Politica

In Senato passa l’emendamento leghista ammazza-libertà di stampa

Nonostante le rassicurazioni contrarie, è passato al Senato, con voto segreto, la misura del carcere per i giornalisti che diffamano. Un emendamento presentato in aula dalla Lega Nord di Roberto Maroni, con l’appoggio dell’Api di Francesco Rutelli, che prevede il carcere fino a un anno (in alternativa a multe da 5mila a 50mila euro) per chi diffama a mezzo stampa con l’attribuzione di un fatto preciso, cioè “il caso più grave”.

I sì alla misura sono stati 131, i no 94 e 20 gli astenuti. “Scandaloso coprirsi con il voto segreto, si abbia il coraggio di dire apertamente cosa si vuol fare. Noi abbiamo chiaramente espresso un voto contrario in Senato, dove però siamo in minoranza”, dichiara il vicesegretario del Pd Enrico Letta.

Il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo ha confermato che il governo aveva dato parere negativo alla proposta leghista dopo aver invitato il Carroccio al ritiro. Dunque il governo è stato battuto in Aula. Idv, Pd e Udc hanno chiesto di sospendere i lavori per capire come procedere ora sul disegno di legge. Istanza accolta: l’aula del Senato ha sospeso i lavori e si è aggiornata a domani. La questione del come procedere all’esame del ddl sulla diffamazione a mezzo stampa è stata deferita alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che si riunirà domani alle 12.30.

Duro il sindacato dei giornalisti: ‘I malpancisti forcaioli – spiega l’Fnsi -, dietro il muretto a secco del voto segreto chiesto da Lega e Api, hanno scritto una pagina vergognosa votando per la reintroduzione del carcere per i giornalisti, che veniva cancellato da una proposta di riforma dell’attuale normativa”.

 

13 novembre 2012
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