Varese

Crolla la provincia di Varese per il “Sole 24 Ore”. Bolzano prima

Una provincia che crolla nella classifica sul fronte della “qualità della vita” dovrebbe indurre i politici al potere a ragionare sul perchè e sul per come. Nella classifica del “Sole 24 Ore”, che ha pubblicato una classifica relativa alle 107 province italiane, si vede la provincia di Varese passare in un solo anno dal 34esimo posto al 66esimo, perdendo ben 32 posizioni. Guida la classifica Bolzano.

Per quanto riguarda il capitolo “Affari e Lavoro”, Varese occupa la 69esima posizione, l’ultima tra le realtà settentrionali. Meglio per quanto riguarda il tenore di vita, con Varese alla nona posizione: nella classifica della ricchezza prodotta è al 20esimo posto; al 30esimo per i risparmi; al 66esimo per costo delle abitazioni. Varese è all’11esimo posto per la copertura della banda larga, il settimo posto per indice di gradimento degli ospedali ma di contro l‘86esima posizione da un punto di vista ecologico. Varese poi crolla all’82esimo posto sul fronte ordine e sicurezza. A pesare sono la 77esima posizione per numero di reati di piccola criminalità e la posizione cento per furti d’appartamento.

Davvero interessante il dato relativo a cultura e tempo libero. Varese va davvero male – e certo non c’è da stupirsi – con la posizione numero 93 per quanto riguarda la quantità delle librerie. E’ alla 76esima posizione per il capitolo spettacoli; addirittura all’84esima posizione per il numero di ristoranti e bar e all‘81esima posizione per l’appeal turistico.

26 novembre 2012
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16 commenti a “Crolla la provincia di Varese per il “Sole 24 Ore”. Bolzano prima

  1. ester il 26 novembre 2012, ore 22:04

    Infatti, da queste graduatorie,Varese ne esce veramente male.Che dire?Sembra che non valga neppure la pena criticare i politici perché o non rispondono o se lo fanno,bollano il dissenso come bieca polemica.Forse bisogna essere costruttivi,ma da dove partire per migliorare le cose?AnnaBiasoli

  2. augusto belli il 27 novembre 2012, ore 07:39

    Gentile Anna Biasoli, un consiglio che mi permetto di dare per rispondere alla sua domanda è quello di andarsi a leggere con attenzione quanto pubblicato dal Sole 24 Ore a questo link:
    http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2012/home.shtml?gtdpage=qvita_2012_settori_classifica_finale
    Un’analisi meno superficiale di quella fatta da chi ha una tesi da dimostrare ad ogni costo le consentirà di “leggere” nella ricerca molte incongruenze, leggerezze, inesattezze metodologiche.
    Un lavoro piuttosto approssimativo indegno di un quotidiano come Il Sole.
    In realtà la ricerca vale poco, come poco possono valere tutte le semplificazioni, e serve solo a dar fiato a chi è contro a priori.
    Non è con questi metodi, del tutto empirici e grossolani, che si misura la qualità della vita, sempre che ciò sia davvero possibile.
    Mescolare mele e pere, è cosa nota, non è mai un buon metodo.
    Se poi si vuole mal giudicare ad ogni costo, meglio dichiararlo prima, invece di fingere oggettività e profittare di ogni occasione per spargere veleno.
    Perda qualche minuto per approfondire, la prego, e lo faccia utilizzando il suo senso critico, sono certo che alla fine si farà un’opinione diversa.
    Cordialmente

  3. ombretta diaferia il 27 novembre 2012, ore 12:20

    ora che godiamo del bollino ufficiale di città a bassa qualità della vita (ma ce ne rendiamo conto da soli quotidianamente da tempo), possiamo affiancare anche numeri alle nostre “bieche polemiche”, stimolate dalle ridicole affermazioni propagandistiche che ci propinano da decenni!

    - 66esimo posto per costo delle abitazioni: “vieni a vivere a varese, costa meno di milano!”
    (infatti, la città è tappezzata di affittasi e vendesi!)

    - 86esima posizione da un punto di vista ecologico: “varese città giardino”
    (dove i parcheggi sono progetti di riqualificazione ambientale!)

    - 82esimo posto sul fronte ordine e sicurezza: “Varese resta una città sicura”!
    (dove sicurezza vuol dire telecamere, ma se chiami i vigili per un’emergenza ti rispondono che il loro lavoro è al comando non fuori! e risparmiamo il casus belli P.zza Repubblica…)

    - posizione numero 93 per quanto riguarda la quantità delle librerie: “Amor di Libro: in nome delle sinergie e della sussidiarietà facciamo un passo indietro”! (dal 2009, anno della cancellazione di questa manifestazione che portava i libri in piazza, hanno chiuso ben 4 librerie a Varese, di cui due storiche… ma non pensiamo ci sia una connessione, vero?)

    - 76esima posizione per il capitolo spettacoli: “confermata la formula degli ultimi dieci anni, ovvero: musical, balletti classici e moderni, spettacoli di cabaret, concerti di musica leggera, prosa, opere liriche, spettacoli per bambini”!
    (cultura vs intrattenimento? oppure biecamente strumentalizzazione della “cultura” come propaganda partitica?)

    - 81esima posizione per l’appeal turistico: “Varese land of turism – preziosità da vivere”!
    (questa non è neppure necessario sottolinearla è già ridicola di suo! ma si sposa bene con la dichiarazione della lega sul piano triennale della promozione culturale: “Il nuovo piano triennale si pone l’Obiettivo di Qualificare ulteriormente gli interventi, Incentivando ad esempio le nuove proposte per un Maggiore Potenziale di innovazione e creatività. E presente Inoltre la Necessità di completare il quadro dell’offerta culturale regionale nelle aree più deboli, valorizzando la Specificità dei Sistemi Territoriali Locali “.)

    A Varese se mostri la realtà dei fatti, fai solo bieca polemica?
    Passare in un solo anno dal 34esimo posto al 66esimo, perdendo ben 32 posizioni, resterà per i politici solo una bieca polemica nei loro confronti, ma gli amministratori locali che ci han propinato negli ultimi vent’anni questi slogan (solo per raggiungere gli scranni romani) o non sanno come si amministra oppure lo fanno per interessi che non sono proprio quelli della cittadinanza…

  4. protassio virtussio il 27 novembre 2012, ore 12:35

    Prima il Nord? Queste sono le conseguenze dei molti slogan e della pochezza dei fatti di chi governa da 20 anni un teriitorio che, una volta, era prospero e all’avanguardia.

  5. a.g. il 27 novembre 2012, ore 13:50

    E’ un errore cadere nel compliottismo e nella dietrologia. “Contro a priori”, da parte del Sole, a chi? a che cosa? “mal giudicare ad ogni costo” per quale ragione? Certo non siamo davanti ad una ricerca esaustiva, ma ad una “fotografia” con luci e ombre…

  6. a.g. il 27 novembre 2012, ore 13:52

    Per quanto riguarda “Amor di libro”, le ultime edizioni sono state imbarazzanti–

  7. El Tecopa il 27 novembre 2012, ore 14:34

    Guardano la lista delle città si vede che Varese è arretrata di oltre 30 pozioni, con un Governo Lega PDL e Novara di 15 con un governo di Sinista. Arretrano molte città amministrate da giunte di centro sinistra ed il Sole 24 Ore nonè certo sulle posizioni politiche del Manifesto. Bell Augusto, per una volta cerchiamo di esser seri.

  8. Augusto Belli il 27 novembre 2012, ore 14:45

    Gentile Anna Biasioli,
    dimenticavo di segnalare che la “ricerca” riguarda l’intera Provincia, non la sola Città di Varese, come un occhio superficiale e deficitario potrebbe mal cogliere.
    Quando poi vorrà, con Suo comodo naturalmente, affrontare la lettura della ricerca, non si limiti ai meri dati di posizionamento della Provincia, valuti anche quali indicatori statistici sono stai usati.
    Lì è l’inganno, lì sta l’inghippo. Sono indicatori praticamente insensati.
    Ad osservatori poco attenti, o troppo interessati, può bastare vedere il semplice numerino, agli spiriti liberi davvero occorre un maggiore approfondimento.
    Tanto le dovevo.
    Cordiali saluti

  9. protassio virtussio il 27 novembre 2012, ore 14:51

    Brava Ombretta: analisi PERFETTA
    Qualche amministratore ha dei DATI per smentire?
    O solo i soliti slogan?

  10. Cittadinosuperpartes il 27 novembre 2012, ore 15:01

    Non c’e’ bisogno del sole 24 ore per rendersi contodella qualita’ della vita in Varese. Basta la macchina comunale e i suoi assessorati a definirla mediocre. L’82 posto citato dalla signora Diaferia in fatto di sicurezza, e in particolare l’opera dei vigili e’ la cartina tornasole di tutta la pochezza che e’ caduta questa splendida citta’

  11. ester il 27 novembre 2012, ore 15:46

    leggerò quanto consigliatomi da A. Belli,però devo dire che le classifiche del Sole 24 0re,giornale della Confindustria,contro chi dovrebbe spargere veleno e che interessi occulti dovrebbe avere?Contro se stessa(cioè il potere)?Certo come detto si tratta di “fotografie”parziali e limitate della realtà,però sono indicative e chi governa dovrebbe tenerne conto.Per la mia esperienza diretta a Varese c’è solo l’ospedale,x il resto servizi sociali, turismo, cultura,tutela dell’ambiente e della persona, sicurezza, degrado urbano e occupazione giovanile c’è ben poco.Va meglio il risparmio,ma non si vive solo di conto in banca! Insomma io non vedo un ritorno delle tasse pagate.Se ne fossi capace andrei a Bolzano!

  12. ombretta diaferia il 27 novembre 2012, ore 15:51

    direttore grazie,
    perché ottimamente sprona al pro non al contro (che serve solo ad alimentare polemica ed a far parlare di chi la innesca)…
    come ottima è la fotografia della Provincia…
    come ottima la strategia delle “edizioni imbarazzanti” per giungere serenamente a calare il sipario su Amor di libro…

  13. a.g. il 27 novembre 2012, ore 16:03

    Ricordo solo l’intensa serata su Terzani, con la moglie, un’atmosfera magica, una serata pienissima di gente…ma, certo, un’eccezione…

  14. Bruno Belli il 27 novembre 2012, ore 16:53

    L’analisi effettuata dal “Sole 24 ore” risponde all’effettiva realtà, nonostante che certuni cerchino di “screditare” i metodi di un giornale che non può indicarsi come schierato politcamente a priori, come sembrerebbe affermare il signore che porta il mio stesso cognome – tra l’altro giustamente “punzecchiato” da El Tecoppa…

    Quello che si legge sul quotidiano economico è lo specchio della realtà che ci sta attorno, che piaccia o no.
    Varese è veramente “decaduta”, in tutti i settori: non c’è più alcunchè che brilli per peculiarità, ma il motivo sta nella “genetica” storica dei “Varesini” che, come traino, dal commercio all’industria, dalla cultura all’urbanistica, hanno sempre dovuto guardare all’imprenditoria Milanese, producendo, poi, ottimi imprenditori, fino agli anni Settanta.

    A rileggere oggi le pagine che Guido Piovene dedicò alla nostra provincia nel suo ampio “reportage” Viaggio in Italia” (correvano gli anni 1953 – 1956!!!) c’è da vergognarsi di come Varese abbia prodotto in seguito una pessima classe dirigente a tutti i livelli, conseguenza di certo “rampantismo” che, senza muoversi su solide basi, creò a dismisura rispetto al territorio e non ne seppe trattenere le redini.
    Tutto qui.

  15. a.g. il 27 novembre 2012, ore 17:05

    Un plauso a Belli che evoca, uno dei pochi a farlo, il grande Piovene…altro che Ammaniti e Baricco o Busi o De Carlo…

  16. El Tecopa il 28 novembre 2012, ore 22:14

    Certo, un plauso a Belli ma domandiamoci se son stati peggiori gli anni 60 e 70 a Varese città, od il ventennio ultimo. Demolirono tramvie, teatri, ville storiche ed in compenso con un piano urbanistico da rapina negli anni 70 demolirono un quartiere, Biumo inferiore, sbancarono intere colline come il Montello, e poi Casbeno, Avigno….. La giunta Fassa completò l’opera( funicolare e piano mobilità) e certo Attilio Fontana, senza soldi, non ha fatto nulla e quindi neppure grossi danni. L’Università è qualcosa che ha a che fare col la città poco piu degli abitanti di Marte. Lo scempio edilizio, ridotto fin che si vuole, è pero’ continuato. Chiudono librerie, i cinema. Fontana si è tenuto in tasca l’assessorato alla Cultura per 4 anni, tanto la cultura si fa alla Schiranna con le grigliate di salamelle, gli abbracci al lago, le notti nerissime, quelle bianche.Se vogliamo il pepe ce lo mette Belli, Raffo,Daniele Zanzi, Redaelli, Bifulco Actl, Azzalin…. e pochi altri, tutti privati cittadini. E’ un segno. Anche Longhini non puo’ fare miracoli è vero, ma tanto sonno e così a lungo non si era mai visto, dagli anni 80.

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