Varese

Docu-film sul caso Uva al Cinema Nuovo. Introduce Moni Ovadia

Giuseppe Uva

Lunedì 29 ottobre (ore 20.30) al Cinema Teatro Nuovo di via dei Mille a Varese, la Soulcrime presenta il docu-film Nei secoli fedele: il caso di Giuseppe Uvaideato e scritto da Adriano Chiarelli  con la regia di Francesco Menghini.

L’ evento è realizzato in collaborazione con: Associazione “A buon diritto”, Amnesty International, Antigone onlus, ANPI sez. Varese, ARCI Varese, Filmstudio’90, Libera, Prossima Italia, Sinistra Ecologia Libertà.

Interverranno:  Moni Ovadia, Luigi Manconi, Lucia Uva, Domenica Ferrulli, Ilaria Cucchi, Fabio Anselmo, Adriano Chiarelli.

La notte tra il 13 e il 14 giugno 2008, a Varese, i Carabinieri fermano e arrestano Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero. Uva morirà in ospedale la mattina seguente al suo arresto. Che cosa è accaduto quella drammatica notte?

Il docu-film racconta le vicende legate alla tragica morte del quarantaduenne in seguito al suo arresto. Una rigorosa indagine su un decesso ancora inspiegabile e inspiegato, realizzata attraverso un’accurata raccolta di testimonianze e documenti inediti. Dopo aver trascorso tre ore in una caserma dell’Arma di Varese, sotto la custodia di otto tra poliziotti e carabinieri, Giuseppe Uva viene trasportato in ospedale in condizioni critiche. Nel volgere della notte l’uomo troverà la morte. Le cause del decesso restano ad oggi tutte da chiarire. L’unico processo celebrato finora, ha riguardato l’ipotesi di morte per colpe mediche, ma è stato dimostrato – con sentenza di primo grado – che i medici che hanno tenuto in cura Uva dopo l’arresto, non hanno alcuna colpa. Dopo un supplemento di perizia, sempre disposto dal giudice, è stato scientificamente provato che le cause del decesso coincidono con un complesso di fattori esterni che hanno scatenato un collasso cardiaco: stato di ebbrezza, stress emotivo, lesioni. La domanda torna a ripetersi: cosa è accaduto in quelle ore?

Allo stato attuale nessun nuovo processo è in corso, ma il giudice estensore della sentenza ha disposto ulteriori indagini sull’arco di tempo che la vittima ha trascorso in caserma e sulle reali cause di morte. In quelle ore è racchiusa la verità. La stampa si occupò del caso, poco noto all’opinione pubblica se non fosse stato per un servizio del programma “Le Iene” che costò al giornalista e alla sorella Lucia Uva, una querela per diffamazione da parte degli agenti coinvolti, sollevando diversi interrogativi.

Il lavoro di ricostruzione di Adriano Chiarelli su quanto accaduto, vuole far luce sull’ennesimo caso di “Vittime di Stato” come li hanno definiti i familiari di Cucchi, Aldrovandi e altri che come Uva hanno visto morire i loro cari in circostanze non troppo diverse. “Da quel momento ho giurato che avrei fatto tutto il possibile per arrivare alla verità sulla sua morte, un simile scempio non può restare impunito”. Sono state le parole della sorella Lucia dopo aver visto il corpo straziato del fratello. La donna continua a battersi per la verità, convinta, come dichiara nelle interviste raccolte nel documentario, di poter restituire a suo fratello almeno la sua dignità.

Il trailer del documentario:

https://vimeo.com/48948250

28 ottobre 2012
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Un commento a “Docu-film sul caso Uva al Cinema Nuovo. Introduce Moni Ovadia

  1. franca il 29 ottobre 2012, ore 15:04

    RITENGO SIA VERGOGNOSO SPECULARE IN QUESTO MODO SULLA MORTE DI UN RAGAZZO. SONO FERMAMENTE CONVINTA CHE LA SORELLA DI UVA ABBIA RAGIONE NEL VOLER RICERCARE LA VERITA’ NON DOVE VOGLIONO FARCI CREDERE CHE SIA MA SICURAMENTE NON E’ MODO SPETTACOLARE E MEDIATICO CHE PAGHERA’ E RENDERA’ GIUSTIZIA SOPRATTUTTO A GIUSEPPE.

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