Varese

Maroni: Sartori era un leghista con la maglia numero dieci

 

I finalisti del primo Concorso dedicato a Marco Sartori

Stress e incidenti sul lavoro i temi dei corti premiati dal concorso promosso dall’Opp (Organismo Paritetico della Provincia di Varese) e dall’Inail di Varese. E’ la conclusione della prima edizione del Premio Marco Sartori, in memoria del presidente Inail recentemente scomparso.

Menzione speciale per “Burnout” di Alessandro Lovecchio di Bussero (Milano), un corto di quasi 13 minuti dedicato allo stress da lavoro. Un uomo, con il suo lavoro, la sua famiglia, le sue abitudini, comprende che lo stress può essere un pericoloso nemico e che, contro di esso, si devono mettere in campo i rapporti umani ed interessi che rendano la vita più varia.

Un piccolo capolavoro, invece, il vincitore del concorso, un corto che ha preso spunto da un incidente sul lavoro verificatosi ad una ventiquattrenne che lavorava all’Helvetia di Cardano al Campo: si tratta di “Voglio solo sognare” di Riccardo Rudi, di Ponte dell’Olio (Pc), che ha vinto duemila euro. Una fabbrica idilliaca, con operai nudi come Adamo ed Eva, collaborativi e sereni, un sogno in bianco e nero, con la melodia del Tristano e Isotta come sottofondo. Dal bianco e nero al colore, un operaio, in tuta blu, si mostra, all’improvviso, vittima di un incidente al braccio. Il protagonista si sveglia nel suo letto e mostra a sua volta un braccio leso da un incidente.

Un’iniziativa interessante, che ha visto alla premiazione l’intervento del presidente della Provincia, Dario Galli, del presidente dell’Opp varesino Fabrizio Ferrari, del professor Michele Lepore, una vera autorità sul fronte della sicurezza sul lavoro, di Andrea Castellanza, regista e direttore dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio e di Massimo De Felice, presidente nazionale dell’Inail. Presenti alla premiazione anche il papà di Marco Sartori, Renato, e il fratello Franco.

Presente anche Roberto Maroni, segretario della Lega Nord. Da lui un ricordo dell’amico Marco Sartori: “E’ stato il primo presidente dell’Inail non proveniente dalla burocrazia romana. Un leghista vero, si vedeva che veniva da Varese, un leghista con il cuore e con la testa. Nei primi anni Novanta c’erano tanti leghisti “centravanti di sfondamento”, ma non era il caso di Sartori, che portava la maglia col numero dieci, capace di assist, con la capacità di vedere lontano”.

8 novembre 2012
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