Varese

La Fuga di Guttuso, i whisky e la capra con la voce di Crozza

Rolando Bellini illustra il cartone preparatorio. A destra Bambi Lazzati

Taglio del nastro ieri pomeriggio a Villa Mirabello, una delle sedi dei Civici Musei di Varese, con sezioni che da anni e anni sono al centro di un laborioso lavoro di ristrutturazione, per l’ultimo evento del Premio Chiara-Festival del Racconto: “Il capolavoro ritrovato. Renato Guttuso e la Fuga in Egitto”, occasione per vedere per la prima volta il gigantesco cartone, di proprietà di Augusto Caravati, che servì al pittore siciliano per realizzare l’acrilico alla Terza Cappella del Sacro Monte di Varese.

Un cartone che finora è stato collocato in un magazzino e che non è chiaro, quando domenica 3 febbraio si concluderà la mostra, che fine farà. Certamente le ampie dimensioni possono risultare proibitive per una collocazione successiva, ma sul destino di questo cartone resta un grande punto interrogativo. E’ un documento importante di un’opera che incontrò grandi resistenze e perplessità, ma che monsignor Pasquale Macchi volle a tutti i costi, lasciando poi grande libertà all’artista. Come ha rivelato ieri Riccardo Broggini, vicepresidente della Fondazione Paolo VI, a chi obiettava che si trattasse di un artista ateo, Macchi rispondeva: “Anche l’ateismo è una fede, ma senza speranze”.

E’ intervenuto anche il proprietario, il costruttore Augusto Caravati, che ha ricordato i suoi rapporti con Guttuso. “Ci si incontrava per ragionare sui lavori da realizzare per rendere possibile la sua opera, ma non mancava mai la bevuta di un whisky”. Un’abitudine confermata anche dal critico d’arte Rolando Bellini, che ieri ha presentato l’opera, il quale ricordava le telefonate di prima mattina del pittore, un bicchiere di whisky e lunghe discussioni con Guttuso.

“Un racconto fortemente autobiografico”, ha definito l’opera Bellini. “C’è la memoria delle sue origini, è un diario personale, significa tornare ai ricordi e ai colori dell’infanzia, ai sapori della sua terra”. Molte le suggestioni offerte dalla lettura del critico, davanti ala presidente del Chiara, Bambi Lazzati, a Paolo Zanzi, che ha curato l’installazione, l’assessore comunale alla Cultura Simone Longhini, al direttore dell’Agenzia del turismo Paola Della Chiesa. Bellini evoca Cervantes, per la postura del San Giuseppe sull’asino (“sembra Sancho Panza”). Echi di Picasso (“la colomba è una variante di quelle del pittore spagnolo”). Flash televisivi: ”La capra? Quella capra oggi potrebbe parlare come Maurizio Crozza”.

Al termine della presentazione ha preso la parola Ferruccio Zuccaro, che ha avanzato la proposta che sul cartone preparatorio si possa svolgere un convegno a Varese.

 

25 novembre 2012
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