Varese

La cittadinanza onoraria di Varese al Dalai Lama? La Lega ci prova

Il Dalai Lama

Ritorna nella prossima seduta del Consiglio comunale, che si torna a riunire giovedì 29 novembre dopo più di un mese di vacanza, la controversa questione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama,  massima autorità spirituale del Buddismo tibetano e del Tibet oppresso. Una vicenda, quella della cittadinanza onoraria di Varese, che era esplosa nello scorso giugno e che ora torna d’attualità dato che la mozione presentata dal capogruppo della Lega, Giulio Moroni, è stata iscritta come ultimo punto all’ordine del giorno della prossima seduta del parlamentino cittadino.

La proposta leghista di dare la cittadinanza onoraria di Varese al Dalai Lama era stata fatta “in nome della nonviolenza e dell’autodeterminazione dei popoli”. Nei giorni della polemica il pur ottimo sindaco Pisapia era rovinosamente scivolato sul no alla cittadinanza milanese a causa di pressioni cinesi in vista di Expo.

La proposta leghista aveva subito mandato in fibrillazione le opposizioni. No del capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli, che a sua volta aveva presentato una mozione per consegnare ai figli di immigrati “un attestato di cittadinanza”. Favorevole alla richiesta, invece, Rocco Cordì, consigliere comunale di Sel, che aveva firmato “in modo convinto”. Vedremo in aula cosa accadrà.

22 novembre 2012
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11 commenti a “La cittadinanza onoraria di Varese al Dalai Lama? La Lega ci prova

  1. Clara Calamai il 23 novembre 2012, ore 23:02

    La posizione del Dalai Lama sulla sessualità è poco nota. All’interno della dottrina buddista copre la posizione piu’ restrittiva considerando l’omessualità fatto grave e riprovevole. Tra un po’ il Dalai Lama vien fatto icona della destra.

  2. ester il 24 novembre 2012, ore 15:39

    Io vorrei sapere che c’entra il Dalai Lama con la Lega.Non mi pare che niente del buddismo si possa collegare coi capi leghisti,a meno che costoro in preda ad una profonda crisi spirituale per non aver combinato nulla ed aver preso in giro la gente x 20anni, anzi x continuare a farlo spudoratamente tuttora(vd discorsi volpini dl Maroni)non aspirino a una sorta di nirvana… Ma che dico? A loro interessano i Consigli di amministrazione, le fondazion ecc.il potere insomma con o senza Dalai Lama,con o senza autodeterminazione dei popoli!AnnaBiasoli

  3. a.g. il 24 novembre 2012, ore 15:41

    E’ la campagna elettorale, bellezza…

  4. ombretta diaferia il 25 novembre 2012, ore 11:30

    ottima campagna elettorale, come la missione in Catalogna…
    forse, “rimandiamoli a casa loro” è uno slogan del passato…

  5. giulio moroni il 26 novembre 2012, ore 12:26

    leggo sempre con interesse i commenti pittoreschi e grondanti ostilità che i lettori di varese report esprimono ogni qualvolta si parli di lega o leghisti.
    sulla mozione sul dalai lama c’è poco da dire, se non che è frutto di una mia personale iniziativa e che, quindi, il partito non ha nulla a che fare e pertanto tutti i commenti sono fuori bersaglio.
    anche l’accenno alla campagna elettorale è fuori luogo in quanto la mozione venne depositata in tempi non sospetti.
    resta in rammarico per il fatto che pur di dire qualcosa contro la lega si metta addirittura in discussione la figura del dalai lama.
    mi domando se identici commenti avrei letto se la mozione fosse stata presentata dal prode bersaniano mirabelli.
    cordialmente,
    g.m.

  6. Bruno Belli il 26 novembre 2012, ore 13:32

    Non credo che la questione della cittadinanza onoraria sia un fatto di destra, di sinistra, o di “lega”, almeno per il sottoscritto.
    Moroni, pertanto, ha pungolato coloro che pensano con la propria testa.

    Ho sempre ritenuto che un titolo onorifico – sia esso la “cittadinanza”, una “laurea honoris causa”, ecc – siano da conferire, con giusta moderazione ed effettivi motivi, per non svilirne il valore.

    Nel caso della cittadinanza onoraria, essa dovrebbe essere offerta soltanto a coloro che abbiano avuto effettivi, significativi e duraturi rapporti con una città.
    Con tutta l’ammirazione ed il rispetto che possiamo avere per il Dalai Lama, non credo che tali requisiti siano in atto.

    Ed è lo stesso motivo per cui – ricevendo, di conseguenza, gli strali di chi la propose – proprio su Varesereport affermai, solo alcune settimane or sono, che l’Amministrazione comunale giustamente decise di non conferirla all’attrice Valentina Cortese.

    Come vedrà Moroni, c’è chi non ne fa una questione “politica”, ma di semplice “intelligenza” e pertinenza.

  7. giulio moroni il 26 novembre 2012, ore 15:48

    “forse non tutti sanno che” la cittadinanza onoraria di varese è stata concessa solamente 8 volte fino ad oggi.
    i beneficiati sono:
    giuseppe garibaldi (delibera consiglio comunale del 3.5.1860);
    benito mussolini (delibera del 20.05.1924);
    charles poletti (delibera del 28.06.1945);
    renato guttuso (delibera del 08.11.1983);
    ada merini (delibera del 20.07.2005);
    brigata alpina tridentina (delibera del 30.11.2000);
    francesco cossiga (delibera del 20.10.2009)
    bob morse (delibera del 20.05.2009).
    tra questi, l’unico che in qualche modo ha avuto “effettivi, significativi e duraturi rapporti con la città”, tanto per dirla col belli, è bob morse…..
    peraltro, come dirò giovedì nel mio intervento di supporto alla mozione, credo che sia importante far sapere – magari anche attraverso il potere simbolico offerto dal conferimento della cittadinanza onoraria – che questa città è pronta ad ospitare chiunque venga in pace e nel rispetto della libertà altrui come insegna il dalai lama, perchè le sue idee saranno le nostre e la sua vita pure.
    poi ci sarà sempre qualcuno che non sarà d’accordo, ma ci mancherebbe altro; anche emilio fede non pare più in sintonia col suo idolo ed ha fondato un partito….
    g.m.

  8. a.g. il 26 novembre 2012, ore 15:50

    Sottoscrivo Moroni..

  9. Bruno Belli il 26 novembre 2012, ore 15:58

    Perfetto Moroni e grazie per avere comunicato al pubblico l’elenco degli “onorari” di Varese.

    Credo, però, che i rapporti “significativi” – storicamente, e i documenti sono consultabili tanto neglia archivi comunali quanto in quelli statali – siano da ascrivere anche a
    Giuseppe Garibaldi
    e Benito Mussolini.

    Che piacciano a meno i due personaggi, per differenti motivi secono la “formazione” socio culturale di ciascuno di noi, con Varese hanno avuto molto a che fare, anche direttamente (in due diversi periodi storici).

  10. Mariella il 26 novembre 2012, ore 16:08

    Quando vedo “Bruno Belli” leggo sempre per la serietà della persona e per la razionalità delle sue idee (anche se non è detto che si possa sempre essere concordi).
    Anche questa volta, però, centra il problema: l’importante è una significativa motiviazione per un “premio”.

    Grazie molte anche al consigliere Moroni che, forse pungolato dall’intervento dell’ “intellettuale” Belli, mette a conoscenza noi poveri mortali dell’intero elenco dei cittadini onorari.
    Una pregevole dimostrazione, soprattutto in questi tempi, che ci sono ancora, tanto in politica quanto nella società culturale, persone serie e responsabili.
    Ne vorremmo conoscere di più…

  11. giulio moroni il 26 novembre 2012, ore 20:08

    “dona ali a chi ami per volare,
    radici per tornare
    e motivi per rimanere”.

    ma non è bellissima? dovremmo inciderla sotto il cartello di Varese all’uscita dell’autostrada, dovrebbe essere inserita nel nostro statuto comunale ed i nostri figli dovrebbero studiarla a memoria; cosa centra la politica o la religione?
    queste parole sono laiche ed apolitiche, così come lo è la mozione, tanto è vero che rocco cordì, avendone colto le intenzioni, la sottoscrisse insieme a me.
    a maggior ragione oggi che non siamo più influenzati dal grande passo indietro che fece milano negando la cittadinanza onoraria al dalai lama, la mozione ha una valenza superiore alle schermaglie politiche, rimanendo frutto di serene convinzioni personali sulla bontà del messaggio.
    credo che oggi, più di sempre, questa città (e noi tutti) abbia bisogno un attimo di raccoglimento e la possibilità di pensare a qualche cosa che ci elevi di un gradino, non sopra gli altri perchè non mi interessano i paragoni con gli altri, ma di noi stessi.
    la “pochezza” che riscontro in generale (ed ovviamente in me stesso) è talvolta nauseabonda e virulenta.
    per questo ammiro tutti coloro che cercano di fare qualche cosa di buono per questa città, a partire dai lettori di varese report e per questo mi dispiaccio quando leggo certi commenti che perdono la dignità di “critica” scadendo nella bassa polemica contro qualcosa o qualcuno.
    poi, come già detto, può essere che noi tutti si sbagli, per carità, o che tizio non sia d’accordo con le altrui idee politiche o religiose; ma penso che questo non gli consenta di “aggredire”, o di scrivere commenti con la bava alla bocca.
    ritengo molto più utile il dialogo, come quello che bruno belli, ombretta diaferia, a.g., tanto per citarne alcuni dei più interessanti, innescano in noi attraverso varese report.
    per tornare alla mozione quindi, credo che la cittadinanza onoraria vada “contestualizzata”, cioè, si debba obbligatoriamente far riferimento al momento storico nel quale essa viene proposta; molte delle cittadinanze concesse da varese sono da leggere in tal senso (a mussolini nel 24, a garibaldi nel 1860, a charles poletti subito dopo la liberazione) (sulle altre non mi pronuncio); la proposta di cittadinanza al dalai lama, nelle mie intenzioni, non è “contestualizzabile”; le sue idee saranno sempre valide, la sua tolleranza ed i suoi insegnamenti pure.
    non credo che corriamo il rischio di trovarci da qui a 50 anni a pensare di ritirare l’onorificenza, così come qualcuno pensa di fare per mussolini, perchè le idee del dalai lama non sono contestualizzabili, nè tantomeno patrimonio di una sola religione o di un partito, ma lo dovrebbero essere di tutte le confessioni e di tutti gli uomini.
    a meno che l’italia tra 50 anni non diventi una provincia della cina turbocapitalista ed allora ci penseranno loro a fare in modo che tutto questo venga cancellato.
    ma in questo scenario non ci sarà più nemmeno varese report e noi vivremo in antri segreti, magari nelle fauci del campo dei fiori, che tanto ricordano matrix….
    g.m.

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