Varese

Stroncato dall’Arma traffico di stupefacenti nell’area Cargo di Malpensa

I Carabinieri del Comando Provinciale di Varese, con il supporto operativo di un velivolo del 2° Elinucleo di Orio al Serio (BG), hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare (di cui 5 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) e 3 decreti di perquisizione, nei confronti dei componenti di un sodalizio criminale, composto da italiani, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti (hashish e cocaina).

A finire in manette sono stati gli incensurati F. M., 34enne di Somma Lombardo e la moglie 24enne C.F.; M.Q., 40enne di Somma Lombardo e il fratello L.Q. (agli arresti domiciliari), 35enne anch’egli di Somma Lombardo, oltre ai già pregiudicati Silvano Bonza, 29nne di Olgiate Olona e Antonio Ranieri, 24enne di Cardano al Campo, peraltro già detenuto presso il carcere di Busto Arsizio in quanto arrestato – insieme ad altre 11 persone – lo scorso mese di giugno dai Carabinieri di Gallarate per spaccio di stupefacenti.

I provvedimenti, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio su richiesta di quella Procura della Repubblica (Sostituto Procuratore dott. Mirko Monti), concludono l’indagine avviata dal Nucleo Investigativo di Varese nel settembre 2011, a seguito di convergenti elementi investigativi raccolti a carico di alcuni impiegati presso l’area “Cargo” dell’aeroporto internazionale di Malpensa, sospettati di prelevare da plichi provenienti dall’estero sostanze stupefacenti, destinate al successivo spaccio.

Gli sviluppi dell’indagine hanno così consentito di effettuare una serie di riscontri, che hanno gradualmente portato alla luce un complesso ed articolato “sistema operativo”, nel quale ciascun personaggio figura talvolta in veste di fornitore di stupefacente per altri soggetti che a loro volta lo smerciano, talvolta in veste di “spacciatore al dettaglio”.

Il primo episodio documentato risale al 9 novembre 2011 quando, dall’abitazione di Silvano Bonza – impiegato presso l’area “Cargo” dell’aeroporto di Malpensa – usciva una persona (suo collega di lavoro) trovata in possesso di circa 10 grammi di hascisc; i conseguenti accertamenti sulla provenienza dello stupefacente ceduto dal Bonza consentivano di identificare il suo fornitore in F.M. (anch’egli impiegato presso l’area “Cargo” di Malpensa) il quale, insieme alla moglie C.F., gestiva altresì una parallela attività di spaccio di stupefacenti sia presso la propria abitazione che sul posto di lavoro. Il 7 dicembre 2011, infatti, all’uscita dall’abitazione dei due, veniva controllato un cittadino romeno, trovato in possesso di circa 20 grammi di hascisc mentre, il 3 gennaio 2012, lo stesso Silvano Bonza veniva tratto in arresto poiché trovato in possesso di oltre 40 grammi di hashish, appena acquistati dal M..

Risalendo un ulteriore scalino della rete di spaccio, veniva quindi individuato in M.Q. il “fornitore” di hascisc dei coniugi F.M. e C.F., mentre il canale di approvvigionamento della cocaina presentava uno “sdoppiamento”: in occasione delle festività natalizie del 2011, infatti, i coniugi F.M. e C.F. si prodigavano al fine di procurarsi la sostanza appena citata rivolgendosi ad Antonio Ranieri, giovane personaggio di origini campane già noto agli investigatori per una lunga serie di precedenti, mentre M.Q. si rivolgeva al fratello L.Q.; lo stesso M., il 7 febbraio 2012, veniva controllato all’uscita dall’abitazione del M.Q., e trovato in possesso di oltre 10 grammi di hashish.

Sono dunque 7 i soggetti complessivamente tratti in arresto nel corso delle indagini, con il recupero di circa 200 gr. di hashish, dopo mesi di indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Varese, condotte sia con l’ausilio di attività tecniche che con i metodi più tradizionali, che hanno consentito di evidenziare il profilo criminale degli indagati, nonostante il vano tentativo di ricorrere ad ogni possibile cautela, soprattutto nelle comunicazioni telefoniche: gli appuntamenti per concordare le cessioni di stupefacente, infatti, venivano stabiliti con il pretesto di bere “un “caffè”, di  “fare la spesa” oppure di procurare “ossi” per il cane.

Il giro di affari consolidato, relativo a oltre quaranta acquirenti della provincia (tra i quali numerosi impiegati dell’aeroporto di Malpensa) ormai fidelizzati, consentiva introiti pari a circa 3000 euro al mese, tramite cessioni di piccole quantità di stupefacente anche per evitare così, in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, di incappare nell’accusa di detenzione ai fini di spaccio e di poter giustificare il possesso dello stupefacente per uso meramente personale. La zona interessata allo spaccio di stupefacenti è stata localizzata in numerose circostanze nell’area “Cargo” dell’aeroporto di Malpensa (dove lo stupefacente veniva altresì consumato negli orari di lavoro) nonché nei comuni di Somma Lombardo e Olgiate Olona, presso le abitazioni degli arrestati.

 

26 ottobre 2012
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