Economia

Congiunturale Cdc, occupazione provinciale ancora in caduta libera

Continua la crisi e si confermano i segni meno nella congiunturale relativa al terzo trimestre realizzata dalla Camera di commerco di Varese, per quanto a livello regionale Varese si difende. La caduta produttiva del Sistema Varese sembra rallentare: se i dati resi noti oggi dalla Camera di Commercio sulla base dell’analisi Unioncamere evidenziano ancora un tasso di variazione della produzione negativo, il – 2,2% registrato nel terzo trimestre ’12 appare comunque migliore di quanto emerso nella prima parte dell’anno e, soprattutto, di quanto evidenziato dalle altre province lombarde.

Pur avendo sempre il segno meno, Varese si colloca infatti al vertice di una classifica regionale dove il dato peggiore è quello di Lodi (-8,3%) e la media è del -5,5% rispetto alla produzione dell’analogo periodo luglio-settembre 2011. Troppo presto per parlare d’inversione di tendenza e di comparsa di qualche spiraglio d’uscita dalla crisi? Probabilmente sì, anche se da parte degli operatori interpellati per l’indagine congiunturale sembra emergere un clima di moderato mutamento dello scenario: quasi il 20% degli imprenditori si aspetta un aumento produttivo nel prossimo trimestre.

Un altro segnale di ritorno a una seppur flebile fiducia è la tendenza all’aumento del numero delle imprese attive, cresciuto di circa 400 unità da marzo a settembre (attualmente 64.303).

Il settore che ha maggiormente contribuito a rallentare la caduta appare essere la Meccanica, ritornata in segno positivo (+2,7% nella propria produzione), seguita dai mezzi di trasporto (+0,9%). In generale, a sostenere il dato di Varese migliore rispetto al resto della Lombardia hanno contribuito il mix produttivo del nostro territorio, piuttosto diversificato con alcuni settori che questa volta hanno saputo compensare le difficoltà di altri, e la forte propensione alle produzioni ad alto contenuto high tech. Un elemento, quest’ultimo, che caratterizza soprattutto i prodotti destinati all’export, pari a quasi il 60% del totale.

La capacità di penetrazione sui mercati internazionali è quindi cresciuta anche nella prima parte del 2012: complessivamente tra gennaio e giugno, le imprese varesine hanno migliorato il commercio estero dell’8,1% avvicinandosi a una cifra complessiva pari a 5 miliardi di euro. Per quanto riguarda i Paesi di destinazione dell’export, i dati confermano che è ripartita la domanda degli Stati Uniti (+12,6%) mentre il Brasile appare in rallentamento (-2,2%).

Tra i Paesi europei crescono le esportazioni soprattutto verso la Russia (+31,6%) e la Turchia (+26,1%) ma l’andamento è positivo anche verso i partner europei tradizionali (Svizzera +21,4%, Regno Unito +11,4%, Spagna +6% e Germania +3,2%). Sul versante orientale, invece, perde quota l’export verso il Giappone (-30,5%) mentre risulta in crescita quello verso la Cina (+12,9%).

Da segnalare, in questo trimestre, è anche il riallineamento dell’artigianato varesino alla situazione regionale: il comparto, che nel trimestre precedente aveva sofferto una contrazione produttiva di addirittura il 12,5%, ora ha fermato la sua discesa a -8%, in media con il dato lombardo (-8,4%).

Su tutto però domina la preoccupazione per una situazione del mercato del lavoro dai toni sempre più aspri: a livello provinciale la disoccupazione nel 2011 era già salita al 7,7% e le stime ad inizio 2012 segnalano addirittura un peggioramento con 39mila persone in cerca di lavoro nel primo trimestre dell’anno (32mila il dato medio del 2011). La mobilità è così in aumento: le ultime cifre parlano di 8.763 espulsi dal mercato del lavoro al 30 settembre. In questo contesto, la cassa integrazione guadagni raggiunge quota 27 milioni di ore autorizzate tra gennaio e settembre 2012 (+13,7%) rispetto allo stesso periodo del 2011, denotando le difficoltà che ancora molte imprese stanno vivendo.

 

30 ottobre 2012
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