Varese

Premio Chiara Giovani, c’era una volta una vecchia cabina telefonica

 

Da sinistra Bambi Lazzati, Francesca Brianza e la vincitrice Susanna Marsiglia

Una singolare finalissima per il Premio Chiara Giovani. Con il voto popolare si è venuta a determinare una situazione davvero originale: tra gli otto che si contendevano il primo posto assoluto, si sono verificati ben due ex aequo, al quarto posto e al secondo posto. Un solo terzo classificato e, naturalmente, un solo super-vincitore.

A Villa Recalcati si è svolto l’appuntamento che ha chiuso il Chiara Giovani edizione 2012, condotto da Bambi Lazzati con piglio sicuro e simpatia. Più di 200 i racconti giunti dai baby-scrittori tra 15 e 25 anni, italiani e ticinesi, che si sono misurati con il tema “Keep in touch – Teniamoci in contatto”. I duecento sono diventati 32 grazie ai giudizi della giuria tecnica, e da 32 a otto dopo il voto dei 150 giurati popolari. Oggi in Provincia pubblico delle grandi occasioni: i partecipanti al concorso accompagnati da genitori, amici, fidanzati, oltre ai tanti che, incuriositi, hanno partecipazione alla premiazione finale. A leggere i racconti degli scrittori classificati tra i primi otto l’attore Andrea Gosetti. Presente, in rappresentanza della Provincia, l’assessore alla Cultura Francesca Brianza.

A guadagnare il gradino più alto del podio è stata Susanna Marsiglia, di Binago (Como), che ha surclassato tutti con il racconto “Ultimo giorno di lavoro”, una cabina telefonica a cui proprio non va giù di essere dismessa senza tanti complimenti, in favore di quelli che la cabina dice “neanche riresco a definire colleghi”, cioè i cellulari. Alla vincitrice vanno 500 euro. “Non avrei mai pensato di vincere, preferivo il racconto di Alessandra”. Vero fair-play si respira al Chiara Giovani.

Al secondo posto tre finalisti: Alice Cavinato, di Inverigo (Como), con “La mano nella mano”, un delicato racconto che ha come protagonista una ragazza, Celeste, che come spiega la giovane scrittrice “ha paura, e alla fine riesce a superarla”. Seconda anche Noemi Nagy, di Lugano, la più giovane finalista del Chiara Giovani, appena 16 anni, con i suo racconto “Portachiavi”, come secondo è stato Filippo Pozzoli, di Merone (Como), vincitore del Chiara Giovani lo scorso anno. Questa volta ha raccontato una vicenda sul sesso ai tempi di Facebook, un racconto che ha diviso la giuria, ma che alla fine si è piazzato tra i super-finalisti. Filippo è impegnato in questo momento nella scrittura di un testo per “Quelli di Grock”.

Una sola terza classificata, una veterana del Chiara Giovani: Alessandra Buccella, varesina, che si è piazzata con il racconto “Ali”, un testo davvero meritevole di arrivare in finale, storia di un trapianto di mani (a questo racconto si riferiva la ragazza che ha vinto). La Buccella, unica assente per motivi di studio, è stata rappresentata dal papà. Al quarto posto, ex aequo, Stella N’Djoku, di Breganzona (Canton Ticino), con “Il carillon”, Sara Pagani, di Vedano Olona, con “A presto”, Valentina Romano, di Calvagese (Brescia) con un bellissimo “Lettere da Sarajevo”.

Al termine della premiazione e delle foto di rito, Bambi Lazzati ha annunciato il Chiara Giovani del prossimo anno: sarà proposto un “incipit” inedito di un racconto di Piero Chiara. Ai giovani scrittori il compito di portarlo a termine.

22 ottobre 2012
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2 commenti a “Premio Chiara Giovani, c’era una volta una vecchia cabina telefonica

  1. ombretta diaferia il 22 ottobre 2012, ore 01:30

    ovviamente muoio dalla voglia di leggerlo… quanti anni ha questa genietta?

  2. Nicola Marsiglia il 22 ottobre 2012, ore 05:34

    Una delle poche volte che avrei desiderato essere a casa con la mia famiglia anzichè fuori per lavoro,ma gli impegni all’estero mi hanno privato di godere uno dei tanti risultati positivi di mia figlia.
    Auguro a tutti di avere figli così,poche moine ma sostanza!
    Ciao Amore mio e della mamma

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