Varese

Parcheggio a Villa Mylius, Legambiente: polemica da addetti ai lavori

Il punto in cui sorgerà il parcheggio nel parco di Villa Mylius

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera con cui gli amici di Legambiente rispondono all’articolo di Varesereport sul silenzio degli ambientalisti circa lo sconcertante progetto di realizzare un altro parcheggio dentro un parco storico di Varese:

Caro direttore,

innanzitutto ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo al suo appello sull’angoscioso interrogativo in merito alla posizione degli “ambientalisti”. Naturalmente, possiamo rispondere solo a nome di Legambiente sull’ennesima iniziativa dell’Assessorato alla Nostalgia e ai Parcheggi.

Ci poniamo il problema di come riuscire a invertire questa deriva più che ribadire l’indignazione: ma forse è più importante alimentare le tifoserie, contare le righe dedicate all’uno o all’altro e, passata la disfida, poco interessa quello che succederà.

Per questa ragione non sempre abbiamo la prontezza di rincorrere gli avvenimenti che accadono. Per esempio, in questi giorni siamo stati molto occupati con il lancio della campagna di raccolta fondi per il progetto di recupero dei Mulini di Gurone, del quale anche i suoi lettori possono saperne di più visitando il blog sosmulini.blogspot.com

Dunque, rispondiamo all’atroce dubbio, di fronte alla nuova originale idea di asfaltare un parco: cosa mai potranno pensare gli “ambientalisti”? Decine di comunicati, interventi, appelli contro l’idea che ogni posto è buono per fare una strada, un parcheggio, una bretella o un edificio non bastano a chiarire che forse il nostro giudizio è fin troppo urlato.

E’ senz’altro niente affatto digeribile che un assessore al Verde pubblico pensi che un parco in centro alla città abbia come funzione accogliere le auto, o un assessore all’urbanistica, prima di gettare la spugna, l’unica cosa che ci lascia è il piano delle rotonde e dei parcheggi.

Ma se nelle nostre abitudini come nelle nostre teste l’auto resta il feticcio della mobilità urbana, se i cittadini non si organizzano per cambiare stili di vita, quale assessore vorrà cambiare politica? Anche questa polemica sarà colta dalla cerchia degli addetti ai lavori, compresa da pochi e probabilmente usata per fini strumentali!

Più che dire, cosa devono fare gli “ambientalisti”?  Andare in bicicletta!!!!

Legambiente Varese Onlus

29 ottobre 2012
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7 commenti a “Parcheggio a Villa Mylius, Legambiente: polemica da addetti ai lavori

  1. Attila Clerici il 30 ottobre 2012, ore 00:07

    Una formidabile ironia, garbata, forse rassegnata alla pochezza che accomuna molti varesini a chi li amministra, giustamente. Ci son piu’ SUV a Varese che in tutta Parigi e questa la dice lunga sulla cultura insubrica rispetto al provincialismo e ignoranza dei cugini. Non posso fuggire ancora, ma spero di farcela, anche in bicicletta. Qui si muore di stupidità e di assurdo. O Clerici è anche marinettiano oltre che assessore alla Nostalgia? Che pena.

  2. cittadino doc il 30 ottobre 2012, ore 02:18

    Perchè fare dei parcheggi interni al parco? Così presumo che sarà aperto anche di notte. Chi lo controllerà? Non è forse più ottimale retrarre di 5 metri il muro di confine del parco che dà sulla via Veronese e far parcheggiare le auto a lisca di pesce in modo che il parcheggio dei veicoli non vincoli il parco di villa Mylius anche se ne taglia una fetta.

  3. ombretta diaferia il 30 ottobre 2012, ore 08:35

    l’intervento di Legambiente mi lascia basita
    soprattutto, perché mi ricorda le parole di un partito, che adduceva le responsabilità della perdita delle elezioni al proprio elettorato, che “non capiva”!

    ma l’Associazione di riferimento, nata nel 1980, erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni ’70, per me come per molti, è proprio quella che si distingue per il cosiddetto “ambientalismo scientifico” ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

    perché la sede di Varese, glissa su tale “emergenza” (Varese è la quarta città per cementificazione, dopo Monza, Napoli e Milano) per cui non spreca una parola? (come d’altronde per un problema a me caro, perché direttamente a ridosso della mia vita, come quello del parcheggio intermodale di Casbeno e quello di Via Trentini & c.)

    perché proprio l’Associazione dell’approccio scientifico rettifica definendo la questione “polemica per addetti ai lavori”?

    Il costante lavoro di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini viene vanificato in un attimo quando si trasforma la responsabilità di sottrazione di beni comuni e bisogni primari in polemica.
    Inficia il lavoro di tutti coloro che “si impegnano per tenere alta l’attenzione sulle emergenze ambientali del Paese”, ma soprattutto il valore del nostro patrimonio umano, dato in dote, non acquisito per proprietà!

    Noi si va tutti in bicicletta, si è abbandonata l’auto, relegandola alla sua minima funzione di “trasporto” necessario, si cerca di costruire comunità e di impattare al minimo l’ambiente ereditato…
    eppure non abbiamo visto gli ambientalisti a Casbeno (né in bicicletta né a piedi) quando il problema dell’elettrosmog ha alzato il suo livello di allarme a Varese (2006), quando il bosco di tigli ottuagenari di Via Trentini è stato sbancato per far posto alla grande opera di Reguzzoni (un multipiano sempre vuoto), quando è addirittura stata costuita una pista d’atterraggio tra le serre con tanto di hangar per il ricovero, quando uno degli angoli più suggestivi di Varese, l’ultimo da cui scorgevo il lago, è stato edificato selvaggiamente, quando la lingua sud del parco storico di Villa Recalcati è stato disboscata per far posto ad un ennesimo e rivoluzionario parcheggio e neppure oggi che il cantiere è stato aperto, sottoponendo i residenti a respirare polveri non propriamente “naturali”, oltre a disagi imbarazzanti.

    sono faccende per specialisti?

    continuo ad avere una vita rispettosa del mio ambiente, intanto, mi sono messa a studiare, proprio perché più di 20 anni fa qualcuno mi insegnò ad approcciare questa deprivazione, che vivevo sulla mia pelle, scientificamente, non polemicamente.

    ed è noto che io non sia uno scienziato, ma anche che mi irriti ancora oggi sentir parlare di “ambientalismo” come etichetta comoda ai partiti sotto elezione, quando, invece, è semplice precondizione di vita per tutti!

    mentre la polemica è “una controversia accesa; discussione fine a se stessa, animosa, dettata da puro spirito di contraddizione; dal greco polemikos (guerresco), e polemos (guerra).”

    nessun cittadino vuole guerre, io son anche un’inguaribile pacifista (che fatica a tener fermo lo stomaco ed a dare spazio al cervello davanti a queste mancanze di responsabilità).
    perseguo esclusivamente la comprensione dei valori di base del vivere, che poggia immancabilmente sull’esistenza di condizioni “ambientali” qualitativamente naturali e sulla sua diffusione. perché il grave reato di cui si macchia il politico moderno è quello di privare dell’informazione il suo sottoposto!

    o forse Legambiente si riferiva proprio alle polemiche innescate dai politici?
    magari gli stessi a cui si affidano le campagne di mobilitazione per l’uso della bicicletta, che dichiarano “Sono d’accordo con voi su tutto, tranne che sulle piste ciclabili. Si tratta di una soluzione adeguata a larghi spazi, che a Varese non ci sono. Potremo trovare altre soluzioni, ma non le piste ciclabili”?
    ed a cui fate eco con imbarazzanti affermazioni come “Non facciamo delle battaglie ideologiche sulle piste ciclabili.”? (http://www.varesereport.it/2010/09/22/fontana-no-alle-piste-ciclabili-legambiente-ce-altro/).

    almeno voi “ambientalisti” evitate i giochi dialettici dei politici che trasformano bisogni primari in “polemiche” e metodi universalmente riconosciuti come validi in “ideologie”.

    possibile che i singoli cittadini si debbano preoccupare dei beni comuni?

    un semplice animale umano, per niente “ambientalista” ringrazia per l’ennesima concessione di spazi di pensiero da “occupare”.

  4. ester il 30 ottobre 2012, ore 15:34

    Non capisco l’ironia di Lega Ambiente;la questione di villa Mylius,come altre similari,non è da addetti ai lavori, ma riguarda tutti.Certo se LegaAmbiente come un unico intervento,ritenendo inutile ogni altra azione visto il desolante contesto varesino,propone di andare in bicicletta,mentre si costruiscono i parcheggi,la cosa lascia davvero stupiti e delusi.

  5. Marco Fazio il 1 novembre 2012, ore 11:28

    Cari commentatori, vi ringraziamo dell’attenzione che dedicate alla nostra associazione, segno di aspettative che molti ripongono nei nostri confronti. Aspettative che, va da sé, non sempre riusciamo a soddisfare.
    Il sottoscritto si occupa della comunicazione per il circolo Legambiente di Varese e intervenendo qui intende provare a chiarire alcuni aspetti.

    Perché non siamo intervenuti subito sul parcheggio a Villa Mylius?
    Perché, semplicemente, non ho avuto il tempo, dato che la collaborazione con Legambiente non è la mia unica attività (il nostro blog ancora aggiornato a settimana scorsa purtroppo ne è un’altra dimostrazione). L’intenzione era di costruire un comunicato congiunto con Fiab-Ciclocittà sull’accessibilità ai parchi, comunicato che a questo punto manderemo probabilmente settimana prossima.

    Perché questa ironia?
    L’ironia non è relativa al progetto, quasi da volerlo sminuire. E’ una risposta agli interrogativi del direttore di VareseReport (che ringraziamo per il sollecito): cosa penseranno mai gli ambientalisti? perché non parlano?
    L’ironia è indirizzata all’idea che quello che conta è stare sui giornali, dire la propria.
    Villa Mylius è stato dunque un pretesto per dire che noi usciamo sui giornali fin troppo, non troppo poco. O meglio, rispetto a quanto usciamo sui giornali, la realtà cambia molto meno.
    Lo dice uno che si occupa di questo e che dentro Legambiente Varese spinge per essere continuamente presenti nel dibattito pubblico.
    Domanda: conta di più un comunicato o un’ora di educazione ambientale in una scuola? Non è una domanda retorica, davvero non so la risposta.
    Proviamo a fare entrambi, meglio che possiamo.

    La proposta dell’andare in bici, che trova la disapprovazione di Ester, è invece la frase più importante di tutto il nostro intervento. Perché noi crediamo di dover praticare il cambiamento nello stesso tempo in cui lo proponiamo.
    Che senso ha mandare lettere e comunicati a destra e a manca se non si è i primi a fare quello che diciamo? Se non si riesce a modificare un po’ le abitudini dei cittadini? Se non si accetta di stare dentro le contraddizioni della realtà?
    Se non si propone anche di venire con scopa e martello a recuperare fisicamente i Mulini di Gurone?

    Ombretta pone molte obiezioni, non voglio abusare di questo spazio e quindi non entro nel merito di tutte. Lo faccio solo sull’ “imbarazzante affermazione” relativa alle piste ciclabili perché costituisce un’ottima occasione per ribadire che tipo di associazione vuole essere Legambiente.
    Noi non facciamo battaglie ideologiche sulle piste ciclabili (e non le fanno neppure i nostri amici di Fiab) perché vogliamo proporre cose praticabili, che incidano sulla realtà. E quindi, in una città come Varese, chiediamo soprattutto interventi di moderazione del traffico che rendano più difficile la circolazione degli automobilisti e più sicura quella degli altri utenti della strada.
    Cosa vuol dire? Godetevi la lettura del Libro Rosso della Ciclabiità e della Mobilità Nuova, frutto degli Stati Generali della Bicicletta di inizio ottobre. http://statigeneralibici.it/wp-content/uploads/2012/10/SGB_Libro_Rosso.pdf

    Disponibili a continuare il dibattito. Anche a voce. Veniteci a trovare!

  6. a.g. il 1 novembre 2012, ore 14:01

    Ricordo allo scrivente che, come lui stesso dice, Legambiente è (giustamente) molto presente sui media. Posizioni e riflessioni, attraverso i media, raggiungono un pubblico che va al di là di iscritti e militanti, e non sono l’indice, almeno nel caso di Legamebiente, di presenzialismo ad ogni costo. Dunque, l’interrogativo circa il silenzio su Villa Mylius rilevava un’eccezione. E, considerato lo sport di realizzare parcheggi nei parchi, si trattava di un interrogativo preoccupato.

  7. rocco cordì il 1 novembre 2012, ore 20:16

    Un pò di polemica non guasta mai, soprattutto quando aiuta a tenere desta l’attenzione su temi rilevanti come quelli ambientali. C’è il rischio però di andare oltre le buone intenzioni confondendo ruoli e responsabilità. Mi spiego meglio. Legambiente può anche manifestare dei limiti (io, ad esempio, mi interrogo spesso sui miei e su quelli degli altri gruppi all’opposizione), ma non vorrei che nel vivo della polemica ci si dimenticasse che a Varese chi attenta all’ambiente non sono gli ambientalisti, ma la maggioranza LEGA-PDL. Sul parcheggio di Villa Mylius sappiamo che la Giunta ha deciso, ma il progetto approvato non è noto neppure ai consiglieri. Perciò su mia richiesta è stata convocata (lunedì 5 novembre ore 18,15) la Commissione Ambiente. In quella il cosiddetto “progetto di riqualificazione” sarà valutato pubblicamente. Spero dunque che le polemiche lascini il posto all’impegno comune che sarà necessario per impedire che un nuovo scempio si compia!

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