Varese

Riportare Chiara al cinema, Maestri presenta il suo sogno da 2 milioni

 

L’attrice luinese Sarah Maestri

Si chiamerà “Il pretore” la pellicola presentata questa mattina in anteprima nazionale, presso Villa Recalcati, che sarà ricavata dal romanzo di Piero Chiara “Il pretore di Cuvio”, che uscì dalla Mondadori nel 1973. Un’operazione complessa, difficile, che a tratti appare anche velleitaria, quella lanciata oggi, alla presenza di un folto parterre di politici locali (tutti di Lega e Pdl), presso la sede della Provincia di Varese.

“Regista” della traduzione del romanzo di Chiara in immagini è la giovane attrice luinese Sarah Maestri, entusiasta e appassionata, non inconsapevole della difficoltà dell’iniziativa. Per realizzarla l’attrice ha fondato una casa di produzione cinematografica, la Chichinscì srl, nell’ottobre del 2011, e ha opzionato i diritti del romanzo di Chiara dalla Mondadori. Le prime risorse economiche per il progetto sono uscite dalle tasche della stessa Maestri. Teniamo però presente che la pellicola costa complessivamente sui due milioni di euro (il primo preventivo parlava di un budget di tre milioni di euro). La sceneggiatura è curata dai fratelli Gentili e supervisionata da Roncoroni, mentre la regia sarà affidata al giovane Toni Trupia.

L’attrice, insieme a Federico Roncoroni, esecutore testamentario dello scrittore luinese, ha tratteggiato il progetto, che si concretizzerebbe, il prossimo anno, in concomitanza con il centenario della nascita di Piero Chiara. Come dice la Maestri, sono due anni che sta lavorando al progetto: a dicembre cast completato, entro marzo riprese tra Luino e Varese. Dopo due anni di lavoro, però, una serie di rapporti, coltivati soprattutto sul fronte istituzionale e politico, corrono il rischio di essere messi in discussione. ”Si parla oggi della fine della Province, la Regione è andata in crisi, la stessa Camera di commercio di Varese ha cambiato il suo vertice”. Forti i rapporti con questo mondo, in particolare con la Provincia di Varese.

Il primo ad intervenire alla presentazione è infatti il presidente della Provincia, Dario Galli. Apprezza, degli spezzoni di film di Chiara proposti, da Lattuada a Risi, ”la bella parlata lombarda, che non si sente più nei film di oggi”. E riconosce al progetto della Maestri “la voglia di riportare Varese agli antichi fasti”. Evidentemente la Provincia crede parecchio nel progetto portato avanti dall’attrice: da Villa Recalcati sono arrivati al progetto 80 mila euro. Villa Recalcati, per la pellicola e per tutta una serie di iniziative collaterali, partecipa ad un bando della Fondazione Cariplo da 160 mila euro. Solo l’opzione dei diritti del libro sarebbe costata sui 70 mila euro. Ma non c’è solo la Provincia. Ci sono anche i Comuni, quello di Varese, quello di Luino. Per quanto riguarda il Comune di Varese gira da tempo la notizia che le risorse spese da Palazzo Estense per quella modesta manifestazione che è stata “Varese Cinema” (parliamo di 39 mila euro) sarebbero state travasate in questa operazione. Si sta lavorando anche ad una co-produzione con la Televisione della Svizzera Italiana. Non mancano anche altre realtà a fare da cornice, dall’associazione degli Amici di Piero Chiara a Terra Insubre.

Resta poi tutto il mondo privato, come ammette la Maestri, che infatti ha organizzato, per il 16 novembre, un incontro con gli imprenditori presso la Camera di commercio di Varese. Ma non sarà facile trovare risorse in questo mondo, se si pensa alle pesanti indagini congiunturali che continuano ad uscire da ente camerale e Unione industriali.

 

7 novembre 2012
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