Varese

Premio Chiara, lunga cerimonia di premiazione. Con i soliti politici

 

Il confronto tra Novelli e i tre big finalisti

Cerimonia finale per il Premio Chiara-Festival del Racconto alle Ville Ponti. Nel pomeriggio si è tenuto lo spoglio in diretta dei voti della giuria popolare, che in questi mesi ha giudicato i tre scrittori finalisti: Niccolò Ammaniti con “Il momento è delicato” (Einaudi), Pino Cacucci con “Nessuno può portarti un fiore” (Feltrinelli), Sandro Veronesi con “Baci scagliati altrove” (Fandango). Un verdetto che è arrivato dopo quasi due ore di parole e musica, con tempi forse troppo dilatati e una porzione eccessiva di musica di un gruppo giovanile.

Dapprima semivuota, la Sala Napoleonica è andata via via riempiendosi di pubblico. La cerimonia è stata condotta, sempre con stile impeccabile, da Claudia Donadoni, che ha tenuto un ritmo veloce. Certo, non sono mancati i politici: nel power point iniziale, montaggio di “scatti” relativi agli appuntamenti di questa edizione, spuntava sempre qualche politico, qualche faccino, qualche presenza agli incontri, qualche premio, così ai politici sono state affidate le premiazioni dei tre scrittori finalisti, con l’ex assessore regionale Pdl Cattaneo, l’assessore comunale Pdl Longhini e al presidente della Provincia, il leghista Galli. Ovviamente con interventi da parte degli stessi politici, che a volte si sono spinti su temi che pooco avevano a che fare con premiazione e manifestazione in corso.

Il confronto tra il bravo critico e professore di Letteratura italiana contemporanea, Mauro Novelli, e i tre scrittori è stato interessante, ma certamente meno brillante di quello che si è tenuto al Maga di Gallarate, forse anche per colpa della fatica accumulata negli ultimi giorni dagli scrittori che hanno affrontato un vero tour de force.  Assai più brillante è apparso l’ex finanziere Sergio Scipioni, che ha ricevuto una menzione speciale per il suo volume di memorie “Caini e spalloni”.

Certamente l’attenzione è stata catalizzata dallo spoglio in diretta dei voti popolari, sapientemente comunicato in tre break all’interno della cerimonia, uno spoglio che, tappa dopo tappa, ha visto prendere il largo Pino Cacucci, rispetto sia a Veronesi che ad Ammaniti. Un percorso terminato con la comunicazione della classifica: con 144 votanti su 150, Cacucci ha stracciato gli avversari con 69 voti. La medaglia d’argento è andata a Sandro Veronesi, con 45 voti, mentre Ammaniti si è dovuto accontentare di 29 voti.

Responso diverso quello uscito dalla Giuria di giornalisti che ha assegnato il primo Premio della Stampa a Veronesi, che ha staccato di un solo voto Cacucci, mentre in fondo è arrivato Ammaniti.

28 ottobre 2012
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3 commenti a “Premio Chiara, lunga cerimonia di premiazione. Con i soliti politici

  1. ester il 28 ottobre 2012, ore 22:42

    Sì i politici facevano riferimenti più o meno espliciti ai loro interessi come ad es.all’abolizione della provincia di Varese senza la quale, secondo loro,sarebbe a rischio lo stesso Premio Chiara!Ma i soldi li stanzierebbe o la regione o il comune!Cosa cambierebbe?Proprio nulla!Forse un po’di potere in meno per qualcuno,che però,temo,se lo riprenderebbe da qualche altra parte.Vale però la pena tentare di cambiare!A questi politici vorrei che nessuno portasse un fiore!AnnaBiasoli

  2. Sandro Locatelli il 29 ottobre 2012, ore 01:19

    Evidentemente se il politico afferma: senza di me il premio non avrà più danaro!
    E se il premio non smentisce.
    Vuol dire che il premio è legato fortemente a quel politico, e che ne condivide idee, posizioni etc.
    Ma dagli intervenuti non si può certo dire che ci fosse una platea di persone di sinistra. Sbaglio?

  3. Renzo il 29 ottobre 2012, ore 09:27

    Sì, il contorno un po’ abbondante, ma la conversazione con gli scrittori mi è piaciuta molto. Non si sono parlati addosso per nulla. Belle domande, Ammaniti è stato spiritoso, Veronesi intenso parlando della scomparsa dei genitori, Cacucci appassionante come il suo libro (forse ha vinto anche per questo). Saluti Renzo

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