Varese

“Un momento di follia”, difficile essere uomini nell’era del Cavaliere

 

Ferrari e Ratti in “Un momento di follia”

Una commedia brillante, che con leggerezza racconta di un uomo di mezza età, che si sposa una giovane e piacente mogliettina, da lei viene lasciato per un  istruttore di ginnastica, si accorge di essere stato truffato dal socio, si innamora nuovamente dell’ex moglie, che a sua volta si è accompagnata ad un aitante giovanotto, assiste con sgomento al matrimonio della figlia che sta andando a pezzi. Una girandola di situazioni che “Un momento di follia” di Sam Bobrick, portato sul palcoscenico del Teatro Apollonio con la regia di Silvio Giordani, offre agli spettatori con ritmo rapido e incalzante.

A dare vita al protagonista Giorgio, cinquentenne sull’orlo di una crisi di nervi, il popolare Giancarlo Ratti, che sul palco dà fondo alla sua lunga esperienza di attore divertente, ma con un backgrgound che gli fa calcare la scena con sicurezza. A Varese l’attore è popolare (al termine dello spettacolo si è definito “varesino d’adozione”), ma al pubblico è ancora più conosciuto come il rappresentante nordista della serie tv “I Cesaroni”, il famoso Barillon. Coraggioso il suo accettare la sfida del teatro, certo spalleggiato (co-protagonista a tutti gli effetti) da uno strepitoso Fabio Ferrari, che interpreta Gerry: se Giorgio si lascia, nonostante l’età, guidare dal cuore, qualche volta alleato con il portafogli, e potrebbe quasi apparirci un “renziano” (no, bersaniano sarebbe troppo anche per lui), Gerry è un vero berlusconiano, cinico, piacione e vittimista, i caratteri maschili che la dimenticabile era del Cavaliere ci lascia in eredità.

La coppia Ratti-Ferrari funziona alla perfezione. Tempi comici ad orologeria, movimenti in scena continui, trovate apprezzabili (come lo strip-tease di Ratti in scena o il fermo immagine dei protagonisti maschili mentre le donne la fanno da padrone). Ad arricchire il duo maschile, questa “strana coppia” italica, c’è Tiziana Foschi, indimenticabile componente della Premiata Ditta (a proposito: dove è finita la verace Francesca Draghetti?), che sul palco esordisce come una Barbarella dark che, nonostante la non giovane età, appare aggressiva e oltre modo seducente. Anche la Foschi dà sul palco una prova di tutto rispetto, interpretando una donna che ama il “carpe diem” e non rinuncia a scoccare le ultime frecce, pur non dimenticando mai la caducità dei sentimenti e l’inaffidabilità maschile.

La commedia si chiude con una comunità tutta al maschile che si rinchiude nell’appartamento in attesa di…in attesa non si sa bene di cosa. Un esilio volontario in una Fortezza Bastiani della guerra tra i sessi, in attesa di riprendere fiato e rigettarsi nella mischia. Tutti in pigiama, a ciondolare per casa, questi maschietti depressi, tra ricordi, rimpianti e rimorsi. Ma sempre con leggerezza. E ricevendo parecchi applausi a scena aperta.

 

27 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi