Varese

Premio Chiara, arriva Jeffrey Deaver, ennesimo scrittore thriller

 

Jeffrey Deaver

Continuano gli incontri del Premio Chiara-Festival del Racconto con un grande scrittore americano molto atteso. Certo, anche il Chiara ha puntato e punta su un genere, il thriller, il giallo, che ormai è stato abbondantemente affrontato, a discapito di altri generi che non sono stati ancora presi in considerazione. Sarebbe il momento di cambiare, anche perchè non esiste solo il giallo.

Comunque, domenica 18 novembre è in programma l’incontro con lo scrittore di thriller Jeffery Deaver, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Sarò la tua ombra”, Rizzoli, alle ore 17, 30, presso Villa Recalcati a Varese. Conduce l’incontro Luca Crovi e traduce Seba Pezzani.

Jeffery Deaver è uno scrittore statunitense, i suoi romanzi sono bestseller internazionali tradotti in 25 lingue e pubblicati in 150 Paesi. Uno dei suoi più grandi successi è “Il collezionista di ossa” da cui è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington. In questo incontro presenterà Sarò la tua ombra, Rizzoli 2012, da pochi giorni in libreria.

 

14 novembre 2012
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17 commenti a “Premio Chiara, arriva Jeffrey Deaver, ennesimo scrittore thriller

  1. Paolo Franchini, Varese il 15 novembre 2012, ore 11:47

    Per quanto possa sembrare strano, sono d’accordo con l’autore dell’articolo.

    Non è solo il Premio Chiara, comunque, ad essersi buttato sul genere “giallo”.

    Funziona sempre, d’altronde, per la gioia di quelle persone che ancora lo considerano letteratura di serie B.

  2. a.g. il 15 novembre 2012, ore 13:55

    …che detto da un bravo giallista come Franchini non è niente male…

  3. ombretta diaferia il 15 novembre 2012, ore 14:45

    questo, però, è un invito alla danza miei cari “scrittori”…

    che vuol dire “funziona” e “letteratura di serie B”?

    li ritrovo nella terminologia dell’entertainment marketing,
    non in quella culturale, però… o meglio in politica culturale si mutua… perché manca la memoria di cosa si sia stati chiamati a compiere…

    il thriller è un’ottima categoria che avvicina alla lettura.
    non quando si reitera la visione di film. più e più volte…

    potrebbe essere un bell’incontro nel mare magnum del thriller diffuso in città…

  4. a.g. il 15 novembre 2012, ore 16:59

    Basta thriller…non se ne può più…una scelta facile e accalappia-lettore sprovveduto…

  5. Paolo Franchini, Varese il 15 novembre 2012, ore 17:43

    Il concetto mi sembrava semplice.

    Ad ogni modo, per maggiore chiarezza, rimando a un mio commento precedente, comparso proprio qui su VareseReport lo scorso anno: http://www.varesereport.it/2011/11/06/affollato-dehors-per-lincontro-col-giallista-polillo/#comments

  6. sandro sardella il 15 novembre 2012, ore 19:09

    thriller no .. troller sì .. il danno è la pappetta di stagione .. digeribile che crei senso del branco .. niente mal di testa o di pancia .. e l’importante è consumare ..
    adesso va il giallo e vaiiiiiiiiii .. domani in noir-noir etc .. e vaiiiiiiiiiiii .. dopodomani la poesia sociale orfica spaziale e vaiiiiiiiiiiiiii .. il lettore lettore è quello un poco insaziabile curioso a volte un poco snob .. .. cerca s’innamora .. sfugge alle pappette di stagione … però ..

  7. Giuseppe Battarino il 15 novembre 2012, ore 23:13

    Andiamo oltre: rinunciamo a questo termine anglosassone che tutto copre e giustifica, dallo scrittore di gonfiato successo ad epigoni che mettono insieme accozzaglie di improbabili morti fracassati.
    “Edipo Re” è uno scintillante thriller. Chi non è Sofocle ci pensi bene a darsi titoli.

  8. ombretta diaferia il 16 novembre 2012, ore 10:56

    mi spiace che Franchini non abbia colto lo spirito della questione posta, tanto da autocitarsi…
    forse l’ho sopravvalutato, conoscendolo solo attraverso le sue parole e non personalmente, quindi, cercherò di chiarire le mie: la letteratura non funziona per il marketing, tanto da cancellarla e trasformare i lettori in consumatori ed i libri in gadget…

    un customer care editoriale a breve giungerà anche nelle vostre cornette (ehm strumenti tecnologici atti alla ricezione di chiamate vocali!)…
    perché il libro ed il genere sono solo “prodotti” dalla breve vita…

    il thriller si presta bene, perché all’apparenza pare più “light”!
    peccato che un genere (che mi ha sempre esaltato in qualsiasi forma artistica s’insinui) venga così mercificato… solo per l’opinione pubblica ed il suo controllo…
    funziona bene per il marketing politico della sicurezza, per esempio, come ci può ben insegnare il dottor Battarino…

    quando otto anni fa mi inventai la poesia corale ed itinerante che entra nel quotidiano, l’affermazione che mi raggiungeva costantemente era
    “la poesia è la cenerentola della letteratura”.
    a parte che Cenerentola non mi è mai stata molto simpatica (preferivo la Fiammiferaia in azione anche da infante…), ma la poesia oggi è monopolio di showman che lanciano farfalle, a cui è consentito “esprimersi in verso libero” prima di conoscere la letteratura e le regole base della grammatica italiana (che la Crusca contribuisce ormai ad appiattire verso il basso!).
    eSaviano che legge (pessimamente) in tv la Szymborska ne è un esempio su tutti: sicuramente milioni di telespettatori son corsi a scoprire chi sia dopo il suo reading da audience!

    manca la cultura del fare e del pensare.
    per questo chiedevo all’illustre scrittore cosa intendesse per “funzionare” e “letteratura di serie B”.

    Sofocle, poeta tragico, ai suoi coreuti chiedeva la spettacolarizzazione in un’ottica di diffusione culturale (e di modifica, quindi, dell’opinione pubblica!) affidando al monologo del protagonista pensieri ed azioni.
    Nell’Edipo a Colono, il coro ripete «la sorte migliore è non nascere».
    Personalmente, malgrado abbia avuto una vita (ed un’infanzia), generalmente definibile “difficile”, penso che questa vita valga la pena viverla ogni istante, nel bene e nel male, nel rispetto del prossimo nostro, qualsiasi sia e qualsiasi cosa pensi.
    la sofferta riflessione sulla condizione umana non deve essere relegata alla condizione di “spettatore” che partecipa sempre meno attivamente.

    oggi, invece, vedo spettacoli (e non solo intorno al libro) meramente tesi all’intrattenimento (se non a contar le teste per le campagne elettorali!), dove non c’è mai il tentativo di “riflettere o fornire strumenti del pensiero e dell’azione”, ma domina esclusivamente l’autocompiacimento di farfalle che non vogliono neppure studiare il concetto di letteratura… perché ne snaturerebbe la loro purezza di espressione del sé…

    ma Sofocle, almeno, era impegnato politicamente…
    forse è per questo che ho scelto di far cultura investendo da privato e senza strumentalizzazioni partitiche…
    e da editore non pubblico thriller, esclusivamente perché non pubblico a pagamento per gli autori, ma l’unica transazione commerciale avviene con i lettori, gli unici soci abrigliasciolta!

  9. Augusto Belli il 16 novembre 2012, ore 12:58

    Eschilo, Eschilo signori, che qui si Sofocle!!! E attenti alle scale, che sono Euripide…

  10. Bruno Belli il 16 novembre 2012, ore 13:40

    Mi spiace vedere persone intelligenti “accanirsi” attorno al genere del “giallo – noir – thriller”.,
    Tutti i generi (divisione che, tra l’altro, Croce abborriva, limitandosi a “poesia” o “non poesia”) sono eccellenti, semplicemente l’importante è che sia eccellente l’autore.
    Tutto qui.
    Ricordate Wilde? “Non esistono libri morali, o immorali. I libri sono scritti bene o male. Questo basta”.

  11. Paolo Franchini, Varese il 16 novembre 2012, ore 16:12

    “… da editore non pubblico thriller, esclusivamente perché non pubblico a pagamento per gli autori…” è come dire che chi scrive romanzi del genere paga per vedersi pubblicato.

    Capita, è vero, come capita per qualunque scritto.

    Anche qui, una citazione: a furia di autopubblicarsi, si diventa ciechi.

  12. ombretta diaferia il 16 novembre 2012, ore 18:49

    i bibelli han centrato!
    e personalmente Jeffery Deaver (o meglio l’editor Rizzoli) ha già attirato la mia attenzione sin dal titolo, quando han cominciato a girare le prime notizie editoriali…
    ma il quid della mia prolissa parola stava proprio nell’autore, divenuto in breve scrittore di successo con un best seller dietro l’altro: è del 1997, sotto il suo vero nome, il romanzo “Il collezionista di ossa”, divenuto film di altrettanto successo con Denzel Washington e Angelina Jolie….

    è ovvio che Jeffery Deaver (che pubblicava inizialmente romanzi sotto lo pseudonimo William Jefferies) non paghi, anzi prenda anche qualche soldino.

    però, la breve esperienza di questi otto anni mi consente di fare una statistica (le facciamo anche noi quando l’ultima spiaggia non si profila…) ed il thriller risulta genere molto battuto… e per ovvie ragioni di proporzioni, ne ho riscontrato più pubblicazioni a pagamento!

    “scrivere un libro è attività solitaria. pubblicarlo è attività collettiva”
    (da I mestieri del libro di Oliviero Ponte Di Pino).
    caro Franchini, è per questo che non ho alcuna intenzione di farlo fare ai miei autori a pagamento.
    perché l’impegno che segue la scrittura è sempre più arduo, per lo scrittore per primo.

    quindi perché autopubblicarsi?
    per avere un nome sulla copertina?
    quello può interessare il politico, che così ha ragion di palco nella sua spettacolarizzazione. non uno scrittore, che spesso per vivere fa il gost writer proprio per chi ha bisogno di un nome anche nelle vetrine delle librerie per mietere voti!

    qualcuno può insegnarci che il libro è eterno. e lo scrittore scrive nero su bianco!

    un caro saluto a tutti in attesa della varesina domenica thriller…

  13. oldrini Romano il 17 novembre 2012, ore 15:37

    Quante dietrologie sull’arrivo di Deaver! In poche parole abbiamo sfruttato la sua presenza a Bookcity e nient’altro. Certo che andrebbero esplorati altri generi! Se di generi si può parlare. Per me esiste solo la buona o cattiva letteratura, E naturalmente buoni o cattivi lettori.Cordialmente

  14. a.g. il 17 novembre 2012, ore 15:48

    Nessuna dietrologia. Mi colpisce sempre che quando si dibatte di un tema, c’è sempre qualcuno che reagisce male…Non si è più abituati al confronto. O, forse, si è troppo abituati a media camomillizzati…

  15. ombretta diaferia il 17 novembre 2012, ore 17:33

    direttore, ho reagito male?
    almeno in questa sede non si parla di piatti che piangono… culturalmente parlando!

  16. Jane Bowie il 17 novembre 2012, ore 18:16

    Ammesso e anche concesso che i gialli hanno ogni diritto di esistere, che ce ne saranno di scritti davvero bene (ottima scrittura lo è in qualsiasi genere, persino un libro di cucina scritto bene fa piacere), uhm… NON NE POSSO PIU’! Non sono la mia tazza di tè come dicono gli amici inglesi, e sono cavoli miei, ma sarebbe così bello poter assistere a una presentazione di prosa che non sia un giallo… Lo so, devo essere paziente, è una moda, tanti scrittori mediocri senza voce artistica propria sono saliti sul carro della banda come dicono sempre gli amici inglesi (avete letto un giallo di Toni Morrison? Di Jeanette Winterson? No eh?), insomma passerà, ma sembra così lungo… Basta che non sia seguito da 10 anni di sfumature di grigio, allora tornerei sul giallo…

  17. a.g. il 17 novembre 2012, ore 19:52

    Basta gialli…e basta sfumature…

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