Varese

Consulto di esperti ai piedi del Piantone. Che resiste, resiste, resiste

Daniele Zanzi fa un chek up al Piantone di via Veratti

Esperti e amanti del verde si sono riuniti ieri mattina al capezzale di un malato illustre: il Piantone di via Veratti. Un malato difficile al quale il convegno “I Monumentali” ha voluto dedicare un approfondimento come “open case”. E mai si era visto un pubblico così attento e competente ai piedi di quello che di cui qualcuno, nei mesi scorsi, è arrivato persino a ipotizzare l’abbattimento, sollevando sdegno e protesta in città. A presiedere questa singolare seduta di esperti, veri e propri “medici” del verde, l’agronomo Daniele Zanzi, che con un megafono, in piedi su una panchina, ha illustrato i mali dei quali soffre il grande albero.

Una pianta legata a doppio filo alla storia di Varese. Si tratta infatti di un frammento di un grande giardino, un polmone verde di mille metri quadrati, di proprietà di una delle famiglie varesine, gli Adamoli. Una sorta di superstite di un’epoca, i primi del ’900, in cui via Veratti era un susseguirsi di ville e giardini. Il Cedrus Libani della specie atlantica venne messo a dimora, in quel punto, forse al vertice di una collinetta ancora visibile, da un vero personaggio: Giulio Adamoli, grande patriota e garibaldino. Di questa storia varesina non ci resta che la pianta, dato che il grande giardino di cui faceva parte è sparito quando fu creata piazza Monte Grappa e allargata via Veratti.

Ora il grande cedro del Marocco, alto 24 metri e con un tronco che ha un diametro di 169 centimetri, famigliarmente chiamato a Varese il Piantone, non versa in ottime condizioni di salute. La pianta pende e secerne una resina che ha allarmato gli esperti. “La pianta è stata presa in cura da me, a titolo non oneroso, da 15 anni – dice l’agronomo Daniele Zanzi -. E’ stata sottoposta a mille stress: radici tagliate quando venne costruita la strada, sta invecchiando, ma soprattutto si sta indebolendo per un agente biologico che l’ha colpita”.

Oltre ad essere attentamente monitorata, per la pianta di via Veratti si è dovuto realizzare una mappatura genetica del fungo che la abita: un fungo dal fascinoso nome, Phellinus torulosus, che normalmente non attacca i cedri, ma castagni, querce mediterranee, robinie. Un duro attacco, quello subito dal Piantone, a cui ha reagito producendo resina. E poi la pianta ha prodotto nuovo legno. Ora si sta cercando di aiutare la pianta con un tricoderma che possa impedire al fungo di espandersi e fare danni. E’ come se si cercasse di iniettare cellule anti-tumorali in un malato di tumore. Una battaglia per salvare il Piantone che Zanzi e i suoi amici combatte con ostinata competenza.

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24 novembre 2012
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3 commenti a “Consulto di esperti ai piedi del Piantone. Che resiste, resiste, resiste

  1. Giovanni Zappalà il 24 novembre 2012, ore 18:06

    Il mio commento è quello di averlo ricordato, con tanta nostalgia, in una mia poesia.

    L’APPUNTAMENTO

    Più non risuoneranno queste strade
    dei miei passi,
    tra i ricordi vagherò
    e mi dissolverò in quelli di chi resta.
    Senza peso
    andrò a quell’angolo di strada
    ai piedi di quell’aòbero gigante,
    come allora,
    e come allora tu sarai là.
    E avrai vesti leggere.

    Giovanni Zappalà

  2. ester il 24 novembre 2012, ore 20:46

    vesti leggere e un sogno o una realtà,ail’ombra del grande albero che,silenzioso,ci guarda.Ciao Gianni complimenti x le tue poesie.AnnaBiasoli

  3. Giovanni Zappalà il 25 novembre 2012, ore 01:06

    Carissima Anna ti ringrazio. Sei sempre gentile. Giovanni.

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