Varese

Giornata Unità Nazionale, esulta l’associazione Varese per l’Italia

Il vertice dell’associazione garibaldina varesina

L’Associazione Varese per l’Italia 26 Maggio 1859 plaude all’approvazione definitiva della Legge che istituisce la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. Con quest’atto, fortemente voluto dalla quasi totalità del Parlamento Italiano, con la sola minimale eccezione della Lega che, nonostante abbia avuto negli ultimi anni vari rappresentanti nel Governo nazionale, mantiene spesso un atteggiamento di freddo distacco nei confronti di valori per i quali nel primo e nel secondo Risorgimento migliaia di giovani italiani diedero la vita,  si viene finalmente a  concretizzare un percorso civile che vede nella scuola il punto di riferimento più coinvolto per la formazione e la crescita dei cittadini di domani.

Il 17 Marzo, data che ricorda il giorno in cui nel 1861 venne proclamata ufficialmente, in Torino, dal primo Parlamento eletto dopo le imprese garibaldine, l’Unità d’Italia, diverrà quindi solennità nazionale. Non sarà un giorno di vacanza o di ferie. Sarà però un giorno in cui gli italiani verranno chiamati a riflettere sul percorso compiuto dal nostro Paese in questi 150 anni di storia. Non si tratterà soltanto di un momento celebrativo ma di un’importante occasione per rinforzare vieppiù i legami ideali sottesi alle vicende del nostro popolo. Un intreccio che ha radici lontane, millenarie, e che trova nell’Unità d’Italia e nella storia di questi ultimi 150 anni un crogiuolo di ideali e di valori che si  sono poi concretizzati  in modo esemplare nella Costituzione Repubblicana del 1948.

L’insegnamento a scuola dell’Inno degli Italiani di Goffredo Mameli, che ne scrisse il testo, e di Michele Novaro che lo musicò, rappresenterà, in forma istituzionale, il riconoscimento dell’alto valore simbolico in esso racchiuso.

Siamo consapevoli che i problemi che affliggono l’Italia in questo periodo di grande travaglio economico e sociale non si potranno certo risolvere con un semplice appello all’unità del Paese, ma è altresì vero che proprio dal riconoscimento del nostro essere una nazione coesa, che ha una storia e una memoria condivisa, e che sa affrontare in modo determinato le sfide del presente,  che può prendere l’avvio un terzo Risorgimento in una visione europeista di mazziniana memoria.

 

18 novembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi