Economia

Univa-Intesa Sanpaolo, si apre uno spiraglio nell’accesso al credito

L’accordo firmato presso la sede di Univa

Dopo la chiusura e la distanza tra imprese e mondo delle banche, con le imprese che continuano a rimproverare lo stop dell’accesso al credito come uno dei fattori più pesanti della crisi, una fessura si apre sul nostro territorio. Protagonisti sono l’Unione degli industriali della provincia di Varese e un colosso del credito come Intesa Sanpaolo. L’istituto bancario ha messo sul tavolo cento milioni di euro (con un’operazione dal titolo “Imprese x cento”) che potranno essere richiesti dalle 1400 imprese associate alla Confindustria varesina, una realtà economica importante, che conta 72 mila addetti.

Tra le caratteristiche previste dall’accordo firmato questa mattina nella sede di Univa e primo in tutta Italia, ci sono tassi vantaggiosi, tempi celeri di risposta (massimo 15 giorni per sentirsi rispondere sì o no), contatto diretto tra banche e imprese. Tempistica? Ad esaurimento. Ma da quanto hanno detto i responsabili del gruppo bancario, il plafond verrà rifinanziat0.

Giovanni Brugnoli, presidente di Univa, parla con orgoglio dell’accordo. “L’obiettivo è quello di fare uscire con la maggiore velocità possibile il sistema varesino da questa impasse congiunturale”. L’associazione varesina non è nuova a queste iniziative: era già stata lanciata, in passato, Varese Investimenti spa, non un corridoio per uscire da uno stato di crisi, ma un’opportunità per rilanciare quattro importanti imprese del territorio. ”Un accordo che pensiamo possa fare da apripista per un nuovo canale di dialogo tra imprese e banche”.

Per Intesa Sanpaolo prende la parola Pier Aldo Bauchiero, direttore regionale lombardo del gruppo. “Per giungere a questa iniziativa siamo partiti da un’analisi dei bisogni delle imprese di Varese. E abbiamo notato che c’era necessità di una ristrutturazione totale del sistema produttivo local”. D’altra parte, continua Bauchiero, “la domanda di credito è calata, un fatto legato ad un drastiuco calo di ordini interni”- Per il direttore cento milioni sono più che esaustibvi e cancellano l’accusa che “le banche non concedono credito”. Insiste il direttore di Intesa Sanpaolo: “Il credit crunch (la stretta del credito, ndr) c’è stato, ma per quanto ci riguarda, a Varese, è stato di meno 1,63%”.

Tante le finalità per le quali le imprese possono chiedere risorse: dal sostegno a carenza di liquidità per pagare tredicesime e per il pagamento delle imposte che stanno arrivando per fine anno, al sostegno nei confronti dell’export, dal finanziamento di investimenti fisso e immateriali, fino a spese di ricerca e innovazione. Il tutto – come è stato sottolineato questa mattina – plasmato su misura delle imprese, guardando con attenzione alle necessità e alle caratteristiche.

Certo, un accordo che fa capire che il clima sta cambiando: le banche comprendono che fare muro finisce per danneggiare lo stesso mondo del credito, e dunque aprono la porta alle imprese. Senza troppi rischi: diero alle imprese c’è Univa, un marchio che

19 novembre 2012
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