Economia

L’Unione industriali di Varese boccia Fornero. E se la prende con l’Ue

Il ministro del lavoro Fornero

Tempo di primi bilanci per la legge Fornero che ha innovato il diritto del lavoro. Una valutazione viene dalla Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, secondo la quale il riordino sta mostrando la corda sia per quanto riguardo la flessibilità in entrata, sia in uscita.

In entrata. I contratti che dovrebbero favorire l’accesso al lavoro registrano una sostanziale battuta d’arresto, in parte legata anche alla riduzione degli ordinativi, ma soprattutto all’irrigidimento nell’utilizzo di strumenti come i contratti a progetto e le partite Iva, che potevano essere delle opportunità per lavoratori privi di un’occupazione, ovviamente controllando eventuali abusi.

La situazione appare ancora peggiore per i contratti a termine, per i quali l’obbligo di stacco tra un contratto e l’altro, che varia dai 60 giorni per i contratti sino a sei mesi e 90 per quelli di durata superiore, potrebbe portare alla perdita nei prossimi due mesi di circa 400.000 posti di lavoro in Italia (fonte sindacale).

In uscita. La prima sentenza sull’art.18 dello Statuto dei lavoratori, riformato con la legge Fornero, è stata emessa giorni fa da Tribunale di Bologna, il quale, dopo aver ritenuto illegittimo un licenziamento per giusta causa, ha disposto la reintegrazione del lavoratore. Se la nuova formulazione dell’art. 18 si presta ad una applicazione come se lo stesso non fosse stato riformato, allora significa che qualcosa non ha funzionato.

Apprezzamento è stato invece espresso per l’intesa unitaria raggiunta da tutte le Organizzazioni datoriali al tavolo di confronto con il Sindacato per la produttività. In particolare sono state apprezzate le parti tese a ridefinire il ruolo del contratto nazionale, riposizionare il meccanismo di rivalutazione automatica delle retribuzioni, destinare una quota degli aumenti retributivi alla contrattazione di secondo livello, impegnare le parti sociali ad applicare i meccanismi sulla rappresentanza. Si tratta, ad avviso della Giunta dell’Unione Industriali, di novità che fornirebbero un contributo significativo al recupero di produttività e a modernizzare le relazioni industriali e, per tale motivo, l’auspicio è quello che il negoziato giunga presto ad una soluzione positiva, con l’accordo di tutte le componenti sindacali.

Critiche sono state espresse invece all’indirizzo dell’Unione Europea in riferimento a due recenti decisioni. La prima è quella che ha accantonato l’adozione della normativa sull’obbligo di etichettatura delle merci di provenienza extra-comunitaria. Un accantonamento che, seppure temporaneo, costituisce un nuovo attacco ai settori produttivi interessati a far valere, come fattore competitivo e di immagine, l’origine territoriale delle proprie produzioni. La seconda è il modo con cui è stata impressa l’accelerazione all’adozione della Tobin Tax. sulle transazioni finanziarie. La tassa può anche essere condivisa concettualmente. È stato scritto che è come un po’ di granelli di sabbia che verrebbero messi nell’ingranaggio di una finanza ipertrofica. Il rischio però è di estromettere il Paese dalla rosa delle piazze finanziarie mondiali.

Questo rischio sottolinea ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, la necessità che le decisioni di politica economica europea siano adottate, sempre e contemporaneamente, da tutti i Paesi membri. L’adozione facoltativa o i tempi diversi è l’esatto contrario di ciò che si sta faticosamente tentando di fare sul piano della cosiddetta “armonizzazione fiscale”, che non riguarda solo i tributi, ma l’insieme delle condizioni di contesto esterno nelle quali le imprese operano

16 novembre 2012
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