Economia

Unione degli industriali di Varese, sì al matrimonio con l’Alto Milanese

Il presidente di Univa Brugnoli

Ancora una volta l’Unione degli industriali della Provincia di Varese interviene sul fronte del riordino delle province introdotto dalla spending review del governo Monti.

Dicono gli industriali varessini: “Come da noi sempre sostenuto, la logica che dovrebbe sottendere l’operazione di riordino delle province dovrebbe essere quella, da un lato, di conseguire risparmi nella gestione della cosa pubblica, ma, dall’altro, di assicurare anche adeguati servizi a cittadini e imprese. Per tale motivo, da parte nostra si è sostenuta l’ipotesi che la provincia di Varese, per ragioni essenzialmente di densità demografica e di elevatissima concentrazione di attività economiche, avesse titolo per poter continuare ad esistere pur non rispettando gli asettici parametri di dimensione territoriale e di popolazione residente previsti dalla legge sul riordino, ipotesi, questa, che presupporrebbe la possibilità di una deroga”.

“Se, peraltro, tale ipotesi non risultasse praticabile – continua Univa -, quella di dare vita ad una realtà che unisca i territori delle attuali province di Varese e di Como con quello dell’Alto Milanese, meriterebbe certamente grande attenzione. Essa, infatti, nel soddisfare i requisiti di dimensione e di popolazione residente previsti dalla legge, offrirebbe il vantaggio di tenere insieme realtà non solo geograficamente vicine tra loro, ma, soprattutto, assolutamente omogenee sotto il profilo socio-economico. Ciò avrebbe, positivamente, influenza per quanto riguarda gli aspetti legati sia alla gestione delle problematiche presenti sul territorio, sia alla programmazione delle attività da intraprendere nel futuro per il suo continuo miglioramento. Per tale eventuale nuovo contesto amministrativo, si potrebbe inoltre immaginare una distribuzione logistica delle principali istituzioni sul territorio tale da contemperare i sacrifici che, inevitabilmente, cittadini e imprese si troveranno ad affrontare”.

Conclude Univa: “Perché tale ipotesi prenda corpo è peraltro necessario che tutti i soggetti interessati, in particolare i Comuni del basso Varesotto e dell’alto Milanese abbiano a condividere quanto sopra compiendo urgentemente i passi necessari in tale nuova direzione”.

 

15 ottobre 2012
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