Varese

Male le alienazioni immobiliari, in vendita il “gioiello” Varese Risorse

Controversa e molto sofferta, ieri sera la Commissione comunale 1 ha dato il via libera alla dismissione di Varese Risorse, la società partecipata dal Comune di Varese. Certamente la più strategica e anche la più redditizia rispetto alle altre partecipazioni, Sea spa, Centro Tessile Cotoniero di Busto, Banca Popolare Etica. Il fatto che le 4 dismissioni siano contenute in un’unica delibera di giunta, non ha consentito ai commissari di differenziare il loro voto in maniera più precisa.

Varese Risorse S.p.A. è la società che gestisce il servizio di teleriscaldamento urbano della città di Varese. Nata nel 1987 come società mista pubblica privata, è oggi controllata al 90% da Aspem S.p.A. e al 10% dal Comune di Varese. Più di una volta, in Commissione, è stata pronunciata l’espressione che Varese Risorse sia un “gioiello di famiglia” per Palazzo Estense. Ma il problema è quello di fare cassa e di farla al più presto. E certamente la società rappresenta un’ottima occasione: una volta dismessa, secondo il parere della Banca Popolare di Sondrio, porterà nella casse del Comune più di 2 milioni di euro.

Tuttavia, come ieri è emerso bene in Commissione, si tratta di una scelta discutibile, molto criticabile, legata al fatto che, erroneamente, si è sopravvalutata l’entrata delle dismissioni immobiliari del Comune che, invece, si sono rivelate fallimentari. Una scelta sbagliata, dunque, che avrebbe portato la giunta a piuntare tardivamente sulla dismissione di Varese Risorse.

“Perchè si è arrivati solo ad ottobre a porre il problema di Varese Risorse? – ha domandato il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli -. Ogni anno accade che il 95% del piano di alienazioni immobiliari resta lettera morta. E poi il teleriscaldamento in futuro diventa strategico”. Per Rocco Cordì (Sel) “la dismissione di Varese Risorse pone qualche interrogativo, è una scelta che non mi convince per nulla”. Molte le riserve e le critiche. Il capogruppo Udc, Ennio Imperatore, ha definito la scelta della dismissione di Varese Risorse “un fallimento totale dell’amministrazione comunale, che sin verifica perchè non sono state fatte attente valutazioni in precedenza”.

Di parere diverso il capoogruppo leghista Giulio Moroni che, al contrario dell’esponente Udc, vede nella scelta della dismissione “la prova che le amministrazioni precedenti siano state lungimiranti e dunque noi oggi possiamo utilizzare questo capitale”. Anche se, per Varese Risorse ma anche per Sea, Moroni ha dichiarato che “se si ragiona con il cuore si dovrebbero mantenere, ma a livello di portafoglio è necessario dismetterle”. L’esponente Pdl, Stefano Crespi, presidente della Commissione, ha rimarcato che la vendita è legata al Patto di stabilità, “particolarmente severo”.

Al voto la maggioranza ha votato sì al pacchetto di dismissioni, con l’aggiunta di Alessio Nicoletti (Movimento Libero), che ha sostenuto di dire sì convintamente, perchè corrisponde ad una battaglia condotta da tempo. Hanno detto no, invece, Pd e Sel. Astenuti il grillino Cammarata, Ronca (Varese & Luisa) e l’Udc. Ora la delibera passerà in Consiglio, dove è annunciato un emendamento per scorporare Varese Risorse dalle altre dismissioni sulle quali il sì alla cessione è unanime.

18 ottobre 2012
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