Varese

“Lo sguardo oltre”, mostra per quattro artisti alla Galleria Bucaro

 

Un’immagine di Riccardo Ranza

Una mostra di quattro artisti contemporanei in una galleria dove “quel gran signore che è il Tempo guarda le mode e sorride” . Guidati da una seduzione di sguardi, seguendo soltanto sguardi, forse impariamo a  guardare oltre. Si chiama “Lo sguardo oltre” la mostra che presso la Galleria Bucaro, in via Vetera 1 a Varese, si aprirà venerdì 23 novembre, alle ore 18, con opere di Vittorio D’ Ambros, Stella Ranza, Samuele Arcangioli e Riccardo  Ranza, “contaminati” da un antico e dolente San Sebastiano. La mostra, aperta fino al 23 dicembre, è presentata ed è a cura di Sergio di Siero.

Come scrive Sergio di Siero:

“Prestigiose citazioni dall’antico coccolano le opere contemporanee esposte, vigilando attente sugli atti creativi  dovuti al desiderio di crescere di quattro personalità differenti. .

Passato e presente c’invitano a guardare più a fondo per cercare e magari trovare, trovarci, ritrovarci.  Perché “andare oltre” è ciò che facciamo quando vogliamo capire! La  scia che seguiamo, talvolta a fatica, pur di sapere di più  e  ci diciamo che  l’anima la trovi soltanto nascosta dietro lo sguardo di un uomo.

Lasciamo quindi che un gioco di seduzioni, di sguardi, ci regali una visione più ampia  per avvicinarci magari a quella di ognuno di loro: Stella Ranza trasognata testimone d’un mondo che forse abbiamo perduto: fatto di angeli pensierosi, di maternità latenti, di idee senza ombre e figure sospese. Così dolci  linee ci raccontano la bellezza dell’ essere e il piacere d’esistere, mentre qualunque tensione  si  dissolve  offrendosi  docile al bacio della luce del sole. Samuele Arcangioli : i suoi “sguardi” ci scrutano fin nel profondo dell’anima. Dalle sue inquadrature ravvicinate l’artista ci interroga, ci pone domande e sa bene che non sappiamo dare risposte. Così ci perforano occhi  tremendi che vanno lontano, oltre noi… chissà  fino a dove.  Vittorio D’Ambros antepone  la priorità dello stupore d’esistere alla fissità del classico. Scarnifica con forza, nel metallo,  la regola che fu cara al nostro rinascimento proponendo un nuovo passato. Ed è teso  alla ricerca di un oltre che  cerca “in basso”, guardando fra gli uomini, la risoluzione dei dubbi. Riccardo Ranza ci scrive con la luce di un  desiderio di fuga. Nulla è deciso nel gioco ambiguo del tempo e della memoria. Perciò sfuggono le linee e sfugge  lo sguardo della modella che da due si fa una. Lei è un’illusione, non è  lì, è già andata via. Fra un solo secondo non ci sarà più.  Se ne andrà….  andrà oltre.

Non ultimo, il San Sebastiano,  presente in galleria, che con il discusso percorso che parte dal Reni,  guarda in alto, verso “il punto”  dove noi facciamo spesso fatica a guardare. Lo stesso punto a cui tende, in fondo l’opera d’arte.

Ci allontaniamo dal corpo impeccabile e, seguendo il suo sguardo, andiamo lontano. Percorriamo il tracciato, siamo già oltre il dipinto, anche noi.  Così, quel  San Sebastiano diventa metafora: non è sufficiente  la bellezza apparente, la riproduzione fedele di una natura perfetta, perché all’Arte, oggi,  si chiede ben altro.  La bellezza, che pure salverà il mondo, non è soltanto forma, è necessario qualcosa di più.

I quattro artisti, in mostra in un luogo dove quel gran signore che è il Tempo  guarda le mode e sorride, ci raccontano dunque, attraverso i differenti percorsi di artigiani e di creativi,  della loro ricerca continua.  Capaci di dar corpo  alle paure, alle ansie,  alle risposte mai avute che tormentano noi, come loro.  No. La bellezza non basta, ci dicono, non basterà.

Bisogna andare oltre. C’è un oltre!”.

 

 

21 novembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi