Varese

Nasce Ragtime, un laboratorio culturale e non l’ennesimo “orticello”

 

Il presidente Adriano Gallina

Il 19 ottobre – in seguito ad un percorso durato parecchie settimane – si è costituita formalmente a Varese “Ragtime. Il tempo dei ragazzi”, una nuova associazione culturale – e particolamente teatrale – aderente all’ARCI.  Componenti del Comitato Direttivo sono, per il triennio 2012/2015, Adriano Gallina (Presidente), Valentina Maselli (Vice Presidente) e Luigi Caramia (segretario).

Come dichiarano i fondatori “Ragtime non vuole essere l’ennesima associazione culturale più o meno astratta, fondata sulla più o meno persistente buona volontà dei singoli e che si riunisce faticosamente e raramente per escogitare con grande sforzo “qualcosa da fare”. Ragtime vuol essere invece, al contrario, un luogo fortemente operativo, un organismo di lavoro, in cui gli interessi culturali ma anche economici e materiali di ciascuno (sulla base dell’assunto etico in base al quale, anche in campo culturale, il lavoro ha un valore e deve essere remunerato) si facciano effettiva proposta esecutiva, programma di ricerca e terreno di possibile attuazione”.

Continuano i promotori della nuova associazione culturale: ”Ragtime vuole essere dunque, in primo luogo, luogo di incontro tra artisti per l’elaborazione di progetti comuni, mostre, esposizioni, rassegne, convegni, iniziative editoriali; centro di promozione, formazione e ideazione e organismo per la gestione diretta di spazi teatrali, rassegne, festival, progetti speciali. In questo percorso Ragtime – che, non casualmente, intendiamo come acronimo di “il tempo dei ragazzi” – si rivolgerà particolarmente ai bambini e ai giovani, alle scuole, al mondo dell’educazione, nella persuasione che soprattutto da lì inizi la costruzione del futuro nel nostro paese e la formazione dei futuri cittadini”.

“Crediamo che in provincia di Varese – sottolineano i promotori dell’associazione – vi sia certamente il bisogno, ma possano al contempo esservi le condizioni per la vita e la crescita, di un organismo di questa natura. Quel che crediamo certo è che ci troviamo in una fase storica – probabilmente di lunga durata – in cui il lavoro in campo culturale deve essere sostanzialmente costruito ben più che cercato o, peggio, atteso. E che, probabilmente, questo percorso può essere tracciato meglio in forma collettiva che attraverso itinerari isolati e, spesso e di conseguenza, concorrenziali”

“Non un altro “orticello” dunque – citando l’espressione impiegata tempo fa dal Sindaco Fontana a caratterizzare la frammentazione dell’universo culturale cittadino – ma, di principio e speriamo concretamente, il tentativo di oltrepassare gli steccati. Anche per questa ragione le prime attività poste in campo da Ragtime presso il Cinema Teatro Nuovo di Varese sono organizzate insieme a Filmstudio90, una tra le più vive realtà culturali cittadine: si tratta di due rassegne, “In volo. Rassegna di Teatro Giovani” e “Gocce. Rassegna di Teatro Contemporaneo”, che avranno il loro avvio il prossimo 29 novembre con il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, “Discorsi alla Nazione”.

 

 

Ora – in seguito alla “nascita” – Ragtime ha anche bisogno di “crescere”: ci occorrono idee, proposte, progetti di collaborazione, aperture. Per questo, invitiamo tutti gli interessati a visitare il nostro sito www.arciragtime.it e a leggere (e commentare) lo Statuto e il Regolamento interno dell’associazione: il nostro sito é un blog aperto alla discussione, alle critiche, al giudizio

 

21 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a “Nasce Ragtime, un laboratorio culturale e non l’ennesimo “orticello”

  1. ombretta diaferia il 21 ottobre 2012, ore 22:38

    un augurio dal cuore di buona cultura per quelle generAzioni a cui verrà sottratta nell’immediato futuro.

    il concetto di “orticello” viene tirato fuori sistematicamente proprio da chi opera nel “dividi et impera”. proprio per confondere le idee e tenere separate le diverse realtà che operano seriamente.
    dall’altra parte ci sono quelli che sventolano la “rete” esclusivamente per tenere sotto controllo chi non crede in queste divisioni.

    in mezzo spero che si posizioni Gallina. senza orticelli, ma con orti curati e coltivati, senza reti. ma puntando alla meta del bene comune. quale è il nostro patrimonio culturale “vivo”.

  2. Sandro Locatelli il 22 ottobre 2012, ore 01:43

    Ma non ci avevano provato anche a Gallarate? Non era andata poi così bene, sbaglio?
    È già la cultura, i giovani, il pane, i circhi, le fondazioni, i partiti, le conferenze stampa, i finanziamenti….
    Altro che orto! Qui sembra di essere in Mesopotamia, fertilità ovunque!
    Auguri per l’iniziativa e buona fortuna.

Rispondi