Fichi d’India, il deludente bric à brac del nuovo “Attori per caso”

 

I Fichi d’India all’Apollonio di Varese

Dopo dieci anni di attesa, ieri sera, al Teatro Apollonio di Varese, è andato in scena la prima del nuovo spettacolo dei Fichi d’India, “Attori per caso”. Uno spettacolo che, secondo le promesse di Max e Bruno, doveva essere un tentativo di andare oltre i tipici sketch che hanno reso popolarissimo il duo comico varesino.

In realtà così non è stato. Sia pure, nella prima parte, seguendo un tenue file rouge, lo spettacolo si è rivelato una serie di monologhi e dialoghi dei due Fichi, nei quali l’improvvisazione, le gag, i tormentoni che li hanno resi celebri l’hanno fatta da padroni. Una scelta che neppure la bravura di Max e Bruno, la loro simpatia, l’effervescenza e l’ironia, sono riusciti a sostenere per due ore filate il nuovo spettacolo.

E la stessa trovata degli ”attori per caso” è riuscita a dare ossigeno allo spettacolo. Il gruppo di spettatori scelti dagli stessi Fichi tra il pubblico che gremiva l’Apollonio, è apparso spesso incapace di stare al gioco, mosso a fatica dai due Fichi, con uscite che spesso erano sopra le righe e assolutamente fastidiose. Certo, lo spunto era buono (una serie di copioni scritti per fare film che si mescolano tra loro), ma alla fine poco sviluppato nel corso della prima parte.

Forse Paolo Rossi poteva insegnare qualcosa. L’attore milanese ha messo in scena più di una volta i suoi “deliri organizzati”. Ma in realtà i “deliri” erano confinati entro limiti ristretti all’interno dello spettacolo, segmenti misurati e super-calibrati. Al contrario, Max e Bruno si sono affidati troppo spesso all’improvvisazione, sia nella parte sul film da girare, che al momento di raccontare una fiaba. Più misurata e divertente la terza scena, la liberissima traduzione da parte di Max delle parole pronmuciare da uno scienziato francese, impersonato da Bruno, che si esprimeva in un divertente gramelot alla francese.

Il destino dei Fichi sembra restare legato ai piccoli sketch televisivi, alle battute fulminee, ai tipi strampalati che ci godiamo ogni settimana a Colorado Café. E così, forse incerti sulla possibilità di intraprendere una strada nuova, i Fichi d’India hanno pensato bene di regalare, al termine della serata, un tradizionale “tichi tic” sul Trota, Berlusconi e Belen. Omaggio ai fans che hanno ricambiato con applausi da urlo.

 

20 ottobre 2012
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