Varese

Da un magazzino spunta il cartone dell’affresco di Renato Guttuso

 

Da sinistra Bambi Lazzati, l’assessore alla Cultura del Comune di Varese Simone Longhini e Paolo Zanzi davanti al cartone di Renato Guttuso

Si chiude in bellezza il Premio Chiara-Festival del Racconto 2012 con un originale evento dedicato a Renato Guttuso, artista siciliano che seclse Velate come suo buen retiro e atelier per alcuni suoi capolavori. “Il capolavoro ritrovato. Renato Guttuso e la Fuga in Egitto nel centenario della nascita” ha per titolo la mostra che, a Villa Mirabello, sarà inaugurata domani, sabato 24 novembre, alle ore 17.15. Un’occasione unica per potere ammirare il cartone che servì al pittore per realizzare il controverso affresco alla Terza Cappella del Sacro Monte.

Un acciottolato fotografato e steso a terra conduce il visitatore alla sala di Villa Mirabello. Entrando si scorge il telaio del cartone, su cui è stata fissata una foto in cui Guttuso dipinge la colomba che vola sulla famiglia sacra. Ma ai lati dell’acciottolato due immagini di forte densità simbolica, in un allestimento curato ottimamente da Paolo Zanzi e Rolando Bellini. A sinistra, una freccia rossa, ad evocare un passo dell’Esodo, quello dove l’angelo sterminatore si fermerà davanti alle case degli ebrei. “Il Signore passerà per colpire l’Egitto – si legge nella pagina sacra -, vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti: allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire”. A destra di chi entra, invece, l’immagine di un angelo, bello e indicante l’opera del maestro siciliano, tratto da un affresco di Santa Maria foris portas di Castelseprio.

A fare da cornice al cartone, alcune fotografie dello stesso Paolo Zanzi relative al luogo in cui è stato realizzato l’acrilico fortemente voluto da monsignor Pasquale Macchi. Non mancano “scatti” relativi all’affresco del Nuvolone, pittore a cui è dedicata un’altra mostra alla Sala Veratti, anche quello molto controverso e misterioso. I curatori hanno riportato la frase di Guttuso in cui dichiarava che, al momento della sua opera, non aveva trovato nulla sul muro. Dunque? L’affresco era svanito per effetto del tempo? Era stato già coperto? Oppure era stato strappato? Ma, in quest’ultimo caso, dove è finito? Tra gli elementi sottolineati dai curatori, l’intervento più recente, che ha costruito sull’affresco di Guttuso una tettoia che in parte copre la parte alta dell’affresco.

Si giunge così davanti al cartone: 6 metri per cinque, certamente non in ottime condizioni. Come si legge nel pieghevole a firma di Rolando Bellini, il cartone è stato concesso per essere esposto da “l’attuale proprietario Geom. Augusto Caravati”. Come spiegano gli organizzatori in una preview dedicata alla stampa, il cartone si trovava in un magazzino. “La grafite è stata fissata – racconta Bambi Lazzati, presidente del Premio Chiara -, e Caravati ha provveduto a restauare il cartone, sporco, con colature di pioggia e cementite”. Ecco, dunque, il senso del titolo: il “capolavoro ritrovato”. Il cartone presenta solo una parte dell’affresco poi realizzato al Sacro Monte. In parte Guttuso lo realizzò a mano libera, quaando la parte inferiore era già stata riprodotta sul muro. Continua Bambi Lazzati: “Un’occasione da non perdere, dato che questa opera d’arte, terminata la mostra, non sarà più visibile al pubblico”.

23 novembre 2012
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