Economia

Congiunturale Univa, un bollettino di guerra per l’economia varesina

I timori ed i segnali di un rallentamento congiunturale che erano emersi a fine giugno si sono concretizzati al rientro dalla pausa estiva: è questa la conclusione a cui arriva l’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese relativa al terzo trimestre del 2012.

LO SCENARIO. Il difficile panorama europeo e la recessione a livello nazionale hanno avuto ripercussioni anche sulla congiuntura del sistema manifatturiero varesino.

I timori di un rallentamento emersi nelle previsioni della scorsa rilevazione chiusa a fine giugno si sono progressivamente concretizzati: il terzo trimestre dell’anno, già per sua natura meno dinamico rispetto agli altri per fattori stagionali tipici del periodo estivo, ha registrato un progressivo deterioramento delle performance delle imprese varesine.

Su questo peggioramento congiunturale pesa, in particolare, il minor dinamismo del commercio internazionale, il cui andamento è previsto possa assestarsi nel 2012 con un aumento medio del 2,5% contro il ben più consistente +6,3% registrato del 2011. Fino a questo momento l’export aveva rappresentato l’unica variabile economica di tenuta di fronte alla debolezza dei consumi ed investimenti interni. Un rallentamento nel ritmo di crescita degli scambi globali ha, così, inevitabili conseguenze anche sui livelli della produzione industriale a livello locale. Non sono ancora disponibili i dati provinciali di commercio estero riferiti al terzo trimestre, ma gli effetti del minor dinamismo sono visibili in parte già in quelli del secondo trimestre dell’anno, caratterizzato da un export varesino ancora in crescita, ma a tassi inferiori rispetto ai primi tre mesi del 2012. Con la possibilità di un lento recupero previsto a partire dalla fine dell’anno grazie all’attesa ripresa e accelerazione del commercio internazionale.

LA PRODUZIONE INDUSTRIALE IN PROVINCIA DI VARESE. I segnali più evidenti di questo peggioramento congiunturale sono visibili nella rilevazione sull’andamento della produzione: dopo i primi due trimestri dell’anno orientati ad una stabilità, il terzo trimestre è stato caratterizzato da una flessione dei livelli produttivi rispetto alla rilevazione precedente. La maggior parte delle imprese intervistate (70%) ha, infatti, segnalato un peggioramento nella produzione rispetto al secondo trimestre dell’anno, contro il 24% che ha registrato una situazione di stabilità e soltanto il 6% che ha dichiarato una crescita. Risultano in maggior sofferenza le produzioni orientate al mercato del consumo finale e quelle con ordini a medio-breve termine che sono più esposte al calo congiunturale degli ordinativi sia interni che esteri.

LE ASPETTATIVE DELLE IMPRESE. Le previsioni per i prossimi mesi sono caratterizzate da un alto grado di volatilità e risentono del clima generale di incertezza dell’economia italiana ed europea. Tuttavia, incorporando già in parte le attese di un’accelerazione del commercio internazionale e le potenziali necessità di ricostruire scorte di magazzino da parte di alcuni clienti, risultando meno pessimiste rispetto alla scorsa rilevazione ed orientate ad una stabilizzazione dello scenario. La maggior parte delle imprese del campione infatti (64%) si attende un mantenimento dei livelli produttivi attuali, il 14% un miglioramento e il 22% un peggioramento.

GLI ORDINI. La dinamica del portafoglio ordini segna un peggioramento congiunturale. Negli scorsi mesi si era dimostrato fondamentale per la tenuta degli ordinativi il contributo della domanda estera che aveva compensato le debolezze degli ordini provenienti dal mercato nazionale. Il rallentamento del commercio internazionale ha quindi portato nel terzo trimestre del 2012 ad una flessione anche degli ordinativi esteri oltre che di quelli interni, con ripercussioni sul dato complessivo: il 67% degli intervistati ha registrato un calo degli ordini rispetto al trimestre precedente, il 16% un incremento e il 17% una loro stabilizzazione.

IL MERCATO DEL LAVORO. Con riguardo al mercato del lavoro, le ore di Cassa Integrazione Ordinaria (Cigo) autorizzate nel comparto industriale nel terzo trimestre del 2012 sono state 4.960.385, in riduzione del 7% rispetto al secondo trimestre dell’anno, ma in aumento dell’84,8% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il progressivo peggioramento del quadro congiunturale sta, infatti, avendo ripercussioni anche sul mercato del lavoro.

Guardando all’intero periodo cumulato gennaio-settembre 2012 sono state autorizzate, sempre con riferimento al comparto industriale, 14.971.376 ore di Cigo, in aumento del 47% rispetto allo stesso periodo del 2011. L’incremento registrato nei primi nove mesi del 2012 è generalizzato, anche se con diversa intensità, in tutti i principali settori ad eccezione del chimico e farmaceutico che ha invece visto una riduzione del numero di ore di Cigo autorizzate.

Analizzando, sempre con riferimento al comparto industriale, l’andamento anche degli altri ammortizzatori sociali nei primi nove mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011, si evidenzia, invece, un calo delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) pari a -13,6% ed in deroga, pari a -38,4%.

Complessivamente (considerando Cigo, Cigs, deroga) da gennaio a settembre 2012 sono state autorizzate 23.214.685 ore, il 15,1% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’IMPORT-EXPORT VARESINO DEL PRIMO SEMESTRE. Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino relativi al primo semestre 2012 mostrano una crescita degli scambi commerciali in uscita accompagnata da una flessione delle importazioni. Da gennaio a giugno 2012 si è, infatti, registrato un incremento dell’export dell’8,1% (in gran parte attribuibile alle buone performance del settore metalmeccanico) rispetto allo stesso periodo del 2011, che ha portato le esportazioni a raggiungere 4.948 milioni di euro. Le importazioni nello stesso intervallo di tempo hanno, invece, registrato una contrazione del 12,3%, risultando pari a 2.940 milioni di euro. Queste dinamiche dei flussi commerciali hanno portato un saldo commerciale positivo (+2.008 milioni di euro) ed in crescita rispetto al primo semestre del 2011 (+63,8%).

Tuttavia, come anticipato, pur registrando nell’intero primo semestre risultati complessivamente buoni, nel periodo andato da aprile a giugno si è cominciato ad assistere a ritmi di crescita più spuntati: mentre i primi tre mesi del 2012 sono stati caratterizzati da un maggior dinamismo (+12,6% rispetto al primo trimestre 2011), nel secondo trimestre di quest’anno si è registrata una decelerazione nella crescita dell’export (+4,2% la variazione da aprile a giugno 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011). Questo andamento è l’esito del deterioramento del tasso di crescita del commercio internazionale avvenuto nei mesi estivi. Si prevede che il commercio internazionale possa ritornare a ritmi più sostenuti di crescita già nei prossimi mesi con effetti positivi anche per il nostro territorio.

Sotto l’aspetto della dinamica, i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno reagito in modo differente al rallentamento del commercio internazionale: ancora in crescita, seppur con delle differenziazioni a livello di comparto e di intensità, le esportazioni nei settori metalmeccanico e chimico e farmaceutico; sostanzialmente in linea con i valori del primo semestre 2011 invece l’export dei settori tessile-abbigliamento e gomma e materie plastiche, che hanno risentito maggiormente del rallentamento in corso nel commercio internazionale.

Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita del +10,4%, a fronte di una contrazione delle importazioni (-3,7%%); analizzando i comparti, nella metallurgia e nell’aerospaziale si sono registrati i miglioramenti più consistenti delle esportazioni, mentre è in flessione l’export di apparecchiature elettriche e per uso domestico.

In moderata crescita anche le esportazioni (+1,3%) del chimico e farmaceutico, mentre sono in significativo calo le importazioni (-24,6%).

Nel settore tessile-abbigliamento è il comparto tessile a registrare una contrazione nei flussi di export (-3,3%), a fronte di una tenuta e crescita dei valori riferiti ai prodotti di abbigliamento (+5,2%). Queste dinamiche hanno portato ad una variazione complessiva nel settore del -0,4% nei primi sei mesi del 2012. Le importazioni hanno invece registrato una contrazione del 18,1%.

Nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una variazione del -0,2% delle esportazioni (esito di una flessione dell’export dei prodotti in gomma ed della tenuta degli articoli in materie plastiche) e del -8,3% delle importazioni.

Per quanto riguarda i mercati di riferimento delle esportazioni varesine si evidenzia nel primo semestre del 2012 ancora una crescita sostenuta dei flussi verso alcune aree in via di sviluppo, in particolare verso l’Africa l’export è quasi raddoppiato (+85%) arrivando a rappresentare il 6,8% del totale varesino, verso il Medio Oriente la crescita è stata del +51%, così come si sono registrate variazioni positive significative verso alcuni paesi emergenti europei non appartenenti all’Unione Europea (verso la Russia +31,2% e verso la Turchia +26,1%). Tuttavia segnali del rallentamento del commercio internazionale sono visibili già nei dati di fine giugno nelle esportazioni verso l’Asia Orientale (-10,2%), effetto della decelerazione nella crescita della Cina.

 

 

 

 

 

 

 

5 novembre 2012
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Un commento a “Congiunturale Univa, un bollettino di guerra per l’economia varesina

  1. marco aletti il 6 novembre 2012, ore 11:42

    la crisi c’è per tutti.
    In Italia le imprese sono lasciate in balia di se stesse, contando solo sui sacrifici di datori di lavoro ed operai, spremuti oltre ogni limite.
    Da anni non esiste una politica industriale
    In una situazione drammatica, Varese riesce a fare ancora peggio
    La classe politica locale, oltre a non conosce neppure il significato della parola “industria” o “impresa”, si distingue per ignoranza, superficialità e menefreghismo.
    Di più! dimostra con le azioni e le omissioni di voler eliminare le imprese dal comune di Varese, ignorandone le conseguenze.
    Oltre la crisi, sappiamo dunque chi ringraziare.

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