della sinistra, ma in realtà sta nella legge, nessuno l’ha mai messa in discussione, neppure il governo Berlusconi”. Per quanto riguarda Varese, “abbiamo sempre sostenuto una gestione pubblica dell’acqua”.

Per quanto riguarda la gestione, occorre scegliere uno strumento: Galli parla di una società pubblica a cui venga data la gestione con un affidamento diretto (in house) e non attraverso una gara d’appalto. Ma per giungere a tale nuova società, occorre partire da società che già gestiscono l’acqua. “Con grande fatica – rimarca il presidente - stiamo portando avanti il progetto, puntando sulla forza della persuasione e sulla convergenza spontanea delle società già operanti su questo fronte. Abbiamo da tempo avviato un dialogo con queste società e con i principali Comuni che stanno dietro di esse”. Il riferimento è ad Aspem-A2A (Varese), Saronno Servizi, Agesp (Busto Arsizio), Amsc e Prealpi (Gallarate). Una interlocuazione che non significa tagliare fuori i Comuni più piccoli. “Con i 141 sindaci della nostra provincia abbiamo sempre parlato”, dice Galli. “E sono i sindaci ad avere optato per una società pubblica, una gestione in house”. Tra pochi giorni verrà riunita la Conferenza dei sindaci per ragionare ancora sulle scelte da fare e un paio di settimane dopo dovrà essere fatta una scelta definitiva.

A questo punto ci sono diverse opzioni possibili: la società pubblica può essere una società di capitale (srl o spa) oppure un’azienda speciale (tutta pubblica).  Galli osserva che la vera differenza sta nel fatto che la prima non entra nella quota a parte del Patto di stabilità, la seconda sì. Al di là di quella che sarà la scelta che spetta alla politica, importante è fare presto: il Piano d’Ambito deve essere varato, come impone il Pirellone, entro la fine di quest’anno.

Conclusione drastica del presidente Galli: “Questi sono gli orientamenti a cui mi sono sempre aattenuto. Ora chi mi attribuirà posizioni diverse, dovrà risponderne personalmente. Se mi si attribuiranno cose diverse, a questo punto farò partire una denuncia”.

 

 

 

27 novembre 2012
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