Varese

Premio Chiara, Deaver canta le melodie che incantano lo stalker

 

Deaver canta le canzoni del romanzo a Villa Recalcati

Jeffery Deaver che canta le sue ballate è una “chicca” che lo scrittore statunitense non ha donato neppure a Milano, al “Book City”. Voce sottile che canta il ritornello e legge le strofe delle canzoni scritte per il suo ultimo libro “Sarò la tua ombra” (pubblicato da Rizzoli). Ad accompagnarlo con la sua chitarra Seba Pezzani. L’incontro con il giallista di Chicago parte, all’improvviso, con “Your Shadow”, la canzone con cui Kayleigh Towne, star della musica country-western, protagonista del libro di Deaver sta scalando le vette delle classifiche. La cantante americana incrocia un fan che piano piano si trasforma in uno spietato stalker. In aiuto della polizia e di Kayleigh arriva Kathryn Dance, l’esperta nella lettura del linguaggio corporeo.

Siamo al Premio Chiara-Festival del Racconto, che ha invitato Deaver a presentare il suo thriller. Un libro molto amato dai tanti partecipanti all’incontro, che giungono a Villa Recalcati con il libro tra le mani. Deaver è giunto puntualissimo, molto gentile e disponibile con organizzatori e fans. “Le canzoni del mio romanzo – dice Deaver – le ho scritte tutte in una sola settimana”. Un talento che lo scrittore conosce fin da giovane. “Ho scritto centinaia di canzoni e non me la cavavo male”.

La vicenda della star americana stalkizzata da un suo fan, per Deaver affonda le radici nella società americana. “In America accade che una persponalità pubblica possa essere considerata una divinità. Un effetto prodotto dai mezzi di comunicazione”. Una popolarità che rende labile il confine tra il privato e l’immagine pubblica del personaggio. “Un fatto che autorizza lo stalker a pensare di avere con quel personaggio un rapporto privilegiato”.  Tutto ciò riguarda il romanzo di Deaver, ma un po’ anche la sua vita. Racconta Deaver: “Ho ricevuto diverse mail da un condannato a morte in Texas, per dirmi che amava i miei libri. Lui si proclamava innocente. Il condannato mi chiese di fargli cancellare la sua condanna a morte. Se lo avessi fatto, mi ha fatto la promessa di insegnarmi il modo giusto di ammazzare qualcuno”.

18 novembre 2012
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