Varese

Varese capoluogo, Galparoli: pronti alla nostra “marcia su Roma”

Il banchetto con Galparoli in piazza San Giuseppe

Ancora una volta il comitato che chiede che Varese non venga accorpata a Como e, dunque, non perda il suo ruolo di capoluogo, è sceso in piazza per raccogliere firme di sostegno tra i cittadini. Dopo le 800 firme raccolte lo scorso weekend, gli organizzatori puntano a quota duemila. Ancora una volta, a portare avanti questa battaglia il consigliere comunale e assessore provinciale Pdl di Varese, Piero Galparoli, che con un megafono spiega le finalità della raccolta firme.

Tante le persone che si avvicinano al banchetto di piazza San Giuseppe, perloppiù non giovani. Diffidano inizialmente, ma quando apprendono che non è una battaglia di qualche partito, si avvicinano e firmano.

“Adesso stiamo preparando la nostra ‘marcia su Roma’ – dice l’assessore e consigliere Galparoli -. Il giorno in cui il decreto del governo sull’accorpamento delle province italiane ci stiamo organizzando con un pullman per scendere e andare a protestare”. In proposito è in corso la ricerca di qualche sponsor per coprire le spese.

 

18 novembre 2012
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9 commenti a “Varese capoluogo, Galparoli: pronti alla nostra “marcia su Roma”

  1. rocco cordì il 18 novembre 2012, ore 21:57

    La prima marcia su Roma fu sponsorizzata dai proprietri terrieri, adesso per la marcetta di Galparoli basta e avanza il suo stipendio da Assessore. Se non basta può chiedere aiuto al suo collega Clerici che almeno conosce i precedenti.

  2. Stefano Clerici il 19 novembre 2012, ore 08:40

    Mi rendo disponibile a cercare anche dei novelli Balbo, De Bono, De Vecchi e Bianchi per formare un quadrumvirato degno di questo nome.
    Sarà ahimè più difficile trovare un Pavolini varesino…
    :)

  3. protassio virtussio il 19 novembre 2012, ore 10:09

    Un’iniziativa INUTILE
    Tempo perso visto che non basteranno qualche centinaio di firme per modificare ciò che è stato deciso a livello nazionale.
    I problemi di Varese sono ben altri e, nell’ottica di un seppur minimo risparmio, ben venga l’accorpamento con Como.
    Si tratta della solita iniziativa propagandistica per ottenere un minimo di visibilità.
    Fumo negli occhi dei varesini che sono invece vessati dal comune che Galparoli contribuisce ad amministrare.

  4. Bruno Belli il 19 novembre 2012, ore 13:07

    Più assisto alla “politichetta” odierna, più mi risuonano in mente i versi del “Re Travicello” del Giusti:
    “Calò nel suo regno
    con molto fracasso;
    le teste di legno
    fan sempre del chiasso,
    ma subito tacque,
    e al sommo dell’acque
    rimase un corbello
    Il re Travicello!”

    Imprescindibile attualità ed immortalità dell’Arte, o congenita stupidità umana?

    La quale fece affermare ad Alfred Einstein: “Due cose al mondo sono infinite: la stupidità umana e l’universo. Su quella dell”universo nutro ancora dei dubbi”.

  5. piero galparoli il 19 novembre 2012, ore 16:12

    Invita a pranzo un sapiente (Sic): disturberà col suo cupo silenzio, o con le sue noiose questioncelle. Invitalo alla danza: diresti che balla come un cammello. Portalo ad uno spettacolo: basterà la sua espressione a guastare il divertimento alla gente e, come il saggio Catone, sarà costretto a lasciare il teatro perché non può spianare il cipiglio. Se per caso capiterà durante una conversazione, sarà come il lupo della favola. Se c’è da fare un acquisto, un contratto, insomma qualcuna delle cose indispensabili alla vita di ogni giorno, questo sapiente ti sembrerà un pezzo di legno, non un uomo. A tal punto è incapace di rendersi utile a se stesso, alla patria, ai suoi, perché inesperto delle faccende usuali e perché tanto lontano dal giudizio corrente e dalle accettate consuetudini.

  6. Bruno Belli il 19 novembre 2012, ore 18:22

    Si vede proprio che Galparoli non ha letto 4 autori fondamentali per un politico di vaglia:
    1) Plutarco, “Consigli ai politici”, dai “Moralia”
    2) Voltaire “Trattato sulla tolleranza in morte di Giovanni Calas”
    3) Luigi Eianudi, “Prediche inutili”.
    4) Abbé Dinouart, “L’arte di tacere”.

    Eh, sì, Einaudi, infatti, lo sapava bene che sarebbero state “inutili”: i risultati sono i tanti (purtroppo troppi) Galparoli e simili che della politica hanno l’idea berlusconiana del “tutto e chiunque può fare”.

    Confusero, infatti, lo stato per una mega azienda con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e si servono, sovente, della sola parola “cultura”, malcitata, mal digerita, fatta di predichette in stile faslo orientalista (vedi sopra), quando qualcuno toglie loro la maschera dell’affabulatore…

    L’Italia è malconcia perchè alla politica seria è subentrata la smania delle poltrone con ammenicoli connessi…

  7. Bruno Belli il 19 novembre 2012, ore 18:31

    P.S.
    A proposito, si commenta da solo quello che, in cuor suo, Galparoli pensa della cultura e dell’utilità della stessa. Basti leggere le ultime frasi da lui sopra riportate che, per comodità, copio:
    ” …questo sapiente ti sembrerà un pezzo di legno, non un uomo. A tal punto è incapace di rendersi utile a se stesso, alla patria, ai suoi, perché inesperto delle faccende usuali e perché tanto lontano dal giudizio corrente e dalle accettate consuetudini.”

    Chissà se più incapaci ed inutili i “saggi” a se stessi ed alla “patria”, mai ascoltati, come il Catone da lui citato che, però, sebbene già da qualche annetto sepolto, ebbe la ragione del suo motto “Delenda Carthago” (segno che vedeva più in là dei colleghi “patres conscripti”, ergo “senatori”) oppure certi politici che filosofeggiano con beata leggerezza…

    Un consiglio: urge comperare il volumetto dell’Abate Dinouart…

  8. Cittadinosuperpartes il 19 novembre 2012, ore 22:08

    Stia pronto Clerici, che fra non molto le telefonera’ il Generale Arturo Cittadini per invitarlo a Roma a conferire con sua Maesta’ per formare il nuovo governo.

  9. Leo il 21 novembre 2012, ore 13:23

    Che incisività, caro Belli!!! E che magra figura il Galparoli!!!

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