Varese

Anpi Varese, sì a cancellare cittadinanza a Mussolini. Attacco a Clerici

La Sezione Anpi di Varese ringrazia Luca Conte, vice-capogruppo del PD in consiglio comunale, per aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica la mancata cancellazione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

“Anpi appoggia la mozione presentata dal Consigliere Conte per revocare tale immeritata benemerenza – dichiara Alessandra Pessina, presidente della Sezione varesina dell’Anpi – e chiede a tutti i capogruppo e al Consiglio Comunale di Varese di accoglierla, in nome di quella lotta di Resistenza combattuta dalle forze democratiche italiane, unite nel Comitato di Liberazione Nazionale, che ridiede al popolo italiano pace, libertà e democrazia. Valori conquistati con il sacrificio della vita dimolti nostri partigiani e molte nostre partigiane e sanciti, nel 1948, nella Costituzione della Repubblica Italiana”.

Continua Pessina: “Convinti che la storia non si possa e non si debba né riscrivere, né ripetere, ma che anzi debba ergersi amonito per il presente e per il futuro, come Anpi chiediamo alla città di Varese di prendere le distanze, ora e sempre, da ogni forma di revisionismo storico e da ogni iniziativa che, più o meno celatamente,presti il fianco a ricordare e ad esaltare personaggi e ricorrenze sconfitti dalla Storia. Come Anpi, riconoscendoci nei valori della Costituzione ed anche nelle sue norme che vietano la ricostituzione di un partito fascista, invitiamo tutti gli antifascisti e le antifasciste a mantenere altal’indignazione e la protesta di fronte alle sempre più numerose derive fasciste che inquinano il nostro Paese e la nostra provincia, come la cena di celebrazione della “marcia su Roma”, mantenendo la memoria dei valori della Resistenza e ricordando i disastri del fascismo: guerre, morti, repressioni e deportazioni”.

“In questo senso apprezzeremmo che l’Assessore Clerici si occupasse delle materie a lui assegnate dal Sindaco, invece di attivarsi per dedicare spazi pubblici ad esponenti di primo piano del regime fascista (come non ricordare i giardinetti del Liceo Classico “Cairoli” intitolati a Gentile) o a commentare episodi bellici invertendone il significato storico, come nel caso dei bombardamenti su Aermacchi.

30 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

15 commenti a “Anpi Varese, sì a cancellare cittadinanza a Mussolini. Attacco a Clerici

  1. Bruno Belli il 30 ottobre 2012, ore 13:22

    Il revisionismo storico è già in corso, anche da parte di chi si erge a depositario di una presunta ragione.
    Se proprio desideriamo essere corretti sulla storia – quella che non è nè di destra, nè di sinistra – possiamo indicare che non solo i fascisti ed i repubblichini si sono macchiati di violenze, ma gli stessi partigiani: vedasi Foibe, ecc.ecc.

    Purtroppo, quando una guerra è in atto, gli errori aumentano in modo esponenziale tanto da una parte, quanto dall’altra, sempre.

    Forse, proprio in nome di quella Libertà che è sopra delle parti, sarebbe meglio che anche l’ANPI, così come Clerici, se vogliamo, e quanti altri ricordassero una frase motlo vecchia – la scrisse un certo Tacito, circa 1900 anni fa – che resta esemplare: “Hanno fatto un DESERTO e lo hanno chiamato PACE”.

    Quindi, meglio sarebbe – all’alba del 2013 – piantarla con la guerriglia tra “bravi” e “cattivi”, una volta per tutte, traendo l’unico insegnamento che la Storia ci lascia da tutte questo – Fascimo, Guerra, Partigianesimo – che è percioloso quando, anche in buona fede, ci si arrocchi in posizioni integraliste e si dimentichi che i principi democratici sono rappresentati da un principio che si fa risalire a Voltaire: potere anche non essere d’accordo con il pensiero di un altro, ma essere pronti a sacrificarsi affinchè l’altro possa esprimerlo.

    Tra l’altro, quando un popolo si divide dietro posizioni antitetitetiche, c’è sempre il furbo di turno che arriva, “cura”, divedet et imperat, in barba ai democratici di destra e di sinistra
    (ogni riferimento all’attualità italiana e volutamente sottinteso).

  2. Emiliano il 30 ottobre 2012, ore 21:17

    Nulla da aggiungere ne al perfetto commento di Bruno Belli, ne al vergognoso intervento dell’Anpi, che si dimostra tuttora covo di integralisti e facinorosi privi di conoscenza storica.
    Il famoso detto di Mao Tse Tung per loro è sempre l’unica bibbia:

    “Il potere sta dentro alla canna di un fucile”

    Saluti

  3. a.g. il 30 ottobre 2012, ore 21:43

    L’intervento dell’Anpi è stato puntuale e del tutto condivisibile

  4. Italo Calvino il 31 ottobre 2012, ore 08:23

    “Quindi, lo spirito dei nostri e quello della brigata nera…la stessa cosa?”

    “La stessa cosa, intendi cosa voglio dire, ma tutto il contrario. Perché qui si è nel giusto, lì nello sbagliato. Qua si risolve qualcosa, là ci si ribadisce la catena. Quel peso di male che grava sugli uomini del Dritto, quel peso che grava su tutti noi, su me, su te, quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto.

    Ma allora c’è la storia. C’è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall’altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro, m’intendi? Uguale al loro, va perduto, tutto servirà se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire un’umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi.

    L’altra è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori, perduti e inutili anche se vincessero, perché non fanno storia, non servono a liberare ma a ripetere e perpetuare quel furore e quell’odio, finché dopo altri venti o cento anni si tornerebbe così, noi e loro, a combattere con lo stesso odio anonimo negli occhi e pur sempre, forse senza saperlo, noi per redimercene, loro per restarne schiavi. Questo è il significato della lotta, il significato vero. [...] Io credo che il nostro lavoro politico sia anche questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo”

    Per tutti quelli che, ancora e sempre, cercano di velare – dietro un “oggettivismo storico” in assoluta malafede – la ragione ed il torto.

  5. Emiliano il 31 ottobre 2012, ore 23:10

    E meno male che c’è “oggettivismo storico”, altrimenti gli stolti avrebbero solo romanzucci e leggende da quattro lire… opps euro, cui leggere e credere.

    La storia non la si esemplica in buoni e cattivi, giusti e sbagliati: purtroppo la scrive, o spesso inventa, chi la vince o si crede “moralmente” vincitore di una guerra, perpetrando e divulgando “interpretazioni storiche” in modo soggettivo e politicizzato. Si dice spesso che in guerra la verità sia la prima vittima, e di fatto è così. A vincitori invertiti sarebbe senz’altro accaduto la stessa cosa e non c’è di che stupirsi o dubitarne… “questo o quello per me pari sono” (parafrasi verdiana).

    Basta che la finiate con la retorica dei “liberatori” perchè davvero non se ne può più: c’è ampia documentazione sulle “gesta eroica” dei nostri liberatori, ai quali tra le molte altre va attribuita la scomposta e sciagurata rappresaglia tedesca delle Fosse Ardeatine.
    C’è solo da leggere i libri, vergognarsi degli uni e degli altri… e finalmente dimenticare per ricostruire una nazione distrutta, non solo a causa di una classe politica infame ma anche di un popolo ottuso e sfaticato. Facendo parte di questo popolo sono il primo a dolermene.

  6. Italo Calvino il 1 novembre 2012, ore 12:28

    Ha ragione, Sig. Emiliano.
    C’é proprio da dolersi di fare parte di un popolo così pieno di persone ottuse.
    Che, anche grazie alla liberazione, possono esprimere le loro stupidaggini su questo beneamato magazine online.

  7. Emiliano il 1 novembre 2012, ore 19:01

    Accolgo con un sorriso l’ironia, di cui ringrazio.
    E con ironia rispondo: lavoriamo, lavoriamo, pensiamo al bene della nazione (la quale tuttavia ci ripaga poco bene) e non perdiamo tempo in sciocchezze.

    Saluti

  8. rodrigo il 4 novembre 2012, ore 10:35

    L’ANPI non è depositaria della storia. Nessuno lo è. I vincitori la raccontano a loro interpretazione, come sempre, a discapito della verità. La storia siamo noi, i notri padri, i nostri nonni, che non hanno sbagliato, hanno scelto come oggi noi siamo chiamati a fare. Con la confusione che sta da tutte le parti. Finiamola con questo tira-molla.

  9. a.g. il 4 novembre 2012, ore 12:26

    Ricordo che siamo una Repubblica fondata sulla Costituzione e, dunque, che affonda le sue radici nella lotta di liberazione dai nazifascisti. E’ bene non dimenticarlo mai…

  10. Emiliano il 4 novembre 2012, ore 21:52

    Concordo con Rodrigo. La storia così come ce la raccontano è più “favola” per poveri ottusi che per persone intelligenti. Che la costituzione si poggi su questa favoletta poi è la più grossa tragIcommedia che potesse capitare a una nazione “di imbroglioni e guide turistiche” (Oswald Spengler).

  11. a.g. il 4 novembre 2012, ore 22:18

    Macché favola per poveri ottusi…Spengler? C’è di meglio…

  12. Emiliano il 4 novembre 2012, ore 22:24

    Cappuccetto Rosso è certamente meglio, vero?

    Gli scritti di Spengler sono tuttora di un’attualità devastante: sua somma fortuna è stata di morire prima di veder avverata la catastrofe da lui profetizzata.

  13. cittadino doc il 5 novembre 2012, ore 09:04

    Povero Mussolini bistrattato anche da morto, tutti eroi con chi non può più difendersi. I fatti che appartengono alla storia comunque rimangono. Probabilmente fra cento anni la riscriveranno in modo diverso. Diranno: Mussolini ha fatto di Varese una Provincia, i posteri hanno tolto il suo nome e la Provincia. Ma più che altro hanno tolto il suo nome, (la Provincia può essere solo un fatto amministrativo) ma per la storia sarà sempre colui che ha fatto di Varese il capoluogo della Provincia per motivi di salvaguardia della Patria e che i nuovi vincitori la stanno portando al disastro economico.

  14. Stefano Clerici il 7 novembre 2012, ore 00:23

    Anpi, chi era costui?
    Conosco Drupi e Scialpi, ma di questo Anpi non ho memoria.
    Forse perché mi sembra così strano che dei ventenni possano essere partigiani…
    Ma d’altronde se c’era gente che si spacciava per “resistente” nel 46, non mi stupisce che la cosa possa ripetersi nel 2012.
    Detto questo, mi aspetto che gli stessi che propongono la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini la vogliano assegnare ad un grande del nostro Paese, Mario Monti, varesino emigrato che sta salvando l’Italia (sic!) dal tracollo.
    Credete pure alle favole, se preferite.

  15. Delio Carrasi il 7 novembre 2012, ore 10:37

    Ci eravamo accorti che Clerici basa la sua “cultura” su Drupi e Scialpi.
    Ognuno, nel privato, è libero di studiare ciò che meglio crede
    Purtroppo Clerici è un assessore del comune di Varese, fonte di imbarazzo e vergogna per la città.
    Se a Varese ci fosse une persona seria come sindaco, l’assessore sarebbe già stato rimosso.
    Clerici siede invece ancora comodamente sulla poltrona.
    Ergo………………..

Rispondi