Lettere

Grazie per i due euro

Nei vari commenti ai risultati delle primarie ho sentito ringraziamenti agli elettori affluiti, ringraziamenti ai volontari che si sono sacrificati per il risultato di questa manifestazione, ma un ringraziamento esplicito per i due euro ricevuti non l’ho udito.

Ho sentito invece molti, costernati ed un poco offesi, criticare la richiesta di questo contributo: “Con tutti i soldi che hanno ricevuto questi partiti …..”. È vero, gli sprechi della politica, gli stipendi ed i privilegi degli eletti incidono enormemente sul disamore dei cittadini nei confronti dei politici e della politica, anche perché è inevitabile ed istintivo fare di ogni erba un fascio.

Ma appunto per questo costante e giustificato sconcerto, a mio giudizio sarebbe utile ringraziare coloro che si sono recati alle urne sì per il voto ma anche specificatamente per il contributo che in effetti serviva a coprire le spese per avere le schede, gli stampati, i registri e tutto l’altro materiale tecnico necessario, ma anche per pagare gli affitti della maggioranza delle sale dove si votava.

Varese ha fatto lo sforzo di creare ben nove punti dove votare, ma forse se ce ne fosse stato qualcuno in più avremmo potuto ridurre il disagio ai generosi ed entusiasti votanti e non ci sarebbe stato il sovraffollamento di qualche seggio, come è avvenuto.

Nel mio piccolo mi permetto di dire “grazie” a tutti cittadini, che con molta volontà hanno partecipato alla consultazione, superando la repulsione di contribuire con altri due euro alle spese della politica sprecona che appare agli occhi dei cittadini troppo ricca di personaggi truffaldini e con un mare di “conflitti d’interesse”.

Qualche commentatore ha voluto fare anche i conti in tasca all’organizzatore di queste Primarie, sottolineando il notevole guadagno: “come li useranno?” è stato commentato con malignità.

Primarie di coalizione, cosa relativamente giusta. Molti studiosi della politica sostengono che le Primarie devono essere di un partito e non di una coalizione perché i programmi rimangono nebulosi, poi, a seconda delle categorie di elettori che vanno a votare, succede che il vincitore non sia quello della maggioranza di un partito ma l’esponente di una minoranza. Ma qui in Italia siamo in un mondo non anglosassone, ma variegatamente latino.

Chiunque sarà il vincitore del ballottaggio spero sappia presentare un programma che riesca a coinvolgere gli elettori, aiutandoli a superare nei confronti della politica il disamore, che ampiamente è entrato nelle coscienze dei cittadini. C’è un grosso pericolo per la democrazia dietro l’angolo dell’attuale realtà……..

Emilio Corbetta

Consigliere comunale P.D.

27 novembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi