Varese

Al Premio Chiara Scanzi propone un Gaber “politicamente corretto”

Andrea Scanzi alla Sala Montanari

Registrazioni, filmati e dialoghi “divulgativi” costituiscono la trama di “Gaber se fosse Gaber”, lo spettacolo del giornalista Andrea Scanzi, che dopo un lungo itinerario ha raggiunto ieri sera la Sala Montanari di Varese. Un evento in programma al Premio Chiara-Festival del Racconto, un appuntamento che ha richiamato un folto pubblico.

Scanzi è un giornalista, che in scena ripercorre la parabola artistica del cantautore milanese, accenna le note di qualche canzone, fa qualche irriguardoso riferimento alla miseria del mondo artistico-culturale odierno, propone analisi dei testi firmati dalla coppia Gaber-Luporini.  Lo spettacolo, come sottolineato dallo stesso protagonista al termine, è patrocinato dalla Fondazione Gaber, un ente finanziato con soldi pubblici dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese.

Scanzi è un abile interprete, riesce a tenere desta l’attenzione del pubblico per un’ora e mezza, intrecciando vicende personali e teatrali di Gaber, con qualche raro, timido accenno al contesto politico e storico più generale. Uno spettacolo che propone spezzoni filmati tratti da riprese televisive di spettacoli del Teatro Canzone, il cuore stesso di quel Gaber che il dialogo di Scanzi vuole approfondire. Tuttavia, al termine dello spettacolo, si ha l’impressione di avere assistito ad un ritratto di Gaber un po’ asettico, lontano dal contesto in cui il suo teatro affondava le radici. Insomma, un po’ troppo “politicamente corretto”.

Per chiunque abbia assistitito dal vivo, per ragioni anagrafiche, agli spettacoli teatrali di Gaber, qualcosa non torna. Un’impressione che, a dire il vero, si è avuta anche di fronte ad altre iniziative targate Fondazione Gaber. Chi ha seguito il Teatro Canzone di Gaber sa benissimo che il contesto culturale e politico era decisamente “impegnato”, schierato a sinistra, con un pubblico piuttosto omogeneo da un punto di vista politico. Anche il confronto tra Fo e Gaber proposto da Scanzi non fa i conti con la realtà, essendo assai di più gli elementi comuni che le differenze. Certo, non sono mai mancati i motivi di riserva critica, da parte di Gaber, verso questo mondo, soprattutto negli ultimi anni, negli ultimi dischi, ma ciò non può fare mettere tra parentesi la gran parte degli anni del Teatro Canzone.

 

 

 

21 ottobre 2012
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