Milano

“Case che resistono”, il film di Fantoni Minnella racconta la memoria

Maurizio Fantoni Minnella

Un mediometraggio che poggia il suo sguardo su un mondo che, all’apparenza, è declinante, un universo in disfacimento. E’ il documentario “Case che resistono”, del filmaker varesino Maurizio Fantoni Minnella, e racconta le condizioni odierme del borgo di Castellazzo di Bollate, nel cuore del Parco delle Groane, a pochi passi da Villa Arconati. Un borgo che nel corso del tempo ha perduto quasi tutti i suoi abitanti e che versa in condizioni di degrado. Ma i crolli, il degrado, la lenta consunzione del tempo sono la cornice di una vita che pulsa, che scorre silenziosa, concentrata in pochi spazi, a custodire la memoria vivente di ciò che è stato. Certo, il titolo evoca, per contrasto, il documentario di Gianni Celati, “Visioni di case che crollano”, ma al di là del titolo le due pellicole sono radicalmente diverse: una docu-fiction poetica quello di Celati, un documentario realistico quello di Fantoni.

Domani sera 18 novembre, alle ore 21, il film di Fantoni Minnella verrà proposto a Milano, presso La Scighera di Milano Bovisa (via Candiani 131). Un’occasione per sposare lo sguardo lento del regista, che privilegia campi lunghi e sequenze fatte solo di cose e uomini intenti al lavoro, senza parola. Nel mediometraggio, l’occhio del regista si avvicina rispettoso, indaga con un senso di silenziosa solidarietà, coglie i segni di una vita che continua tra le mura che non riescono sempre a parare i colpi degli agenti atmosferici. Non è alle prime armi il regista varesino: al suo attivo una quadrilogia dedicata al mondo palestinese. E anche una pellicola dedicata ai lavoratori ex Wagon Lits saliti sulla torre alla Stazione centrale.

Il film di Fantoni Minnella fotografa le case, i loro abitanti, i cortili, gli animali, i muri e i cortili della Corte. Ma lo fa – come si comprende guardando il mediometraggio – alla ricerca di qualcosa che si svela progressivamente. Un qualcosa che si comprende nel corso di una lunga intervista ad una coppia in cui un uomo anziano racconta il passato della Corte, in particolare la realizzazione, nel ’45, di un film di Mario Vergano, “Il sole sorge ancora”, un film dedicato all’epopea resistenziale. La memoria diventa così l’elemento profondo che giace sotto le case di Castellazzo, tra la gente che resta. Ed è proprio la memoria ciò che rende “resistenti” le case bollatesi, le poche persone rimaste, il desiderio del filmaker di affidare ad una pellicola tutto ciò. Un film, dunque, fortemente metaforico, capace di alludere alla condizione odierna di chi non si rassegna alla regressione di civiltà in atto e resiste. La comunità bollatese diventa esemplare, e il film di Fantoni Minnella lo documenta senza retorica e senza compiacimenti alla Celati.

17 novembre 2012
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