Varese

Il Pd lancia “la grande Varese”. “Il capoluogo tornerebbe in discussione”

Si preparano le armi in vista della seduta del Consiglio comunale di Varese, che domani sera, una volta esauriti gli interventi iniziali dei vari consiglieri, affronterà come unico punto all’ordine del giorno il futuro della Provincia di Varese.

Dopo che si è svolta una Commissione consigliare che ha raccolto i pareri e i desiderata di categorie economiche, sindacati, ordini professionali, associazioni e movimenti, domani sera, dal Consiglio comunale, potrebbe uscire un documento ampiamente condiviso da parte del parlamentino cittadino.

In queste ore sta girando un documento redatto dal capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli, che riassume le posizioni del principale partito di opposizione. “Un documento – spiega Mirabelli – che potrebbe raccogliere un ampio consenso da parte dei vari partiti. Certo, non l’unanimità perchè ci sono in Consiglio esponenti politici (come il grillino Cammarata e Nicoletti di Movimento Libero) contrari alle stesse Province”.

Tra i punti toccati dal documento predisposto dal Pd, anche l’ipotesi di una “grande Varese”. Il Pd pensa ad allargare i confini della città fino a giungere a 150 mila abitanti, un passaggio che può avvenire chiedendo ai Comuni limitrofi di collaborare. Si potrebbe anche solo arrivare, dagli attuali 79 mila di Varese, a superare i 100 mila abitanti.  ”Se ciò accadesse – spiega Mirabelli – si potrebbe ragionare nuovamente sulla città cui spetta il ruolo di capoluogo nell’ambito di un accorpamento”.

 

17 ottobre 2012
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4 commenti a “Il Pd lancia “la grande Varese”. “Il capoluogo tornerebbe in discussione”

  1. Bruno Belli il 17 ottobre 2012, ore 17:25

    La “grande Varese” sarebbe una sorta di Babele del 2000.
    Si rende conto Mirabelli che Varese è gestita con difficoltà – economica, del settore sociale, culturale, di sicurezza, di integrazione delle etnie, ecc – già con i suoi 79.000 abitanti?
    L’effetto della crisi e della cattiva gestione locale ha prodotto, tra l’altro, la chiusura di numerosi negozi cui si aggiungerà, nei prossimi mesi, una coda di altre attività cittadine che abbasseranno le serrande: non è difficile trarre tali conclusioni non solo girando la città, ma parlando con gli stessi commercianti (per la “plu-part”).

    Allora, dico io, e spero di sbagliarmi, giacchè il sistemino degli “allargamenti” nei vari settori, negli ultimi 30 anni, ha prodotto soltanto danni, perchè mai dovremmo trasformare il territorio “dentro le mura” ed “extra” facendo una sorta di cattiva copia della Milano attuale, la cui giunta Pisapia gestisce con molta difficoltà e non certo per incompetenza della maggior parte dei suoi assessori?

    Quando le banche si sono fuse hanno prodotto i mastodontici colossi che si sono staccati dal cittadino e sono giunti ad inidirzzare la politica (inutile che Mirabelli ed il PD tutto fingano di ignorare questo gravissimo aspetto), quando le società (intendo società imprenditoriali) si sono ampliate fondendo realtà esistenti si è giunti al “managerismo” congenito che è esemplificato dall’attuale gestione Fiat di Marchionne, ecc.
    Adesso, vorremmo anche ampliare la città con un contraccolpo, giacchè non sarebbe una crescita armonica?

    Possibile che la maggior parte degli Italiani faccia sempre proposte senza avere valutato per bene le conseguenze? E’ un principio di semplice logica, sempre che la si sappia utilizzare.

  2. Gottard il 17 ottobre 2012, ore 19:41

    Se Induno Olona torna con Varese, accorpata. come nel 1927 il gioco è fatto. Como diventa provincia di Varese.

  3. umberto (non quello di Gemonio) il 17 ottobre 2012, ore 19:53

    Con la proposta del PD Varese rimarrebbe capoluogo di provincia. A me questo basta! Se si aggiunge che diminuirebbero ulteriormente i costi della politica, direi che è quasi perfetta.

  4. Bruno Belli il 18 ottobre 2012, ore 01:30

    Ho dimenticato, nel commento, un esempio che non dovrebbe essere indifferente, proprio per ulteriori costi (non i rsiparmi) che un accorpamento simile provocherebbe, putacaso, se si accorpasse Induno Olona, come alcuni lettori asupicano. Quello che si risparmierebbe da una parte, infatti, uscirebbe da un’altra.
    Tra le varie cose, tanto per indicarne una, la rete di collegamento diverebbe urbana e non più extraurbana, con la conseguenza di un notevole rimescolamento delle linee ed il potenziamento verso le arterie di Induno Olona, per le quali andrebbero attuate nuove corse, che sarebbero urbane.
    Si potrebbe anche pensare, allora, mi si direbbe, alla linea ferroviaria, ma anche lì diverebbe un collegamento urbano (come le metropolitane sopraelevate in certe zone mialnesi) e si dovrebbe pensare a qualche mezzo tipo i vecchi “omnibus”, giacchè la linea verso Porto Ceresio non presenta corse frequenti.

    Sarebbe, poi, da vedere se dovessero essere mantenuti tutti i dipendenti comunali degli attuali due comuni: se si volesse risparmiare, come auspicano dalle parti del PD, si dovrebbero attuare tagli anche a livello comunale, perchè gli uffici sarebbero tutti posti nella sede del Palazzo (o nelle dependance).

    Mi sa prorpio che, per giocare a tenere il capoluogo di Provincia, finirebbero con il pagare nuovamente i cittadini per l’aumento di spese di copertura del territorio (copertura in tutti i sensi) ed anche di qualche novello “esodato”.

    Il gioco vale la candela?

    Penso sempre, perchè sono un pazzo, certamente, e non mi intendo di politica – che sarebbe stato meglio abolire le Regioni e non le Provincie (che agiscono in un ambito più ristretto e su di un territorio limitato), anche perchè il costo delle prime è rapportabile ai fallimentari esiti della gestione che sta andando allo sbaraglio in più parti d’Italia, al momento attuale (vedi Lazio, Lombardia, Sicilia, ecc. anche se per diversi motivi l’una dall’altra).

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