Bruxelles

La Pdl Comi rilancia: più tutele per i nostri lavoratori frontalieri

 

L’eurodeputata Comi

Torna in campo la questione dei lavoratori frontalieri. A prendere una posizione forte è l’europarlamentare Pdl, Lara Comi. “Tra la Svizzera e la Ue serve un’intesa a 360 gradi su tutta una serie di questioni. E mi auguro che si insista su questa posizione nel prossime vertice che si terrà con Berna nelle prossime settimane. Non possiamo accettare di stringere accordi tematici, magari solo nel settore elettrico, secondo la proposta elvetica, mentre si continua a tergiversare su altri problemi importanti. Uno di questi riguarda 55 mila frontalieri. Sul punto ho chiesto al massimo dirigente di Catherine Ashton che venga affrontata la vicenda, in particolare che vengano salvaguardati gli aspetti previdenziali, fiscali e sanitari di migliaia di lavoratori lombardi. Recentemente, per esempio, si è determinata una situazione di poca chiarezza sul trattamento di disoccupazione. C’è poi da difendere l’aliquota relativa ai ristorni, attualmente al 38%, contro l’ipotesi, che recentemente era stata ventilata dalla Confederazione elvetica, di ridurla al 12%. Il che significherebbe mettere in ginocchio i Comuni lombardi di confine, già oggi in difficoltà con i bilanci, che non potrebbero più garantire i servizi ai cittadini”.

La Comi oggi è stata invitata a partecipare alla seduta della commissione Affari esteri come membro aggiunto, in quanto si è occupata a vario titolo delle questioni legate ai rapporti tra Svizzera e Italia nella commissione Imco di cui fa parte. Era presente David O’Sullivan, direttore generale operativo dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Catherine Ashton.

“A dicembre – continua l’eurodeputata Comi – ricorre il ventennale del no della Svizzera allo Spazio economico europeo. Potremmo celebrare quell’anniversario chiudendo il trattato sulla tassazione dei capitali che giacciono nelle banche elvetiche sulla scorta di analoghi accordi, per esempio quello stipulato dalla Germania. Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, dice che siamo in fase avanzata. Mi auguro che i fondi, stimati in 150 miliardi, nel frattempo non abbiano preso il volo per Singapore”.

 

7 novembre 2012
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