Varese

La Lega Nord al Pdl Galparoli: vieni con noi oppure lascia la politica

Il Pdl Piero Galparoli

Sabato 10 novembre la Lega Nord sezione di Varese torna in piazza per sensibilizzare i cittadini sulla necessità che la città giardino resti capoluogo e per proseguire nella raccolta firme che chiede di istituire un referendum per le scelte a livello europeo, per tenere il 75% delle tasse sul territorio e per confermare o meno leggi tributarie.

L’appuntamento è in piazza Monte Grappa, dalle 9 alle 18, con il segretario cittadino Marco Pinti e nel pomeriggio con il segretario provinciale Matteo Bianchi.

Finora, circa il voto-sondaggio leghista che chiede se Varese deve rimanere capoluogo, sui tremila firmatari il 98% ha detto che l’autonomia di Varese deve essere salvaguardata. La Lega chiederà ai cittadini di fare “pressione” sui parlamentari varesini di Pd, Pdl e Udc ( Daniele Marantelli, Pd; Paolo Rossi, Pd; Luca Volontè, Udc e Antonio Tomassini del Pdl), nonchè sul presidente del Consiglio, il “varesino” Mario Monti, scrivendo la propria contrarietà sulle pagine Facebook dei politici, in modo da convincerli a votare contro quando il Decreto dovrà essere convertito in Legge in Parlamento.

Ma sabato sarà anche la giornata in cui in piazza del Podestà, al mattino, il comitato “Varese mai con Como”, animato da Piero Galparoli, consigliere comunale e assessore provinciale del Pdl, chiamerà i cittadini a raccolta per protestare contro i danni che derivano dalla perdita del ruolo di capoluogo.

“Il fatto inquietante è che Galparoli sia l’unico esponente del Pdl a prendere questa posizione in un partito che si vanta, o vantava, di essere il primo in provincia di Varese – commenta il segretario cittadino della Lega Nord Marco Pinti -. Galparoli è l’emblema della dissociazione e dello sgretolamento del Pdl. Se, come credo, resterà isolato, a lui dico di aderire a una lista civica che sosterrà Robero Maroni alle prossime elezioni regionali, oppure di lasciare la politica. In ogni caso, prenda atto che il suo è un partito “bollito”".

Poi, una “sfida”:”Considerato che Galparoli si batte per Varese capoluogo, gli consiglierei di invitare i partecipanti alla sua manifestazione a scrivere anch’essi tutta la loro contrarietà sui profili Facebook dei parlamentari varesini. Ovviamente quelli che sul territorio dicono una cosa e a Roma sostengono il Governo Monti che vuole togliere il capoluogo a Varese”.

 

8 novembre 2012
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11 commenti a “La Lega Nord al Pdl Galparoli: vieni con noi oppure lascia la politica

  1. Marco Romano il 8 novembre 2012, ore 21:16

    Sono d’accordo con Pinti. Oppure Galparoli potrà partecipare alle primarie che sta organizzando Agorà in provincia di Varese. La differenza è che i primi sono vecchi i secondi rappresentano la novità.

  2. Bruno Belli il 9 novembre 2012, ore 13:10

    Auguro a Marco Pinti di potere riuscire nell’intento di mantenere Varese ad uno “status quo” come città e territorio (anche se dubtio che Galparoli rappresenti, come scrive il nostro lettore Romano, la “novità”, perchè se Galparoli fosse “nuovo” politicamente parlando, io avrei smesso la crosta lattea questa mattina…).

    Il problema vero è che al “varesino” Monti succitato, presidente del Consiglio, di Varese non frega alcunché, altrimenti si sarebbe speso per “modificare” diversamente l’attuale decreto che già deroga l’iniziale impostazione che avrebbe dovuto prevedere l’abolizione di tutte le Provincie.
    (Per altro, io continuo a pensare che sarebbe meglio abolire le Regioni e non le Provincie, ma questeo è un altro discorso…)

    A Mario Monti importa solo di lavorare per mantenere lo “status quo ante” dei pochi circoli che detengono i massimi capitali europei (banche, determinate multinazionali, associazioni di bancari e di economisti che fanno da consulenti alle suddette, ecc) e di Frau Merkel che dispone dell’Europa (che piaccia, o no, di fatto è questo che avviene: c’è un paese che “indirizza” gli altri, senza che si mantenga quell’essere “paritario”, determinante in ogni coalizione di matrice “federalista”, come si vorrebbe – a parole – l’Europa stessa).

    Monti dispone, così, in barba alle effettive esigenze, richieste e difficolta dei cittadini italiani meno tutelati che per il Professore sono NUMERI e non INDIVIDUI, in ossequio alla sua mente “economista – manageriale”, l’esatto opposto di quello che dovrebbe essere la mente di una persona chiamata a governare un paese in modo equilibrato.
    Spiace, poi, vedere come fingano di non accorgersene tutti i partiti, ed in primis coloro che si dicono dalla parte del “popolo” (di fatto, il più vessato, bistrattato e violentato), gli esponenti del PD che mi paiono “infinocchiare” il popolo stesso.

    Quindi, mi auguro che Pinti possa riuscire, ma io dispererei…a meno che Monti non se ne esca dalla poltica: altra fatto impossibile – allo stato delle cose – perchè è stato nominato “Senatore a vita”, altra carica lautamente ricompensata, inutile ed obsoleta, come l’intero Senato, se proprio volessimo realmente RIQUALIFICARE l’Italia.

  3. a.g. il 9 novembre 2012, ore 14:03

    Non entro nel merito dei contenuti dell’azione del governo Monti: non sono abituato a semplificare troppo. Tuttavia devo rimarcare che si rimuove costantemente il motivo per cui Monti è spuntato: il Paese era sull’orlo del baratro, ci sbertucciavano, ci ridicolizzavano all’estero. E dato che i partiti sapevano che la pillola da ingerire era grossa ed indigesta, hanno pensato a qualcuno che potesse fare il lavoro sporco. Non dimentichiamoci di tutto questo, soprattutto i leghisti che – qualcuno mi avrebbe detto, o così almeno mi pare – al governo sono stati insieme a Berlusconi fino all’ultimo secondo, senza troppi “se” e senza troppi “ma”…evidentemente hanno la memoria corta. Io, invece, no.

  4. Bruno Belli il 9 novembre 2012, ore 15:54

    Caro Direttore,
    dato che rimarchi che si rimuove il motivo della “venuta” di Monti, mi piace semplicemente farti notare che l’azione dell’attuale governo – al di là del fatto che i problemi erano stati precedentemente ignorati dalla coalizione tra PDL e LEGA, come ho sempre scritto – aveva la possibilità di agire anche in altro modo.

    Ad esempio, Monti ha bellamente ignorato la linea “dura” sul delicato capitolo della tassa “patrimoniale” (da mettere, certo, non sul patrimonio “attivo”, aziende, ecc, ma su quello del “capitale”, immobili, azioni, depostiti, ecc), facendo ricadere così un buon 2/3 del sacrificio nazionale sui cittadini meno abbienti.

    Quanto al fatto degli sbeffeggiamenti, gli Italiani hanno le spalle grosse in materia, giacchè altri Europei ci si misero molto prima del Metternich a considerarci da sempre un paese di “commedianti” sui quali non basare alcuna fiducia.
    Ricordi lo stesso Italiano Guicciardini? “Se fiderai negli Italiani avrai sempre delusione”.

    Monti non risolverà un bel niente, perchè dobbiamo prima imparare che non esiste nessun uomo taumaturgico atto a risolvere i problemi in modo assoluto, quanto piuttosto ci sarebbe bisogno una reale partecipazione alla vita attiva dei cittadini stessi.

    A proposito, è di oggi la notizia da parte della “cara Europa”, unita solo quando conviene a taluni, che 5 Paesi (Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna) bloccano gli aiuti UE all’Emilia Romagna per il terremoto.

    Questo nonostante l”affidabile e blasonato GOVERNO MONTI… Che dire di più?

  5. a.g. il 9 novembre 2012, ore 17:12

    Caro Bruni, Monti non è un taumaturgo, non credo nei taumaturghi, ma credo an cora meno in chi confonde la politica con le cene eleganti…e ancora meno in chi si affida al dio Po…

  6. Bruno Belli il 9 novembre 2012, ore 20:33

    Caro Direttore,
    sottoscrivo quanto tu affermi.
    Anzi, io devo aggiungere che io credo ancora meno a tutti i politici, anzi, alla politica in generale, o meglio, a certa attuale (e di poco passata) politica, che sia di sinistra, di centro, o di destra.
    Ma non sono nemmeno per l’ “antipolitca” che produce i medesimi danni della prima.

    Forse non vorrei tanti partiti, il vero dannno della politica italiana, come già ipotizzava Quintino Sella nel 1874: “Forse il più grande pericolo per le istituzioni costituzionali sta nel frazionamento degli uomini politici in molti partiti…la causa precipua della grandezza e della prosperità a cui il parlamentarismo portò alcuni paesi sta nella divisione dei rappresentanti della nazione in due soli partiti. Mi basta citare due nomi, Spagna ed Inghilterra (Discorsi politici, tomo V, pag. 872).

    Per cambiare l’Italia si dovrebbe nuovamente fondare da capo.
    Certi pensatori dell’ottocento, letti senza pregiudizio – ci mettiamo Mazzini, Cattaneo, Ferrari, Montanelli, ecc. – aiuterebbero…
    Sì, sulla politica, vale l’adagio di Bartali: “L’è tutto da rifare”.

  7. Franti il 10 novembre 2012, ore 13:05

    Belli risponde che per cambiare,l’Italia si dovrebbe nuovamente fondare da capo-
    Non ci sarà nessun nuovo sistema di rappresentanza capace di cambiare qualcosa se non cambiano gli italiani, in generale. Non voglio dar ragione a Bartali.
    Mazzini è morto da clandestino in Italia. La borghesia del Sud abbraccio’ l’idea di unità d’Italia sotto i Savoia perchè il pericolo di una rivoluzione popolare contadina sarebbe stata mortale. Sicilia e Calabria eran polveriere. In questo benedetto paese è importante esser piu’ furbo del vicino. Poi si ragiona sempre sul particulare, sulla picciola bega di paese. Varese capoluogo si, Varese capoluogo no mentre intorno brucia l’inferno. E poi basta con queste raccolte di firme, petizioni, appelli che servono solo a chi le firme le raccoglie per avere visibilità e a volte per specularci sopra. Per i referendum ammessi c’è infatti un bel rimborso, tipo rimborso ai partiti, per i comitati promotori.

  8. Bruno Belli il 10 novembre 2012, ore 15:36

    Ringrazio @Franti per il post e per avere compreso a fondo la mia “polemica”.
    Forse non casualemnte parla dell’intresse “particolare” dell’Italiano comune che, guarda caso, proprio il Guicciardini – che mi sono permesseo di citare – già indicava con l’arcaico uso della “u” (“particulare”).

    Condivido che debbano cambiare gli Italiani.
    Credo anche, ad ogni modo, che una parte di essi stia già mutando coscienza.

    Credo in coloro che leggono le notizie e che si documentano per ragionare, infine, con la propria testa – un esempio sono i lettori come Lei e gli altri di questo “Varesereport” che è una salutare mosca bianca nel grigio panorama varesino.

    Se non fossi convinto di questo su molti cittadini, non seguiterei a sbracciarmi ed a sgolarmi per riceverne, in cambio, assai spesso, contradditorio ed anche, talora “insulti” (che, ovviamente, non spostano di un “ette” la mia volontà).

  9. Franti il 10 novembre 2012, ore 16:56

    @Belli. Chiedo e mi chiedo perchè questo giornale non provveda a coinvolgere i piu’ noti ed assidui frequentatori per dei Blog o meglio(?) ancora delle rubriche fisse.
    Belli e Diaferia dimostrano, a mio modesto parere, competenza e grande forza combattiva,sempre ben documentati. Sulle ultime vicende di Villa Mylius con l’intervento richiesto a Legambiente e Ciclocittà, questo giornale ha creato ” un sano casino ” al punto che prevedo un ritiro definitivo dell’insano progetto di parcheggiare nei parchi. Il dibattito mi pare si mantenga quasi sempre su livelli civili malgrado la polemica sia a volte animosa e alimentata da politici in cerca di visibilità dove invece sarebbe piu’ utile la riflessione, la sostanza, gli atti e non la propaganda. Sono contrario ai referendum via internet, facilmente manipolati da chi ha interesse fuori- I politici facciano delle scelte, son stati eletti per questo e si assumano la responsabilità piena di cio’ che fanno e non fanno, soprattutto. C’è un Consiglio comunale, una giunta, il Sindaco. La sede è quella per prendere decisioni, per fare e purtroppo non fare. @Belli riceve ” insulti” a volte, ma non si puo’ pensare di esser scomodi e nello stesso tempo adulati. Si rimane afflitti quando le scelte e le tesi non hanno sostegno logico e culturale ma comunque diamo atto a qualche amministratore di degnarsi di rispondere ed intervenire. Leggo Varese Report perchè trovo indipendenza e libertà di giudizio e sempre interventi esterni che hanno il pregio di stimolare la mente.Crescerete, mi auguro.

  10. Bruno Belli il 11 novembre 2012, ore 13:56

    Gentile Franti (che, nell’ultimo post è più simile a Garrone, ma tutti abbiamo in noi un po’ di “Cuore”), rivolga non a me, ma al Direttore la Sua domanda, poichè è solo Lui che Le può rispondere.

    Da parte mia la disponibilità é massima ed è già “in fieri” ed il direttore ne è a conoscenza diretta: con Andrea Giacometti, già alcuni mesi fa, discutemmo di certi “ammenicoli” da “superare”.

    Noi Varesini abbiamo la fortuna di avere un persona preparatissima, per l’appunto Andrea Giacometti, che ha creato un giornale quoridiano telematico molto particolare, possibile di sviluppi, senza dubbio così peculiare da poter diventare una “pietra di paragone” non solo sul terriotorio.

    Ora è Andrea Giacometti che dovrebbe decidersi ad “osare” il passo successivo, perchè io so che ne è assolutamente in grado: ci sono, però, determinati “ammenicoli”, come accennavo prima, da studiarsi, ma superabili, ad ogni modo.

    Ripeto: è a Lui che deve rivolgere le Sue domande.
    Non ho alcuna qualifica per fornirle io una risposta esauriente.
    Posso solo ringraziarla per la fiducia e credo che anche Ombretta Diaferia Le sia grata.
    Cordialemente.
    Bruno Belli.

  11. Franti il 11 novembre 2012, ore 19:33

    Mi son rivolto a Belli e Diaferia perchè se non sono disponibili loro Varese Report non puo’ forzarli con le armi in pugno. O si?
    Il direttore Giacometti ed il giornale sapran bene come fare.
    Saluti da Garrone.

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