Riordino Province, in Consiglio tutti insieme appassionatamente

T-shirt anti-comasche sui banchi leghisti

Prendendo certamente spunto dall’iniziativa del consigliere Pdl Galparoli, ieri sera, in Consiglio comunale, consiglieri e militanti leghisti indossavano una maglietta bianca double-face: sul petto la scritta “Dalla nascita la prima provincia è Varese” e sulla schiena “Non mororò certamente comasco”. Nota di colore per la seduta tematica sul riordino delle Province e il futuro di Varese. Una seduta che era stata fortemente richiesta dal capogruppo Pd Fabrizio Mirabelli, e che si è svolta attorno ad un documento, redatto dallo stesso Mirabelli, articolato in quattro punti. Mentre era in corso la lunga serie di interventi in aula, le diplomazie dei partiti trattavano, trattavano, trattavano. E il documento è mutato nel corso della serata, a partire dal fatto che quella che era orignariamente una mozione, è stata trasformata in un più vacuo ordine del giorno.

Sotto i riflettori c’era dunque un documento che puntava a mantenere in vita la Provincia di Varese. Un documento dalla utilità praticamente  pari a zero, considerato il fatto che la Regione Lombardia ha ben altri pensieri in questi giorni e il governo dovrà procedere, sempre che intenda farlo, d’autorità, unilateralmente su una questione che ha già sollevato un vespaio infinito, in un momento in cui dietro l’angolo ci sono le elezioni. Dunque, un documento dal valore politico per il Consiglio comunale, ma senza valore pratico, su cui l’intero Consiglio si è bloccato per un’intera serata, con impegnative trattative condotte dai vari partiti.

Comunque, alla fine, l’ordine del giorno è stato votato e approvato quasi all’unanimità. Il Pdl, intervenuto in aula con due esponenti ciellini, Stefano Crespi e Matteo Giampaolo (assente il capogruppo Grassia, e nessun laico ha preso la parola), oltre naturalmente a Galparoli, che per le sue posizioni ieri ha incassato pure le critiche del suo partito a Villa Recalcati, ha accettato di votare il documento a due condizioni: cassare il punto quarto, che conteneva un riferimento alla omogeneità delle Province, concetto peraltro presente al primo punto, e la richiesta, contenuta nell’odg, di trasformare le province in enti di secondo livello (cioè non eleggibili direttamente dagli elettori).

Quanto poi alla Lega Nord, la scelta, fino all’ultimo minuto, era quella di votare contro il documento. Ma poi un intervento del sindaco Fontana, uno dei politici più attivi contro il disegno Monti, ha portato il Carroccio a votare a favore. Scotto da pagare per avere il voto del Carroccio, un piccolo emendamento sulla necessità di creare  “una rete di servizi e di gestioni associate con i Comuni limitrofi”. Così anche il Carroccio è salito, trafelato e all’ultimo secondo sul treno che rischiava di perdere, “tagliato fuori” dal pericoloso asse Pd-Pdl che si era già formato.

E così al voto finale, sull’inutile documento che ha occupato un’intera seduta del Consiglio comunale di Varese, si sono avuti 26 sì, quatto no (il Sel Cordì, i due consiglieri Udc e Nicoletti di Movimento Libero) e un astenuto, il grillino Cammarata.

19 ottobre 2012
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